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	<title>Brugherio Oltremare &#187; Racconti dal mondo</title>
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		<title>Il grazie di suor Irene</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi Amici di “Oltre Mare”, il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carissimi Amici di “Oltre Mare”, </strong></p>
<p>il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi cerchiamo di operare. Il vostro lavoro è sempre maggiormente efficace perchè, nonostante la ricchezza del sottosuolo africano e anche del Mozambico, è in calcabile, lo sfruttamento di queste ricchezze non produce, per la gente del luogo , povertà e aumento di disoccupazione analfabetismo. I governi talvolta apparentano forme di sviluppo, creando strutture, che purtroppo si rivelano incongruente per la mancanza di mezzi e stipendi adeguati. Piccolissimo esempio sono i libri di scuola che propaganda l’offerta gratuita, ma poi non sono forniti alle scuole per trovarli poi nei circuiti del mercato informale ad alti costi.   Il sostegno che ricevo ci permette di portare avanti sia l’asilo, sia il sostegno a scuola degli adolescenti e giovani perchè possano avere una formazione adeguata a un  futuro di lavoro. Sono ormai diversi i giovani che a dicembre fine dell’anno scolastico entreranno in scuole professionali per seguire corsi medio tecnici che garantirà loro l’ accesso al mondo dell’impiego lavorativo. Tutto questo grazie alla sinergia creata tra voi e noi, unita alla forza che il buon Dio ci dá  per guardare avanti con fiducia, investendo energie e lavoro.Spero di riuscire a inviarvi un piccolo video realizzato al Centro Infantile per farvi capire l’efficacia del nostro  e vostro impegno. Intanto ricevete La mia gratitudine, unita a quelle a dei bambini e famiglie, per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia. Il  Buon Dio, Benedica abbondantemente voi tutti e sostenga ciascuno di voi e le vostre famiglie, con il dono della serenità, della pace e della salute.Il mio augurio affettuoso. Si avvicina la Pasqua, la gioia del risorto riempia i vostri cuori.Con stima e affetto,</p>
<p align="center">Irene Ratti</p>
<p align="center">Missionaria in Mozambico</p>
<p>Maputo 23.02.2020</p>
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		<title>Auguri da suor Mariarosa Biraghi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:23:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi a tutti faccio giungere il mio augurio sentito per le feste che si stanno avvicinando .sono vicina a tutti con la preghiera di sempre e con riconoscenza per quanto fate Il piccolo Gesù porti a ognuno di voi pace e serenità  io sono quì con suor Giovanna e tra noi parliamo spesso della nostra Brugherio generosa, missionaria e altruista  grazie di cuore, perchè sappiamo che anche voi ci sostenete con il vostro ricordo di preghiera   con stima e affetto di sempre  suor Mariarosa Biraghi missionaria  comboniana in Italia</p>
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		<title>auguri da P. Sergio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:20:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi tutti di Brugherio Oltremare, Come state e come vanno avanti i vostri impegni? Spero e auguro nel meglio possibile. Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate per le Missioni e per noi missionari.Avvicinandosi il S. Natale mando a ciascuno di voi e alle vostre famiglie i miei più cordiali auguri di celebrarlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/59FF6893F97647E2A08BAB6B953B4CDE.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1538" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/59FF6893F97647E2A08BAB6B953B4CDE.jpg" alt="" width="266" height="263" /></a>Carissimi tutti di Brugherio Oltremare,</p>
<p>Come state e come vanno avanti i vostri impegni? Spero e auguro nel meglio possibile. Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate per le Missioni e per noi missionari.Avvicinandosi il S. Natale mando a ciascuno di voi e alle vostre famiglie i miei più cordiali auguri di celebrarlo nella gioia e nella pace che Gesù viene a regalarci. Faccio anche gli auguri di un Felice Anno 2020 con le più abbondanti benedizioni del Bambino Gesù e della nostra Madre celeste.Chiedo una preghiera speciale per la società e la Chiesa in Hong Kong.  Tutti già sapete che la situazione qui è ancora tesa perché le richieste che la maggioranza della popolazione ha presentato alle autorità da mesi con grandi dimostrazioni di strada non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata.  Per di più le autorità civili di Hong Kong e di Pechino stanno prendendo sotto banco misure di ritorsione e di controllo.Tra la maggioranza della popolazione che chiede maggior autonomia e democrazia ci sono anche molti cattolici. La Chiesa ha bisogno di una riflessione profonda sui recenti avvenimenti ed ascoltare con attenzione i desideri dei laici per capire bene il ruolo che è chiamata a compiere oggi nella società di Hong Kong, cioè compiere il ruolo di vero profeta che proponga la volontà del Signore.  È un vero peccato se perde questa occasione.</p>
<p>Anche la Chiesa in Cina sta passando un periodo molto difficile e confuso.Preghiamo insieme che Gesù con la Sua venuta porti luce, comprensione e coraggio.Fraternamente nel Signore,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>P. Sergio</p>
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		<title>&#8230;.Portiere a destra&#8230;.pallone a sinistra!!! spiazzato!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:16:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1533" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1533' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1534' title='69'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/69-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="69" title="69" /></a>
</p>
