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	<title>Brugherio Oltremare &#187; News</title>
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		<title>RIPRESA PARZIALE ATTIVITÀ</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 16:14:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la chiusura causata dall&#8217;emergenza COVID-19, Brugherio Oltremare riprende gradualmente l&#8217;attività. I lavori di sgombero però restano sospesi fino a data da destinarsi per l&#8217;impossibilità di garantire le misure di sicurezza minime prescritte per la FASE-2 dell&#8217;emergenza COVID-19</p>
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		<title>un saluto da padre Ze</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 19:29:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right">Suzana , 8 Marzo 2020</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Carissimi, comincio questa lettera oggi, seconda domenica di Quaresima, anche se non so se riuscirò a terminarla nella stessa data. Due cose richiedono la mia attenzione per conoscerne e valutarne lo svolgimento: prima la situazione politica di questa nostra Guinea che non manca di sorprendere per via delle assurdità che vi accadono.Qualche elezione fa, tra la prima votazione e lo spareggio si inserì un colpo di stato che mandò tutti a casa e precipitò la Guinea nel caos.Ora si è svolta la prima votazione, si è svolto anche lo spareggio, ma… sono ritornati in scena i messeri dell’altra volta e che fanno? Altro colpo di stato, questa volta meno rumoroso, ma… non si sa mai. A fine mese la forza internazionale africana di interposizione finisce il contratto e se ne va e allora? In mancanza di “cuscinetto” cosa accadrà? Spero proprio di non dovervi raccontare cose spiacevoli, soprattutto per questa gente.Ma è l’altra cosa che mi preoccupa di più, quella che riguarda voi: quella influenza che viene dalla Cina e minaccia di diventare un problema grosso come una casa, che minaccia di “spiazzarci”, cominciando col paralizzare le scuole per non esporre i bambini al contagio. Mi riprometto di seguire le informazioni tanto quanto possibile da qui.Ma oggi vorrei proprio fermarmi un poco per assaporare insieme con voi il Vangelo che ho appena letto nella Messa di stamane, terminata poco fa, il Vangelo della Trasfigurazione; tanto più che, a quanto leggo, molti non l’hanno potuto sentire annunciare in chiesa perché anche le chiese, per misura prudenziale sono state chiuse.Tenero Gesù di Nazareth! Sa che non può tacere, deve preparare i suoi discepoli a quello che sarà il momento culminante della sua vita quaggiù in mezzo a noi e li vede incapaci di rendersi conto di quanto gli sta succedendo.Ha già provato a dir loro qualcosa, non prima di verificare che il Padre ha cominciato a lavorare i questo senso: la risposta di Simone alla sua domanda “Ma voi chi dite che io sia?” glielo ha fatto capire e lui glielo ha sottolineato: “Che bello, Pietro! Mio Padre ha già cominciato a farvi luce su dove stiamo andando. Lo dico a te, Simone, perché mi pare che tu lo puoi capire. Anzi, aspetta.Visto che mio Padre ha cominciato ad aprirti gli occhi, penso che anch’io posso aggiungere qualche particolare, così puoi aiutare anche i tuoi fratelli”. E lì gli snocciola qualche particolare circa la sua missione, insistendo sul fatto che lui non lavorerà da solo, ma avrà sempre l’aiuto di Dio.Ha esagerato? Gli pare che Pietro (ecco il “nome di battaglia” che lui gli ha coniato) e soci stiano pensando troppo “in grande”, proprio come la gente si illude di sapere? E allora solleva un angolino del velo che cela il futuro: ciò che lo aspetta a Gerusalemme sarà una “sconfitta” sonora, in piena regola, almeno così sembrerà, ma il terzo giorno…” Non l’avesse mai fatto! Pietro, lui per primo! si ribella, gli si para innanzi e quasi non lo lascia nemmeno finir di parlare: “Ma smettila! Non pensarlo nemmeno!  