<p></a>Carissimi,eccoci all&#8217;appuntamento natalizio, sempre ricco di ricordi e di pathos, ma soprattutto  di speranza, anzi di certezza: la nascita di un bambino ci ricorda che la vita ha sempre la meglio sulla  morte, anche se alle volte pare  il contrario: che se si tratta della nascita del Salvatore, del Bambino Gesù, allora scusate, ma ci sono tutte le ragioni di questo mondo, e non solo…, per fare festa ed essere contenti!Papa Francesco per questo Natale ci ha regalato une lettera bellissima e a tratti commovente sulla bella tradizione di allestire il presepio in famiglia e ovunque ci sia concesso di farlo: è una forma simpatica di rivivere e di annunciare il Vangelo, la buona notizia della speranza, con un gesto che è anche alla portata di un bambino,  gesto che solo un animo intriso di fede e di poesia poteva immaginare,  come lo era appunto quello di Francesco d’Assisi.Il “perder tempo” ad allestire la semplice e bella coreografia del presepio ci rende “contemporanei” dell’avvenimento  accaduto duemila anni fa, senza dimenticare che la “contemporaneità” vera e sostanziale la realizziamo attraverso il sacramento in cui incontriamo il Cristo che ci viene  incontro come ha promesso: “<strong>Io sono</strong> con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.Questo il Papa ce lo ricorda quasi con discrezione alla fine del racconto del primo presepio a Greccio nel 1223: “Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia”, legame sottolineato in precedenza citando l’africano s. Agostino in   una delle sue folgoranti sintesi: “Adagiato in una mangiatoia, divenne nostro cibo”.Mi sono lasciato interrogare da questa lettera di Papa Francesco, rileggendo un po’ il momento attuale della mia vita e&#8230; sono arrivato a un punto che mi ha particolarmente illuminato, dove, quasi sul finire  della lettera dice: “<em>Il modo di agire di Dio quasi tramortisce, perché sembra impossibile che Egli rinunci alla sua gloria per farsi uomo come noi. Che sorpresa vedere Dio che assume i nostri stessi comportamenti: dorme, prende il latte dalla mamma, piange e gioca come tutti i bambini! Come sempre, Dio sconcerta, è imprevedibile, <strong>continuamente fuori dai nostri schemi</strong>. Dunque, il presepe, mentre ci mostra Dio così come è entrato nel mondo, ci provoca a pensare alla nostra vita inserita in quella di Dio; invita a diventare suoi discepoli se si vuole raggiungere il senso ultimo della vita.”</em>Ecco, qui<em> “vengono a fagiolo”  </em>le notizie della missione<em>.</em>Avete presente quando un arbitro fischia un calcio di rigore? Tutti lì col fiato sospeso, a partire dal portiere che quasi sempre ci fa una magra figura. Breve rincorsa e il pallone schizza via. Schizza anche il portiere che si esibisce in uno splendido e “plastico” volo a mezz’aria, quasi in barba alla legge di gravità, con altrettanto elegante atterraggio… dalla parte opposta a dove è andato il pallone: spiazzato!!  (Che se alle volte, per esperienza, per intuito o per semplice istinto, il malcapitato portiere riesce ad agguantare il pallone, i soliti soloni “pallonologi” diranno non che il portiere ha parato il rigore, ma che l’altro “ha sbagliato a calciarlo”. “Ci sarà giustizia a questo mondo!” diceva Lorenzo Tramaglino  di ritorno dallo studio dell’avvocato Azeccagarbugli.Si capisce vero che ai miei tempi io giocavo in porta?)Ci ho messo quarant’anni di pazienza per mettere in piedi una squadretta di fabbri, falegnami, meccanici, saldatori, muratori ecc. perché i miei successori avessero modo di garantire la manutenzione della missione e dei mezzi di trasporto per l’Evangelizzazione e poi, quando io mi sono dovuto fermare tutto si è sfaldato; anzi, dovuto alla “imperizia” di  qualcuno dei miei  collaboratori, me li sono addirittura ritrovati mal disposti e in atteggiamento rivendicativo!  C’è voluto del bello e del buono per rifare “ponti”; comunque il risultato è che abbiamo una officina che per la Guinea è super-attrezzata e… nessuno ci lavora. Anche  un semplice motorino viene messo n mano a sedicenti “meccanici” là fuori con risultati “fantasmagorici”. Alle volte io non resisto alla tentazione e … poi ne pago le conseguenze, come nei giorni scorsi: ho creduto di fare dei lavori semplici con materiali neanche troppo pesanti, e ho rimediato  uno strappetto alla schiena che c’è voluta  una settimana per rimettermi in sesto: fortuna che “ho il fisico”! (ma non la testa, direte, e mi va bene)Il 17 novembre scorso “mini-festa” in borgo: entrata del nuovo parroco, padre Maiuca Gomes Te, nominato con rescritto vescovile in data 4 novembre in sostituzione del parroco precedente, padre Abramo, trasferito ad altra parrocchia nella Capitale “per urgenti motivi di salute”. Parafrasando Shakespeare mi verrebbe da chiedermi; “Tanto lavoro per nulla”? Dal 2011 che mi sono dedicato ad aiutarlo a inserirsi nella nostra realtà, ed ora?  Spiazzato!Par carità, tanto di cappello al nuovo parroco che mi chiede di sostenerlo e di “introdurlo” nella realtà della nuova parrocchia, nella quale si trova da tre anni, prima come seminarista, poi come diacono e,  dal 15 Settembre 2018, come prete. Sì, avete capito bene, ho un parroco che ha un anno e poco più di Messa (e il coadiutore è prete dal Novembre 2017, la musica cambia di poco). Il quale coadiutore, “per impegni precedentemente assunti”, non era presente all’entrata del nuovo parroco, con relativa meraviglia dei parrocchiani…Ma non finisce qui. Ci ho messo un anno a introdurre una nuova suora che offriva concrete speranze per la nostra pastorale ed era entusiasta del lavoro qui a Suzana: niente, la mannaia è calata anche su di lei e improvvisamente è stata trasferita: voi ci capite qualcosa? Spiazzati per l’ennesima volta. E per l’ennesima volta io dovrei mettermi a insegnare l’ABC della lingua felupe e tutto l’ “intrade” della storia e della pastorale di Suzana a un’altra suora! Salvo poi arrivare per l’ennesima volta al… trasferimento della malcapitata suora in questione prima ancora che si metta a lavorare.E io che ho sempre predicato che in questi ambienti occorrono anni per capir dove si è capitati e anni per trovare la maniera giusta di lavorare…. Niente: portiere da una parte e pallone dall’altra!Spiazzati! Fortuna che il Vangelo è il racconto di  uno “spiazzamento” continuo, con quei poveri diavoli di apostoli che non ci si raccapezzano più: Gesù è sempre dall&#8217;altra parte, all&#8217;ultimo posto, fin sulla croce… Ma poi, in classifica è sempre il primo, a cominciare dalla prima Pasqua, primo “scudetto” che nessuno gli ha mai scucito di dosso, nonostante che ci  si siano “incaponiti” in tanti, con un sacco di tiri in porta e, purtroppo, anche di tentativi di autogol dall’interno della Chiesa stessa.Chi invece ci “spiazza” è sempre lui, ma lo fa perché ci vuol bene, e si ostina a volerci bene nonostante che noi, “esperti” giocatori, ci piazziamo troppe volte dalla parte sbagliata.Lasciamo che  il Natale del Signore ci spiazzi un’altra volta.  E che sia la volta buona di “piazzarci” dalla parte che ci ha già detto Lui: all’ultimo posto: siamo sicuri che, se il pallone non lo prendiamo noi,  lo prende Lui! A Lui nessuno lo spiazza! Auguri!</p>