Ma ti pare che Dio possa permettere una cosa del genere? Tu sei il Messia, niente ti può resistere, tu vincerai su tutta la linea!”.Altro che aiutare i suoi amici a capire la sua proposta! Scontro frontale! Proprio lui si rivela come il primo ostacolo, col diavolo che si frega le mani. E allora quel che ci vuole ci vuole:” Satana!” gli dice, “togliti di mezzo, mettiti là, dietro me anzi dietro a tutti, così impari a andare dietro a quello che dice la gente invece di ascoltare Dio!”Davvero abbiamo rischiato grosso! Ma vi pare: se è vero che, come siamo soliti dire, Pietro era il primo papa, chiedo scusa ma invece di avere un papa “Sasso (Pietra)”, abbiamo rischiato di avere un papa “Satanasso”!     Ma Gesù non ci sta e allora prima fa un discorsetto che anche a noi sembrerebbe abbastanza chiaro, poi, come siamo soliti dire, decide di  “giocare la briscola”: “Simon Pietro, vieni con me! Anzi, no, anche voi due!”  e chiama i due fratelli,  Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, due teste dure quasi come quella di Simone! E quando si trattava di dire quali erano i discepoli più importanti loro erano i primi a proporsi. E’ vero che il primo a seguire Gesù era stato Andrea con un suo amico, Giovanni, anche lui discepolo del Battista, ma Giacomo aveva seguito a ruota il fratellino e non se n’era più staccato. E poi erano due piantagrane che volevano i primi posti: addirittura hanno messo di mezzo anche la loro mamma perché presentasse la loro richiesta al Maestro, pensando che Gesù non avrebbe avuto il coraggio di rifiutare.Vien fatto di immaginare che lungo il cammino, Simon Pietro abbia tentato ancora una volta di far presente a Gesù che la sua uscita in risposta a quello che lui aveva detto non era solo frutto di chicchere della gente, no: quante volte aveva sentito dire nella Sinagoga che frequentava fedelmente tutti i Sabati, che Mosè e i profeti parlavano di un Messia che avrebbe “rimesso a posto le cose” come “stava scritto”! E allora?Erano arrivati in cima al monte ed ecco… Ma cos’è questa luce? E’sempre più chiara… Ma è il Maestro! Ma è diventato come il sole!  Pietro si stropiccia gli occhi&#8230; Ma, e non è solo! Chi c’è con lui? Sono in due, ma da dove sono sbucati fuori? Pietro si guarda attorno: anche i suoi due amici sono lì che guardano nella luce…Ma sì, i due personaggi nella luce sono Mosè e Elia! Ma allora è una visione, viene da Dio! Si buttano tremanti con la faccia a terra. Ma se sono Mosè e Elia che hanno preso in mezzo il Maestro, allora siamo a posto. Lo dicevo io!  Ci penseranno loro a tenerlo in carreggiata, sulla strada giusta. Dobbiamo parlarne. Sì, ma quando?  Pietro è fuori di sé, non sa più cosa pensare.Però gli viene un’idea: ci vuole tempo per discutere. E poi è così bello vedere il Maestro in quella compagnia! “ Senti Gesù, stiamo qui che è così bello. Ci penso io a mettere in piedi tre tende, una per te una per Mosè e una per Elia” e magari continua a pensare “Quanto a noi non c’è problema, stiamo fuori, come quando andavamo a pescare, ci siamo abituati; ma quelli che ce l’hanno con te lasciali là, anzi mandali al diavolo!”.  Ma Pietro, che pensi? Sragioni? E’ venuto apposta per strappare la gente dalle grinfie di quel messere e tu gli dici… Ma fa’ il piacere! Ma cos’è quella nuvola luminosa che sta arrivando? Cosa succede? Ah, sì è la “Scekinà”, la nube sacra, la presenza di Dio. Pietro e i suoi amici, presi dalla paura,  tremano come foglie e vengono raggiunti da una voce che esce dalla nube e dice: “Questo è il mio Figlio, gli voglio tanto bene! Ascoltate lui!”