<p>Padre Zé</p>
<p>Suzana, 12.12.2019</p>
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		<title>Don Matteo!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 13:58:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Suzana, Domenica 11. 06. 2017 Carissimi, avete visto la data? Niente di strano, solo che era Domenica, la Festa della SSma Trinità.E basta? Non proprio: era anche la festa di s. Barnaba, ma lui, discreto come sempre, si è ritirato in secondo piano per far emergere in tutto il suo splendore il NOME, i nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Suzana, Domenica 11. 06. 2017</p>
<p>Carissimi, avete visto la data? Niente di strano, solo che era Domenica, la Festa della SSma Trinità.E basta? Non proprio: era anche la festa di s. Barnaba, ma lui, discreto come sempre, si è ritirato in secondo piano per far emergere in tutto il suo splendore il NOME, i nuovo Nome di Dio che non è un &#8220;motore immobile&#8221;, come disse quel bel tipo di Aristotele, ma una &#8220;famiglia&#8221; intrisa di relazioni così profonde che di tre ne fanno  UNO, il Dio di Cristo, Padre e Figlio e Spirito Santo, tra Persone che si vogliono così bene, (un &#8220;bene da Dio&#8221;, è il caso di dirlo) da fare UN DIO SOLO,  che si chiama anche Amore.Mi è sempre stato simpatico Barnaba, &#8220;talent scout&#8221; formidabile e allenatore di prima classe: per la squadra di Cristo ha scoperto e lanciato un fuori classe del calibro di Saulo di Tarso, meglio conosciuto col &#8220;nome d&#8217;arte&#8221; che suona: &#8220;San  Paolo&#8221; si, quello che Gesù ha &#8220;placcato&#8221; sulla  strada per Damasco&#8230; Andate a leggere gli Atti degli Apostoli, cominciate pure dal capitolo  9  e andate fino al 15: bello no? Movimentato, pieno di colpi di scena più che un film d&#8217;azione&#8230; e senza effetti speciali, tutto genuino!Festa di S. Barnaba a parte, per la chiesa di Suzana è stata una data storica&#8230; e anche per me. Cosa credete, la chiesa di Suzana e il sottoscritto siamo stati una cosa sola da circa 50 anni, e lo siamo tuttora, anche se in maniera diversa: su questo non ci piove e ne ringrazio il Signore.Sapete, in questa data è cominciato il futuro.Mi spiego. Lo stavo preparando da anni e mi ci stavo preparando pure io, perché sapevo che si trattava di una cosa importante, molto importante.Fu nel 1972 che il p. Spartaco Marmugi, il mio &#8220;mister&#8221;, volle lanciarmi in prima squadra addirittura con la fascia di &#8220;capitano&#8221;. Allora la missione di Suzana non era ancora Parrocchia, in Guinea Bissau non c&#8217;era ancora nessuna diocesi, non c&#8217;era il Vescovo, ma un padre incaricato rappresentante del Papa, un po&#8217; così, alla buona.Ma non fu così alla buona che dovetti far fronte alla situazione: dopo poco più di un anno il Padre Marmugi venne a mancare e io&#8230; dovetti incominciare a sbrigarmela da solo.Il mio &#8220;mister&#8221; l&#8217;aveva previsto, sapeva di essere malato e ha giocato d&#8217;anticipo cercando di trasmettermi tutto quello che aveva accumulato in ventisei anni di vita missionaria in Guinea: non solo i cosiddetti &#8220;fondamentali&#8221;, ma anche la visione di gioco, il giocare a testa alta, avendo presente tutta la superficie del campo e quello che ci si muove&#8230;. E cominciai a preparare la &#8220;successione&#8221;, per facilitare il compito a chi avrebbe ricevuto da me il testimone della &#8220;staffetta&#8221; missionaria.Il Signore mi ha aiutato con delle comunità e delle persone stupende, ho potuto imparare moltissimo, tradurre con loro tutto il Nuovo Testamento, fare un mucchio di canti molti dei quali proprio nel loro stile, continuare la traduzione dei testi liturgici cominciata con il p. Marmugi, tradurre e inventare testi catechistici in lingua loro, registrarli per chi non sapeva leggere ( e per chi deve imparare la lingua felupe); abbiamo anche lanciato una radio parrocchiale per raggiungere tutti, che funziona dal 1995 e ora è affidata ai nostri laici.Insieme abbiamo fatto crescere le nostre comunità, affrontando insieme le difficoltà, imparando insieme dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di Paolo e C. come risolvere i problemi che ci si presentavano, nell&#8217;intento di rendere loro capaci di portare avanti la loro chiesa insieme con chi sarebbe venuto a succedermi.La storia s&#8217;è fatta lunga. Addirittura, trent&#8217;anni dopo quel 1972, la Missione di Suzana è stata &#8220;promossa&#8221; a Parrocchia e, <em>ipso facto</em>, io sono diventato Parroco.Così la mia anzianità di Parroco risale a solo quindici anni dei quarantacinque effettivi, ma non mi preoccupo: qui non ci sono bollini per la pensione, visto che nemmeno la pensione esiste&#8230;.E poi siamo o non siamo servi, non &#8220;inutili&#8221;, ma come spiega bene Silvano Fausti, &#8220;senza un utile&#8221;, cioè senza pretesa di essere pagati Certo, non avrei fatto nemmeno metà della metà di ciò che abbiamo realizzato in strutture per la pastorale e per insegnare a lavorare, se non avessi avuto alle spalle il folto gruppo degli amici dlla Missione, in prima linea Brugherio Oltremare, ma non solo.Ecco, ora guardiamo insieme verso il futuro: non è difficile, visto che, come dicevo, è già cominciato.Cinque anni fa, fulmine a ciel sereno, il Pime ha aperto a s. Domingos portandosi via i due missionari che avevo  a Suzana. Sono rimasto solo, del Pime, con la incipiente compagnia del mister Parkinson che già cominciava a darmi fastidio.Ma c&#8217;era una novità: da prima di Natale 2011 il Vescovo ci aveva mandato il P. Abramo Cabral, un prete diocesano con qualche anno di Messa. E&#8217; arrivato un po&#8217; &#8220;malconcio&#8221;, ma la nostra gente lo ha rimesso in piedi. La stoffa è buona ed è partito con il piede giusto. Di progressi ne ha fatti tanti e, soprattutto, è stato capace di capire la situazione, il cammino fatto da queste comunità a cominciare da p. Marmugi. Non finisce mai di chiedermi notizie e vuole sapere il perché e il percome di tante scelte fatte. Ci siamo trovati a condividere tante scelte, tanti punti di vista, tante posizioni anche attuali nel contesto della nostra Diocesi. Devo proprio dire che si è trattato di un ottimo acquisto.La gente gli vuole bene e se lo merita. C&#8217;è una bella armonia anche con gli altri collaboratori: tra di loro c&#8217;è buon sangue e intesa, e anche con me. Ma quello che più importa è che ci sia tra di loro, perché loro sono il futuro: la Chiesa di Guinea che cammina con i suoi piedi e che assume in prima persona il lavoro missionario.Quello che mi piace non è solo l&#8217;accordo tra di loro, ma anche la dinamicità: stanno viaggiando nei villaggi per la catechesi, che per ora preparo io in Felupe. Cercano anche di trovarsi insieme per studiare, per informarsi da me, per sostenersi: ci siamo organizzati su ritmi settimanali e pare che la cosa funzioni bene.Con tutte queste premesse, cosa volete che provassi quando abbiamo fatto le consegne nella celebrazione presieduta dal Vescovo? Il giorno prima, su due piedi avevo pensato e scritto una celebrazione vigilare che è stata molto apprezzata: il tasto giusto per prepararci spiritualmente.Avevo  il mio daffare per suonare e cantare, ma non ero distratto. Mi è sembrato tutto così naturale, l&#8217;avevo desiderato da così tanto tempo che&#8230;. tutto è andato liscio e sono tranquillo.Ciliegina sulla torta: sabato prossimo vado all&#8217;ordinazione diaconale del nostro Matteo di Ejin, figlio di catechisti e nipote di due figure eccezionali Kutujenuió e Anjiroken. Diciamo una famiglia &#8220;storica&#8221; della comunità di EJIN. Ho ragione o no di dire che il futuro è cominciato</p>
<p>Suzana 20 Giugno 2017</p>
<p>Siamo andati a Bissau. La chiesa della parrocchia di Antula non è ancora finita, ma ci ha &#8220;contenuti&#8221; tutti: grande, monumentale, solida, per ora senza porte e finestre.Una Messa interminabile, per ordinare due diaconi! Immaginatevi se c&#8217;era anche qualche prete!Ma la mia attenzione e la mia preghiera si concentravano soprattutto su Matteo e sulla sua famiglia, papà Ernesto e mamma Anita. Rivedevo come degli spezzoni di film, con la sua nonna Anjiroken, il nonno Kutujenuió, lo zio António: le prime colonne portanti della comunità di Ejin. Quante cose stupende mi ha fatto vedere il Signore! E sono lì, vive davanti a noi. Anche se noi ci incurviamo col passare degli anni, lo spettacolo offerto da questi giovani che accettano di consegnare la loro vita nelle mani del Signore ti da la carica. Pochi anni e la savana dà i suoi frutti. Ancora  una volta il Vescovo ha voluto sottolineare che Suzana è un vivaio di vocazioni. Che fortuna ho avuto di capitare tra questa gente, capace di accettare e far fruttificare il Vangelo anche più di noi! C&#8217;è sempre da imparare e da ringraziare il Signore.E poi l&#8217;altra novità: ci siamo messi di buzzo buono a rifare il ponte di Boaj, 106 metri su acqua salata, in piedi da 25 anni e ormai piuttosto malconcio. Si  sta  facendo bello con un sacco di cose nuove&#8230; con mio fratello Alfonso che è venuto qui e ha dato lo spintone giusto. No, non l&#8217;ha mica abbattuto!Cosa credete, lo spintone lo ha dato ai lavori ( e un po&#8217; anche &#8230;ai lavoratori) tanto che arrischiamo di finire il tutto prima che comincino le grandi piogge. Per noi era un sogno, ma adesso sta diventando realtà.Ora mio fratello riparte soddisfatto e qui ne parleranno per un bel po&#8217;: non è frequente vedere gente che lavora a quella maniera. Noi faremo le finiture che la pioggia ci permetterà di fare, ma il ponte è di nuovo lì, ringiovanito, a far bella mostra di sè&#8230; e a ricordare alla gente che con buona volontà, intelligenza e collaborazione si possono fare tante cose belle.Auguri a tutti voi anche per le vostre ferie, se riuscite a farle. Noi qui aspettiamo il solito gruppetto di giovani e abbiamo già messo in cantiere non poco lavoro da fare insieme per dare nuovo impulso alla catechesi. Guai a chi si addormenta!&#8230;.   Ciao a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre Zé</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1478" title="20170620_111805" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;&#8230;&#8230;. Lascio il palco e mi infilo nella buca del suggeritore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 09:40:04 +0000</pubDate>
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<p>Carissimi, le piante in fiore annunciano la primavera ormi prossima, con la natura che si risveglia in una festa di vita e di colori dopo il grigiore dell&#8217;inverno ormai passato.Per noi cristiani poi, non si tratta solo di un fenomeno naturale pur bello e ricco di poesia con quel suo messaggio di speranza che ci dice che la vita non è mai sconfitta; per noi c&#8217;è un&#8217;altra primavera, un&#8217;altra vita, una speranza ancora maggiore: la PASQUA.Da quando Gesù risorgendo ha sconfitto la morte, la speranza ha acquistato uno spessore nuovo ed è diventata certezza: la certezza di essere amati e salvati da Chi la vita l&#8217;ha creata, la conduce e la porta a una fioritura nuova, insperata, al di là di ogni e qualsiasi eventuale sofferenza, anch&#8217;essa trasfigurata dalla Croce che Lui ha portato per nostro amore.Fa gelare il cuore il vedere come nel nostro mondo occidentale la morte si fa strada imponendosi come legge inesorabile.Esorcizzata in mille modi, chiamata con mille nomi diversi, entra nel quotidiano quando ci si serve di lei per impedire che vengano alla luce esseri umani ritenuti degli “intrusi” che vengono a turbare la nostra vita, o meglio, il nostro stile di vita: e crediamo di tranquillizzare la nostra coscienza proclamando che l&#8217;aborto è un diritto, perfino riconosciuto dalla “legge”.  