. Tra parentesi, la traduzione solita “ascoltatelo” appare troppo debole. Con il testo Greco e con il Latino dovremmo dire: “Lui ascoltate”, cioè “E’ lui che dovete ascoltare”, mica gli altri, al limite nemmeno Mosè né i profeti, se non è lui che ve li spiega.Poi più niente, silenzio. I tre discepoli sono come tramortiti. Pietro sente che qualcuno lo tocca, come per svegliarlo. “Alzatevi, non abbiate paura!”.Pietro alza gli occhi, guarda… Ma dove sono finiti gli altri due, Mosè ed Elia? E tutta quella luce, chi l’ha spenta? Si stropiccia gli occhi, guarda Gesù e… ma questo è il Gesù solito, quello di tutti i giorni!Il Vangelo dice, “Gesù solo”, ma possiamo anche dire “solito”,  il Maestro che siete abituati a vedere tutti giorni, quello stesso che le “persone che contano” ostacolano, disprezzano e deridono, quello che vi ha detto che sarà catturato e ucciso; ma ora avete visto chi è, potete credere che il terzo giorno risorgerà”.Pietro non scorderà più quello che ha visto e sentito su quel  monte. Non riuscirà a ricordarsene sempre tant’è vero che farà la figura del fanfarone: “Anche se tutti ti abbandonassero, io no, io non ti abbandonerò” e nell’0rto degli ulivi farà il gesto di sfoderare la spada e vibrare un fendente piuttosto maldestro per difendere Gesù, salvo poi a sconfessarlo davanti a una delle donne di servizio della casa del sommo sacerdote….Ma quella notte stessa ha incontrato Gesù che usciva, legato, dalla casa di Caifa, maltrattato dagli sbirri. I loro sguardi si sono incrociati.  Negli occhi di Gesù Pietro ha potuto leggere l’intensità del perdono che gli stava offrendo, e vi si è abbandonato in un pianto dirotto.Tanti anni dopo, , a sostegno dei cristiani nella prova della persecuzione nella sua seconda lettera scriverà: ”Quando vi abbiamo parlato di Gesù e vi abbiamo detto che lui è il Signore (=Dio), è il Messia (=l’Inviato, l’Unto e consacrato, il Salvatore) non lo abbiamo fatto andando dietro a storielle inventate frutto di fervida fantasia, ma vi abbiamo annunciato quello che abbiamo visto con i nostri occhi e udito con  le nostre orecchie in cima a quel monte. E abbiamo in appoggio anche la solidissima parola dei profeti, cui fate bene a prestare fede come a lampada che illumina il vostro cammino…” Avete visto? Non sono i profeti che “tengono il  Maestro in carreggiata” come lui aveva pensato in un primo momento, ma son loro che, spiegati da Lui risorto dai morti, diventano chiari e ci aiutano a seguirlo, come avvenne ai due discepoli sul cammino di Emmaus nel giorno di Pasqua.Ce l’ha ricordato recentemente anche Papa Francesco. Erano scoraggiati, non valeva più la pena nç di prendersela né di credere: ma mentre spiegava loro le profezie, sorgeva la luce nei loro cuori, tornava la speranza, la voglia di vivere, la gioia che ti fa venire la voglia di cantare, gridare, dirlo a tutti fino a che l’incontro con Lui nello spezzare il pane gli ha messo le ali ai piedi e sono tornati, di sera, a Gerusalemme per ritrovarsi, gioire e riprendere il cammino da Lui tracciato.Come vedete è chiaro che non ho scritto tutto questo nella seconda domenica di Quaresima. Sto vivendo giorno per giorno insieme con voi le difficoltà che il coronavirus vi crea. Prego con voi. Ad ogni Messa preghiamo per voi, facciamo preghiere apposta per voi. Seguo in vari telegiornali quanto sta succedendo e, anche se non mi faccio vivo spesso, credetemi che il mio pensiero, il mio affetto e la mia preghiera vi raggiungono continuamente.Cercate qualche momento in cui, spenta la tv e ridimensionate le parole degli “opinionisti” ascoltate o leggete la Parola di Dio, pregando lo Spirito Santo.Gesù ha promesso che “vi annunzierà le cose future”, cioè vi farà capire il senso di ciò che vi viene incontro, non solo che non si tratta di “fatalità” o di “comparabilità” di qualcuno che deve pagare (come in  queste culture che siamo mandati ad evangelizzare). Il fatto che la Parola di Dio usi il verbo “annunziare” ci fa capire che in tutto ciò che ci viene incontro c’è una offerta di salvezza che Dio ci porge nel suo amore infinito per noi: sempre perché in noi fiorisca la vita.Pietro nella sua seconda lettera ci dice di cercare la Parola di Dio e di prestar le fede “come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la “stella del mattino” sorga nei vostri cuori”.  Il “luogo oscuro ce l’abbiamo: è il tunnel in cui ci ha messo  il covid 19. E la luce? Quella tocca a noi accenderla finché non sorga la stella del mattino. Quale?</p>