Una volta si diceva che i popoli che praticavano l&#8217;infanticidio erano “selvaggi” e li pensavamo dispersi in foreste o su isole lontane, dove la “civiltà” non era ancora arrivata&#8230;.Raccapricciante, eppure dilaga nei media, il discorso sull&#8217;eutanasia: a furia di parlarne usando mille pseudonimi, l&#8217;eliminazione di chi ci è di peso, anziano o malato, non fa più notizia. La faceva al tempo del Nazismo, quando se ne parlava condannando appunto quel regime “inumano”. Vien fatto di pensare che la condanna era solo una mossa politica, usata perché serviva al momento per determinati fini, mentre la realtà che si perseguiva era un&#8217;altra.</p>
<p>Chiedo scusa per l&#8217;insolito inizio di questa lettera che di solito vuole informare sull&#8217;andamento della Missione, ma vi confesso che non mi sento fuori tema. Sinceramente mi trovo un po&#8217; in imbarazzo, quando mi sento mandato ad annunciare Colui che ha detto “Sono venuto perché abbiano la vita, e l&#8217;abbiano in abbondanza” (l&#8217;avverbio greco direbbe “esageratamente”, fuori misura) e poi mi sento domandare: “Ma perché allora voi non volete bambini ed eliminate vecchi e malati che hanno bisogno di tutto?”. Voi che cosa rispondereste? Che queste sono conquiste della civiltà?  E per quanto riguarda il  “Diritto a morire con dignità”? Non posso né voglio giudicare nessuno, ci mancherebbe, ma come lo posso conciliare con quanto annuncio, cioè che niente, nessuna sofferenza e nemmeno la morte ci può separare dall&#8217;amore di Dio in Cristo Gesù Signore nostro? (cfr Rom. 8,39   ma si veda anche tutto il cap.8).Quando durante la guerra del 1998 in Guinea con la presenza di truppe senegalesi in appoggio al dittatore, il nostro vescovo, che cercava di trattare la pace, era lasciato solo dagli altri vescovi della conferenza episcopale, senegalesi appunto, io andai in Vaticano a dire che si dessero una mossa, se no   come potevo continuare a fare la catechesi sulla Chiesa dicendo che essa in Dio è una sola famiglia fin quando i fratelli non si aiutavano l&#8217;un l&#8217;altro, e mi diedero ascolto. Ora non c&#8217;è Vaticano che tenga: dipende da tutti e da ognuno di noi testimoniare l &#8216;amore alla Vita, che ha valore perché è nelle mani di Dio; tocca a noi avere la vera con-passione, condividere la sofferenza di chi vede la vita “perdere senso” e restituirle la dignità di una “missione”, e non di quelle di minor conto.Come vedete dalla data, anche questa volta vi scrivo da Brugherio, dove sono arrivato il 19 Febbraio per un ulteriore controllo al caval di s. Francesco, diciamo che sono venuto a “fare il tagliando” alla macchina. Come sempre devo ringraziare tutti coloro che ho incontrato perché è stupendo sentirsi accolto come voi sapete accogliermi: prego il Signore che vi ricompensi come solo Lui sa fare.Notizie di laggiù? Presto detto Innanzitutto, a livello di Guinea, lasciamo stare di parlare o sparlare della situazione politica: sembra che anche noi qui in Italia non abbiamo moto da insegnare.A livello di Chiesa locale, abbiamo fatto la prima sessione del primo Sinodo della storia della Diocesi di Bissau, un avvenimento appunto “storico”.La preparazione non è stata delle migliori.  L’impegno dei partecipanti è stato lodevole. Purtroppo è mancata all’appello l’esperienza, che non ci poteva essere trattandosi della prima volta, ma forse anche una certa duttilità nel far fronte a cose che magari non si erano previste a tempo. Sono soddisfatto di come sono andate le cose? Non posso dire di si, però c’è speranza di migliorare. E’ prevista una seconda sessione a Giugno e dobbiamo lavorare perché sia meglio della prima. Forse non si farà a tempo a concludere tutti i lavori, ma niente impedisce che si possa aggiungere magari un supplemento… Chi sta nella stanza dei bottoni magari ci potrà pensare.Dalla stanza dei bottoni (si fa per dire) di Suzana sono uscito io: subentra il nuovo parroco, con tutto l’appoggio e l’affetto che si merita e il 17 Giugno avremo l’ordinazione sacerdotale del nostro don Maiuka, il diacono che già fa parte della nostra squadretta.E io? “Quiescente” poco capace di “stare quieto”. Lascio il palco e mi infilo nella buca del suggeritore. Mi sto già allenando e… mi dà parecchio da fare, visto che, grazie a Dio, chi mi succede vuole privilegiare la continuità pur nella inevitabile e provvidenziale novità.E’ un momento delicato, ma che mi dà molta speranza: vi chiedo di pregare perché il nostro servizio a queste comunità si svolga in una fraternità che guarda al futuro con i piedi ben poggiati sulle fondamenta poste dai predecessori. Le premesse, grazie a Dio, ci sono tutte: spetta a noi farle “maturare” e diventare realtà secondo uno sviluppo armonico e costante.I lavori?Abbiamo cercato di dare una mano alla preparazione al Sinodo stampando e diffondendo nelle parrocchie gli interventi che via via venivano “postati” nel blog della Diocesi: un lavoro non indifferente.Abbiamo “azzannato” il lavoro di manutenzione straordinaria del ponte di Boaj, il primo, costruito nel 1992, lungo ben 106 metri. In realtà si tratta di una “ricostruzione” al 50% con la sostituzione di tutto il materiale in ferro ormai divorato dalla salsedine, l’aggiunta d’un pilone in cemento, la nuova sistemazione delle teste dei piloni con travature in legno (avete in mente i famosi “traversini” delle ferrovie?) e altro, che sta sollecitando ancora una volta la fantasia e l’inventiva per venire a capo delle difficoltà che via via si presentano. Devo comunque dire che la nostra gente ha capito l’utilità del ponte, non può più farne a meno, per cui si impegna notevolmente nel dare una mano per i lavori necessari, che stanno continuando anche ora in mia assenza.Fronte coltivazioni. Stiamo serrando le fila e arruolando nuovi volontari per camminare verso una agricoltura più redditizia grazie al lavoro delle macchine. Interveniamo anche per