<p>E’ la stella che cantiamo nella Veglia Pasquale:</p>
<p>“Stella che non conosce tramonto,Cristo tuo Figlio, che risorto dai morti fa risplendere negli uomini la sua luce serena”.Buona Pasqua a tutti e che il Signore ci conceda di vedere pesto,  in questi  giorni la fine di questo calvario del coronavirus.</p>
<p>E, chissà, che alla ripresa della vita normale ci accorgiamo che nella sofferenza comune magari il Signore ci  abbia  fatto scoprire una nuova e più sentita fraternità –</p>
<p>Ciao a tutti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Zé</p>
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		<title>Vivere la nostra fede in modo più personale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:39:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui in Hong Kong siamo più o meno nelle vostre stesse condizioni. Si viaggia tutti con la mascherina, le scuole e le chiese sono chiuse. Gli insegnanti fanno lezioni tramite internet e con video, i sacerdoti pure provvedono liturgie e preghiere sugli stessi canali. I disagi però non sono pochi.Quest’anno il Signore ci invita a vivere il cammino quaresimale in un modo tutto speciale, senza Eucaristia e senza comunione.  Ci toglie il segno della Sua presenza sacramentale, del Suo diventare nutrimento nelle nostre difficoltà quotidiane. Ma non ci abbandona: ci invita a pregare di più da soli e in famiglia: sentire la Sua presenza dove prima non la scorgevamo, cioè nel nostro cuore e nella nostra casa. Ci invita a seguirlo verso Gerusalemme portando con Lui la nostra croce nei disagi che affrontiamo. La quaresima quest’anno può quindi diventare una buona occasione di sottolineare maggiormente il vivere la nostra fede in modo più personale e più in famiglia, facendo uso delle pratiche tradizionali delle preghiere del mattino e della sera, della recita del Rosario, della meditazione della Parola di Dio e della Via Crucis privata, ecc. Il distacco richiestoci dalla pratica in chiesa con la comunità parrocchiale non deve però farci chiudere nel nostro piccolo mondo. La presenza del Signore che sentiamo in noi e in casa deve stimolarci il senso di solidarietà verso gli altri, soprattutto verso gli anziani e i malati, in modo da approfondire il vero spirito comunitario. E questo innanzitutto con la preghiera, perché le vicende umane sono solo nelle mani del Signore. Grazie a te e a tutti gli amici di Brugherio Oltremare che ricordo con piacere e di cui apprezzo l’impegno costante per noi missionari.Fraternamente nel Signore,</p>
<p>P. Sergio</p>
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		<title>Il grazie di suor Irene</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:26:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carissimi Amici di “Oltre Mare”, </strong></p>