conto terzi, cioè per appoggiare l’attività di ONG presenti sul territorio e impegnate nello sviluppare l’orticoltura.Ci è piovuto dal cielo un aiuto insperato: un uomo di un villaggio vicino, già in età, con una buona preparazione in orticoltura che è venuto a chiedere aiuto. Gli abbiamo fatto la proposta di gestire in proprio l’orto dentro la missione, così da aprire in seguito la strada a giovani che si convincessero della bontà dell’iniziativa. Ci si è messo d’impegno e l’orto è finalmente rifiorito. L’uomo ci sa fare, non solo, ma vuole dare una mano anche ad animare i giovani in questo senso. Un passo dopo l’altro, forse si apre una strada verso il futuro.Si diceva che chi vive sperando muore cantando e chi vive cantando morrà sorridendo. Io credo che la speranza è l’altra faccia della fede, visto che la nostra speranza non significa “speriamo che, magari…”Bensì, come dice Paolo, “so chi è Colui nel quale ho posto la mia speranza e so che non mi deluderà” (cfr.2Tim.2,12b). Mentre scrivo stiamo aspettando Papa Francesco. Se piace a Do parteciperò sia all’incontro in Duomo a Milano sia alla Messa nel Parco di Monza. Porterò nel cuore la Chiesa di Guinea, le nostre comunità e tutti voi: che il Signore c confermi nella fede e nell’amore e faccia di noi seminatori di speranza, quella che Lui ha portato risorgendo dai morti.Buona Santa Pasqua a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Zé</p>
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		<title>ringraziamenti da sr Rachele</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 19:09:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi amici del Gruppo di Brugherio Oltremare,  ringrazio vivamente per il costante aiuto alla missione delle Missionarie dell&#8217;Immacolata che operano in  diversi paesi.Grazie di cuore, lo so che é frutto di molti sacrifici e sono certa che la vostra offerta é accompagnata da preghiere  affinché l&#8217;aiuto fattivo di servizio nelle varie opere e apostolato diretto  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi amici del Gruppo di Brugherio Oltremare,  ringrazio vivamente per il costante aiuto alla missione delle Missionarie dell&#8217;Immacolata che operano in  diversi paesi.Grazie di cuore, lo so che é frutto di molti sacrifici e sono certa che la vostra offerta é accompagnata da preghiere  affinché l&#8217;aiuto fattivo di servizio nelle varie opere e apostolato diretto  sia benedetto dalla grazia del Signore.<br />
Chiedo la benedizione di Dio su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie con l&#8217;augurio di un nuovo Anno 2017 di pace e serenità in tutto il mondo. Con riconoscenza saluto cordialmente. sr rachele</p>
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		<title>Auguri di natale da p.Sergio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 19:03:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/12/SXmas3in.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1461" title="cartolina" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/12/SXmas3in-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>Carissimi</p>
<p>BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO</p>
<p>MERRY CHRISTMAS and HAPPY NEW YEAR</p>
<p>圣诞快乐</p>
<p>La Benedizione, la Pace e la Gioia di Gesù che nasce siano con voi e con tutti gli amici di Brugherio Oltremare a Natale e per tutto il Nuovo ANNO! Come state e come procedono vostri servizi? Spero e auguro nel migliore dei modi. Vi ringrazio di cuore per la vostra buona volontà  e impegno per sostenere le Missioni e assicuro le mie preghiere per le vostre famiglie.Da parte mia, i miei impegni qui a Hong Kong continuano bene. Recentemente, grazie al Signore, ho potuto anche recarmi in Cina a Guangzhou per quattro giorni, la prima volta dopo cinque anni, senza nessun problema.Ma la situazione della Chiesa in Cina non è ideale: come sapete,recentemente in due ordinazioni episcopali, vi ha partecipato un vescovo illecito, e, subito dopo Natale, le autorità governative cinesi faranno svolgere l’assemblea nazionale dei rappresentanti cattolici per imporre i capi che loro vogliono.Vi invito quindi a unirci nella preghiera perché il Signore tocchi il cuore e illumini la mente dei responsabili.Di nuovo grazie sincere per il vostro sostegno e cordiali saluti a tutti. Rimaniamo uniti nella preghiera vicendevole. Ciao Fraternamente nel Signore,</p>
<p>P. Sergio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>&#8230;&#8230;la bloggermania di padre Zè</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 18:55:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, mentre vi scrivo voi state finendo un ponte lungo così mentre io &#8230; ancora non ho cominciato i lavori per ristrutturare il ponte di Boaj, in piedi dal 1992 e ormai fuori tempo massimo per la manutenzione.Intanto abbiamo riaperto la strada (chiamiamola così!), abbiamo ripulito il cantiere e bruciato quei fastidiosissimi fagiolini che i felupes chiamano &#8220;emokai&#8221; e in criolo si chiamano &#8220;gnágnima&#8221;): basta che ne tocchi uno e ti infila nella pelle milioni di piccolissimi aghi che ti danno un prurito che lévati!. Con il conteiner è arrivata pure la pompa freni del nostro Lazzaro, il Leoncino OM militare resuscitato (Lazzaro, appunto) che ci servirà, insieme con il trattore, per trasportare tutto quel po&#8217;po&#8217; di materiale da qui al fiume.C&#8217;è da dire, di positivo, che appena abbiamo chiesto di pulire la strada dalla vegetazione, subito dai villaggi oltre il fiume si sono mossi: si vede che hanno interesse a che il ponte venga rimesso a nuovo, hanno capito che gli serve. Si tratterà di organizzarli in modo da agevolare la loro partecipazione ai lavori.Chi si muove comunque sono soprattutto gli adulti. I giovani? Generalmente assenti, apatici, amorfi, a-tutto.  