<p>il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi cerchiamo di operare. Il vostro lavoro è sempre maggiormente efficace perchè, nonostante la ricchezza del sottosuolo africano e anche del Mozambico, è in calcabile, lo sfruttamento di queste ricchezze non produce, per la gente del luogo , povertà e aumento di disoccupazione analfabetismo. I governi talvolta apparentano forme di sviluppo, creando strutture, che purtroppo si rivelano incongruente per la mancanza di mezzi e stipendi adeguati. Piccolissimo esempio sono i libri di scuola che propaganda l’offerta gratuita, ma poi non sono forniti alle scuole per trovarli poi nei circuiti del mercato informale ad alti costi.   Il sostegno che ricevo ci permette di portare avanti sia l’asilo, sia il sostegno a scuola degli adolescenti e giovani perchè possano avere una formazione adeguata a un  futuro di lavoro. Sono ormai diversi i giovani che a dicembre fine dell’anno scolastico entreranno in scuole professionali per seguire corsi medio tecnici che garantirà loro l’ accesso al mondo dell’impiego lavorativo. Tutto questo grazie alla sinergia creata tra voi e noi, unita alla forza che il buon Dio ci dá  per guardare avanti con fiducia, investendo energie e lavoro.Spero di riuscire a inviarvi un piccolo video realizzato al Centro Infantile per farvi capire l’efficacia del nostro  e vostro impegno. Intanto ricevete La mia gratitudine, unita a quelle a dei bambini e famiglie, per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia. Il  Buon Dio, Benedica abbondantemente voi tutti e sostenga ciascuno di voi e le vostre famiglie, con il dono della serenità, della pace e della salute.Il mio augurio affettuoso. Si avvicina la Pasqua, la gioia del risorto riempia i vostri cuori.Con stima e affetto,</p>
<p align="center">Irene Ratti</p>
<p align="center">Missionaria in Mozambico</p>
<p>Maputo 23.02.2020</p>
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		<title>Auguri da suor Mariarosa Biraghi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:23:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi a tutti faccio giungere il mio augurio sentito per le feste che si stanno avvicinando .sono vicina a tutti con la preghiera di sempre e con riconoscenza per quanto fate Il piccolo Gesù porti a ognuno di voi pace e serenità  io sono quì con suor Giovanna e tra noi parliamo spesso della nostra Brugherio generosa, missionaria e altruista  grazie di cuore, perchè sappiamo che anche voi ci sostenete con il vostro ricordo di preghiera   con stima e affetto di sempre  suor Mariarosa Biraghi missionaria  comboniana in Italia</p>
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		<title>auguri da P. Sergio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:20:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/59FF6893F97647E2A08BAB6B953B4CDE.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1538" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/59FF6893F97647E2A08BAB6B953B4CDE.jpg" alt="" width="266" height="263" /></a>Carissimi tutti di Brugherio Oltremare,</p>
<p>Come state e come vanno avanti i vostri impegni? Spero e auguro nel meglio possibile. Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate per le Missioni e per noi missionari.Avvicinandosi il S. Natale mando a ciascuno di voi e alle vostre famiglie i miei più cordiali auguri di celebrarlo nella gioia e nella pace che Gesù viene a regalarci. Faccio anche gli auguri di un Felice Anno 2020 con le più abbondanti benedizioni del Bambino Gesù e della nostra Madre celeste.Chiedo una preghiera speciale per la società e la Chiesa in Hong Kong.  Tutti già sapete che la situazione qui è ancora tesa perché le richieste che la maggioranza della popolazione ha presentato alle autorità da mesi con grandi dimostrazioni di strada non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata.  Per di più le autorità civili di Hong Kong e di Pechino stanno prendendo sotto banco misure di ritorsione e di controllo.Tra la maggioranza della popolazione che chiede maggior autonomia e democrazia ci sono anche molti cattolici. La Chiesa ha bisogno di una riflessione profonda sui recenti avvenimenti ed ascoltare con attenzione i desideri dei laici per capire bene il ruolo che è chiamata a compiere oggi nella società di Hong Kong, cioè compiere il ruolo di vero profeta che proponga la volontà del Signore.  È un vero peccato se perde questa occasione.</p>
<p>Anche la Chiesa in Cina sta passando un periodo molto difficile e confuso.Preghiamo insieme che Gesù con la Sua venuta porti luce, comprensione e coraggio.Fraternamente nel Signore,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>P. Sergio</p>
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		<title>&#8230;.Portiere a destra&#8230;.pallone a sinistra!!! spiazzato!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:16:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1533" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />
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</p>
<p></a>Carissimi,eccoci all&#8217;appuntamento natalizio, sempre ricco di ricordi e di pathos, ma soprattutto  di speranza, anzi di certezza: la nascita di un bambino ci ricorda che la vita ha sempre la meglio sulla  morte, anche se alle volte pare  il contrario: che se si tratta della nascita del Salvatore, del Bambino Gesù, allora scusate, ma ci sono tutte le ragioni di questo mondo, e non solo…, per fare festa ed essere contenti!Papa Francesco per questo Natale ci ha regalato une lettera bellissima e a tratti commovente sulla bella tradizione di allestire il presepio in famiglia e ovunque ci sia concesso di farlo: è una forma simpatica di rivivere e di annunciare il Vangelo, la buona notizia della speranza, con un gesto che è anche alla portata di un bambino,  gesto che solo un animo intriso di fede e di poesia poteva immaginare,  come lo era appunto quello di Francesco d’Assisi.Il “perder tempo” ad allestire la semplice e bella coreografia del presepio ci rende “contemporanei” dell’avvenimento  accaduto duemila anni fa, senza dimenticare che la “contemporaneità” vera e sostanziale la realizziamo attraverso il sacramento in cui incontriamo il Cristo che ci viene  incontro come ha promesso: “<strong>Io sono</strong> con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.Questo il Papa ce lo ricorda quasi con discrezione alla fine del racconto del primo presepio a Greccio nel 1223: “Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia”, legame sottolineato in precedenza citando l’africano s. Agostino in   una delle sue folgoranti sintesi: “Adagiato in una mangiatoia, divenne nostro cibo”.Mi sono lasciato interrogare da questa lettera di Papa Francesco, rileggendo un po’ il momento attuale della mia vita e&#8230; sono arrivato a un punto che mi ha particolarmente illuminato, dove, quasi sul finire  della lettera dice: “<em>Il modo di agire di Dio quasi tramortisce, perché sembra impossibile che Egli rinunci alla sua gloria per farsi uomo come noi. Che sorpresa vedere Dio che assume i nostri stessi comportamenti: dorme, prende il latte dalla mamma, piange e gioca come tutti i bambini! Come sempre, Dio sconcerta, è imprevedibile, <strong>continuamente fuori dai nostri schemi</strong>. Dunque, il presepe, mentre ci mostra Dio così come è entrato nel mondo, ci provoca a pensare alla nostra vita inserita in quella di Dio; invita a diventare suoi discepoli se si vuole raggiungere il senso ultimo della vita.”</em>Ecco, qui<em> “vengono a fagiolo”  </em>le notizie della missione<em>.</em>Avete presente quando un arbitro fischia un calcio di rigore? Tutti lì col fiato sospeso, a partire dal portiere che quasi sempre ci fa una magra figura. Breve rincorsa e il pallone schizza via. Schizza anche il portiere che si esibisce in uno splendido e “plastico” volo a mezz’aria, quasi in barba alla legge di gravità, con altrettanto elegante atterraggio… dalla parte opposta a dove è andato il pallone: spiazzato!!  (Che se alle volte, per esperienza, per intuito o per semplice istinto, il malcapitato portiere riesce ad agguantare il pallone, i soliti soloni “pallonologi” diranno non che il portiere ha parato il rigore, ma che l’altro “ha sbagliato a calciarlo”. “Ci sarà giustizia a questo mondo!” diceva Lorenzo Tramaglino  di ritorno dallo studio dell’avvocato Azeccagarbugli.Si capisce vero che ai miei tempi io giocavo in porta?)Ci ho messo quarant’anni di pazienza per mettere in piedi una squadretta di fabbri, falegnami, meccanici, saldatori, muratori ecc. perché i miei successori avessero modo di garantire la manutenzione della missione e dei mezzi di trasporto per l’Evangelizzazione e poi, quando io mi sono dovuto fermare tutto si è sfaldato; anzi, dovuto alla “imperizia” di  qualcuno dei miei  collaboratori, me li sono addirittura ritrovati mal disposti e in atteggiamento rivendicativo!  C’è voluto del bello e del buono per rifare “ponti”; comunque il risultato è che abbiamo una officina che per la Guinea è super-attrezzata e… nessuno ci lavora. Anche  un semplice motorino viene messo n mano a sedicenti “meccanici” là fuori con risultati “fantasmagorici”. Alle volte io non resisto alla tentazione e … poi ne pago le conseguenze, come nei giorni scorsi: ho creduto di fare dei lavori semplici con materiali neanche troppo pesanti, e ho rimediato  uno strappetto alla schiena che c’è voluta  una settimana per rimettermi in sesto: fortuna che “ho il fisico”! (ma non la testa, direte, e mi va bene)Il 17 novembre scorso “mini-festa” in borgo: entrata del nuovo parroco, padre Maiuca Gomes Te, nominato con rescritto vescovile in data 4 novembre in sostituzione del parroco precedente, padre Abramo, trasferito ad altra parrocchia nella Capitale “per urgenti motivi di salute”. Parafrasando Shakespeare mi verrebbe da chiedermi; “Tanto lavoro per nulla”? Dal 2011 che mi sono dedicato ad aiutarlo a inserirsi nella nostra realtà, ed ora?  Spiazzato!Par carità, tanto di cappello al nuovo parroco che mi chiede di sostenerlo e di “introdurlo” nella realtà della nuova parrocchia, nella quale si trova da tre anni, prima come seminarista, poi come diacono e,  dal 15 Settembre 2018, come prete. Sì, avete capito bene, ho un parroco che ha un anno e poco più di Messa (e il coadiutore è prete dal Novembre 2017, la musica cambia di poco). Il quale coadiutore, “per impegni precedentemente assunti”, non era presente all’entrata del nuovo parroco, con relativa meraviglia dei parrocchiani…Ma non finisce qui. Ci ho messo un anno a introdurre una nuova suora che offriva concrete speranze per la nostra pastorale ed era entusiasta del lavoro qui a Suzana: niente, la mannaia è calata anche su di lei e improvvisamente è stata trasferita: voi ci capite qualcosa? Spiazzati per l’ennesima volta. E per l’ennesima volta io dovrei mettermi a insegnare l’ABC della lingua felupe e tutto l’ “intrade” della storia e della pastorale di Suzana a un’altra suora! Salvo poi arrivare per l’ennesima volta al… trasferimento della malcapitata suora in questione prima ancora che si metta a lavorare.E io che ho sempre predicato che in questi ambienti occorrono anni per capir dove si è capitati e anni per trovare la maniera giusta di lavorare…. Niente: portiere da una parte e pallone dall’altra!Spiazzati! Fortuna che il Vangelo è il racconto di  uno “spiazzamento” continuo, con quei poveri diavoli di apostoli che non ci si raccapezzano più: Gesù è sempre dall&#8217;altra parte, all&#8217;ultimo posto, fin sulla croce… Ma poi, in classifica è sempre il primo, a cominciare dalla prima Pasqua, primo “scudetto” che nessuno gli ha mai scucito di dosso, nonostante che ci  si siano “incaponiti” in tanti, con un sacco di tiri in porta e, purtroppo, anche di tentativi di autogol dall’interno della Chiesa stessa.Chi invece ci “spiazza” è sempre lui, ma lo fa perché ci vuol bene, e si ostina a volerci bene nonostante che noi, “esperti” giocatori, ci piazziamo troppe volte dalla parte sbagliata.Lasciamo che  il Natale del Signore ci spiazzi un’altra volta.  E che sia la volta buona di “piazzarci” dalla parte che ci ha già detto Lui: all’ultimo posto: siamo sicuri che, se il pallone non lo prendiamo noi,  lo prende Lui! A Lui nessuno lo spiazza! Auguri!</p>