Piange il cuore al vederli, quando li vedi, perché stanno alla larga da chi sanno che gli proporrebbe dei lavori: a meno che siano profumatamente pagati e&#8230; possibilmente in anticipo. Capito dov&#8217;è lo sviluppo? Intanto i motocoltivatori e pilariso giacciono inerti. Chi aveva imparato un po&#8217; a lavorarci, se l&#8217;è squagliata col denaro (poco) raggranellato e chi non ha ancora imparato&#8230;  probabilmente&#8230; aspetta tempi migliori.Abbiamo avuto l&#8217;altra settimana, a livello PIME,  un interessantissimo corso di aggiornamento tenuto dal dottor Raffaela Lavazzo, psichiatra e psicoterapeuta che in gioventù era stato alunno del PIME.Abbiamo chiesto anche a lui un aiuto per capire cosa stia succedendo a questi giovani e, soprattutto se ci sono appigli, rampini o simili per riuscire a smuoverli.Ricordo che parlandone dicevo: &#8220;Li guardi negli occhi, quando ci riesci e&#8230; vedi fuori dall&#8217;altra parte! Sono buchi, non c&#8217;è dentro niente!&#8221;.E&#8217; terribile come situazione, non vedono niente per cui &#8220;valga la pena di&#8230;&#8221;.Il peggio è che&#8230; ci sono dentro anche molti giovani cristiani, che dovrebbero aver incontrato quel Qualcuno per cui vale davvero la pena di rimboccarsi le maniche!. O forse siamo proprio noi che invece di essere dei &#8220;Giovanni Battista&#8221; che si tirano da parte perché vada avanti Lui, magari restiamo lì impalati come allocchi nell&#8217;illusione che la gente venga dietro a noi?&#8230;Qui nella nostra diocesi siamo in clima di Sinodo e uno dei grossi argomenti della Nuova Evangelizzazione dovrà essere proprio questo.A proposito di Sinodo&#8230; Cose turche!  Si è voluto cercare di aprire un dibattito &#8230; via blog! Qui in Guinea? Quanti hanno accesso a un computer? E  anche se ce l&#8217;hanno &#8216;sto benedetto computer, quanti hanno accesso alla corrente?Allora mi sono &#8220;rimpinzato&#8221;  di buona volontà e mi sono offerto di stampare tutti i contributi alla discussione che fossero apparsi nel blog della diocesi, facendone arrivare quattro copie a ognuna delle trenta parrocchie della diocesi, gratis naturalmente.  Primo invio. Risposte? Niente. Allora ho cominciato ad inviare articoli, riflessioni, provocazioni, chiedendo pareri e punti di vista differenti, per avviare qualcosa in vista della prima sessione che sarà in Febbraio. Non è stato un lavoro di piccola mole, anche perché, in via di incoraggiamento, ho voluto far conoscere profili di cristiani &#8220;riusciti&#8221;, che ci garantiscono che lo Spirito Santo è al lavoro e come!Così ho scritto di Demba e Maddalena, di Kutujenuió e Anjiroken e di altri, mi mancano ancora Pitrikó e Ambona&#8230; Risultato? Zero, tutto tace. Ah, no, recentemente c&#8217;è stato un intervento: uno sconosciuto spagnolo che chiede di inviargli una lettera per posta normale perché fa la raccolta di francobolli e non ne ha nemmeno uno della Guinea!  Ha trovato che per questo valeva la pena di scomodarsi!!!Ma non siamo pessimisti! C&#8217;è del buono di cui parlare e ringraziare il Signore.Intanto subito dopo Natale abbiamo il ringraziamento per il dono che il Signore ci ha fatto mandandoci un evangelizzatore del calibro di padre Spartaco MARMUGI. Rivivremo il suo ricordo e la sua presenza attraverso testimonianze, conferenze, teatro e&#8230;  il sacramento della cresima chiedendo al Signore che qualche altro cresimato di questa nostra chiesa diventi testimone e apostolo come lui.E poi, giusto domani comincio a predicare un corso di esercizi in preparazione al diaconato del nostro Maiuka che sarà ordinato sabato prossimo 17 dicembre qui a Suzana. E&#8217; destinato a questa parrocchia dove resterà anche da prete e saranno due con padre Abramo: io il terzo della cordata fin che avrò fiato.Siamo comunque in attesa delle date di ordinazione di altri due diaconi, tutti e due della nostra parrocchia: frate Luca figlio di Albert di Katon e don Matteo figlio di Ernesto di Ejin. E dite poco?Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Facendo scuola di Felupe a Maiuka e a suor Herika (ottimi alunni), ho fatto altre scoperte &#8220;linguistiche&#8221; che hanno aperto grossi e inattesi spiragli sulla cultura felupe, sulle loro concezioni filosofiche (proprio così, non scherzo) che fanno da supporto all&#8217;annuncio della Parola di Dio, per esempio per i primi due capitoli del libro del Genesi. Per ora ho solo materiale che ho scritto in Portoghese. Appena avrò un po&#8217; di tempo preparerò una traduzione in Italiano da mettere nel Sito (accidenti, hanno attaccato anche a me la bloggomania!?!?!).Quando si dice che non si finisce mai di imparare e ci vorrebbe un più di tempo e di pazienza per pensare!Il tempo è grazia, è &#8220;Kairós&#8221; ed è nel tempo che il Figlio di Dio ha voluto venire per incontrarci, per mettersi davanti a noi e invitarci a seguirLo, a mettere la nostra vita nelle Sue mani perché realizzi in noi il Suo disegno di salvezza: è qui che poggia la nostra speranza, incrollabile perché proviene da una certezza che ci viene da Lui, cioè che Lui ci vuole bene e Gli stiamo a cuore, tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non lo sanno e che , quando li guardi negli occhi, vedi fuori dall&#8217;altra parte e non ci trovi nemmeno un briciolo di speranza&#8230;.</p>
<p>Buon Natale e buon anno a tutti voi da tutti noi, nella gioia del Signore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre  Zé</p>
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		<title>GIUBILEO A SUZANA</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 16:51:52 +0000</pubDate>
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<p>Carissimi, sentivo la schiena rotta, ero &#8220;in riserva&#8221;, ma proprio al lumicino, sono andata a buttarmi sul letto prima di schiantare&#8230; ma sentivo ancora l&#8217;intensità dell&#8217;applauso dei circa 500 fedeli  che nella nostra chiesa di Suzana esprimevano la loro gioia e la loro riconoscenza a Papa Francesco che quest&#8217;anno ha voluto farci dono del Giubileo della Misericordia.Una gioia intensa, esplosiva, ma che veniva da dentro, lo si leggeva sulle loro facce. Ce lo hanno ricordato poi per telefono, appena arrivati alle loro parrocchie, chi a trentacinque, chi a ottanta chi a cento e più chilometri, pressoché digiuni fino a tarda mattinata, con un misero spuntino penitenziale consumato la sera prima, la sera di venerdì lungo la prima parte della celebrazione.Erano arrivati impolverati dagli ultimi 35 chilometri in terra battuta, alcuni sono arrivati la notte, per guasti meccanici; i nostri, quelli delle nostre comunità hanno macinato in media una decina di chilometri a piedi sotto un sole torrido. Si era anche dormito poco e piuttosto male.Anche se qualcuno più attrezzato, si era portato la tenda a due posti da piazzare in cortile, la maggior parte ha dormito su stuoie o sui materassi di gommapiuma che abbiamo steso a terra nelle nostre sale di catechesi. E non erano tutti giovani! C&#8217;era parecchia gente avanti negli anni ma, da buoni Africani avvezzi a fare a meno di tante cose che a noi sembrano essenziali, hanno saputo cogliere il messaggio profondo del Giubileo della Misericordia e ne hanno assaporato la gioia.Ce l&#8217;avevamo messa tutta per prepararci: tanta catechesi, preghiera, opuscoli, volantini, libretto di canti bilingue con tanto di inno del Giubileo tradotto in Felupe e Creolo&#8230; E poi, a pochi giorni dalla data marcata per la celebrazione, si era dovuto rimandare il tutto per una specie di  infezione alimentare che si è portata via due ragazzini due fratellini e ha messi KO una ventina di altre persone sparse per tutti gli angoli del villaggio. Allarme rosso, scuole chiuse, isolamento e&#8230; vigilanza. In tre giorni la fase acuta è rientrata, ma intanto non era prudente concentrare persone proprio qui, nel focolaio dell&#8217;infezione.Calmate le acque abbiamo programmato la celebrazione una settimana dopo, esattamente ieri e oggi. Si è riusciti a fare spazio negli impegni delle quattro parrocchie e in quelli del pime che aveva l&#8217;assemblea di tre giorni  a Bissau  fissata proprio  per la  vigilia: facevo comunque in tempo a tornare a Suzana. Ma non è stato lo stesso nel caso del nostro Vescovo né del Vescovo Ausiliare. E qui la Provvidenza si è divertita, facendoci arrivare il Vescovo di  Bafatá, Mons. Zilli, che per noi è sempre il Padre Pedro che è stato mio coadiutore qui durante cinque anni. Noi contentissimi di rivederlo qui con noi e lui altrettanto contento di rituffarsi in questa esperienza che ricorda tanto volentieri.Nel pomeriggio di Venerdì siamo partiti tutti dalle rispettive basi per ritrovarci qui a Suzana. La comunità si è divisa in tre grossi scaglioni che sono andai ad accogliere quelli che venivano dalle altre comunità della parrocchia, per un pellegrinaggio orante alla luce della Misericordia. Poi tutti insieme sulla strada di S. Domingos,, l&#8217;unica, e chiamatela strada!, dalla quale provenivano le altre parrocchie del decanato.Pregando  e cantando abbiamo attraversato Suzana  siamo entrati alla missione, poi, dopo una pausa per l&#8217;assestamento e un breve spuntino, abbiamo dato inizio alla celebrazione, con calma, mentre aspettavamo quelli di Ingorè attardati da noie meccaniche al loro camion.La missione era illuminata a giorno. Richiamo degli elementi essenziali della celebrazione, preparazione alla Confessione e poi Vescovo e noi cinque preti ci siamo disposti per le confessioni. Siamo andati avanti  fino a dopo mezzanotte. Se pensiamo a come gli Africani quando si trovano sanno mettere in piedi casini, pur simpatico ma sempre casini, era roba da non crederci: un raccoglimento che si toccava con mano, davvero da rimanere meravigliati.Qualche ora di sonno, poi via, in piedi, prima dell&#8217;alba, per la seconda parte della celebrazione.Adesso sappiamo che la nostra chiesa di Suzana accoglie 500 persone comodamente sedute&#8230;. ma ben attive e dinamiche. Tutto a puntino, preghiera intensa, gioia che sprizzava dai volti aperti e sereni e una profonda gratitudine che ti veniva su dal cuore per il Signore che si rivela ai piccoli ed è capace di raggiungerti attraverso di loro e di dirti &#8220;Va&#8217; avanti! dacci dentro con tutto il fiato che ti  rimane: vedi che io la mia parte la faccio?&#8221;.Chiaro il messaggio no? Nonostante la schiena che senti come se fosse rotta, nonostante il fiato che non viene più dal tanto cantare&#8230; non fermarti, continua a seminare fino a quando anche tu, come un seme, scivolerai sotto questa terra d&#8217;Africa, capace di essere fertile anche quando tutto sembra far pensare il contrario.Don Pedro a un certo punto ha ricordato gli evangelizzatori di Suzana che già il Signore misericordioso ha chiamato a Se: P. Marmugi, P. Andreoletti, fratel Renato, suor Maria, suor Rosa, che sono solo i principali&#8230; e sentivi la gente vibrare ad ogni nome, anche quelli che non li hanno mai conosciuti ma ne hanno solo sentito parlare. E ti vien fatto di pensare alla Comunione dei Santi, che la maggior parte dei cristiani non sa spiegare cos&#8217;è, ma che è una realtà davvero consolante. E che si tocca con mano.Ora devo finire di registrare il commento in creolo al Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, che viene diffuso, con gli opportuni collegamenti, su scala nazionale dalla nostra radio cattolica, la Radio Sol Mansi. Oltre che proporre un messaggio a chi non è ancora cristiano, sto tentando di svegliare anche i cristiani addormentati,  in vista del primo Sinodo Diocesano che è già alle porte. Dite una preghiera anche voi per darci una mano: l&#8217;anno prossimo saranno quarant&#8217;anni che questa diocesi sta &#8220;camminando&#8221;. Io sono di quelli che l&#8217;hanno vista nascere: mi piacerebbe vederla &#8230; imbroccare con più decisione la via giusta,  passare il Giordano e portare alla terra promessa tutta questa nostra gente.Noi, sempre scettici quanto a passare un fiume all&#8217;asciutto, anche se  per via di un miracolo, abbiamo iniziato i lavori per il rifacimento del nostro primo ponte, quello di Boaj, del 1992. Non vi mando nessuna foto sua, perché &#8230; il lavoro ancora non si vede, ma vi prometto qualcosa per la prossima lettera.Intanto prepariamoci alla celebrazione della Pasqua del Giubileo, grati al Signore per la sua misericordia e decisi a darci da fare con le opere di misericordia, non solo corporale, ma anche spirituale: ve le ricordate?  Auguri! E grazie per ogni cosa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>padre Zè e tutto il resto.</p>
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