<p>Padre Zé</p>
<p>Suzana, 12.12.2019</p>
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		<title>Grazie</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:34:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi  Amici di “OltreMare”,Voti di tanta serenità , salute e pace!Ho ricevuto, oltre al primo contributo, altri 2.000,00 euro. È stata una bella sorpresa per me, anche perché inaspettata.  Sono grata al  Buon Dio, e a voi per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia, di tante famiglie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi  Amici di “OltreMare”,Voti di tanta serenità , salute e pace!Ho ricevuto, oltre al primo contributo, altri 2.000,00 euro. È stata una bella sorpresa per me, anche perché inaspettata.  Sono grata al  Buon Dio, e a voi per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia, di tante famiglie e forse anche vostre. Il vostro lavoro svolto  a sostenere, chi in Missione cerca di costruire il futuro di tante bambini, adolescenti e giovani, che altrimenti non avrebbero come affrontare la vita, è quanto mai prezioso. Il Centro Infantile Speranza è frequentato da 170 tra bambini e coloro che vanno a scuola,  ma di questi sessanta quattro (64), implicitamente anche le loro famiglie, ricevono un sostegno per l’asilo e per la scuola. Tutto grazie a chi, come voi collabora nel silenzio, ma in maniera efficace, dando tempo, forze pur di contribuire <strong>al nostro voler “Educare al bene”.</strong>  Da parte mia vi tengo presenti, assieme alle vostre famiglie, nel mio impegno di preghiera e di lavoro educativo. Siamo soliti dire: “Aiutiamoli a casa loro!” Nel mio piccolo è quanto cerco di fare e spero presto di dare vita a una scuola che possa aprire un futuro concreto di lavoro, per tutti quanti/e la frequenteranno. Vi terrò informati su questo progetto perché probabilmente avró bisogno della vostra collaborazione tecnica.Ci credo e se  se è da Dio si farà! Il mio grazie sincero per tutti voi e tanto bene per le vostre  famiglie,</p>
<p>Maputo 17. 02. 2018</p>
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		<title>“Luce fra le tenebre”</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:31:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Suzana 2 Marzo 2019 Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano. Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquantanni or sono celebravamo in questa data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suzana 2 Marzo 2019</p>
<p>Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano. Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquantanni or sono celebravamo in questa data i primi battesimi, nasceva una comunità, 50 persone, tra le quali otto famiglie, le prime pietre di questa porzione di Chiesa. Il p. Marmugi era raggiante, me lo ricordo bene: aspettava quel giorno da 17 anni!Ho preparato una celebrazione per questa sera in cui, più che guardare al passato,attraverso la Parola di Dio cerchiamo di renderci conto del dono che Dio ha fatto a noi e,attraverso di noi, a questo popolo.“Il popolo che andava nelle tenebre, vide una grande luce” dice il profeta Isaia e la Chiesa ce lo ricorda nelle prima lettura della Messa della notte di Natale.Renderci conto di quanto Dio ci ha voluto e ci vuole bene: è il senso di tutto il cammino della Quaresima, che sfocerà, a Dio piacendo, nella luce della Resurrezione delle feste Pasquali, quando la Chiesa appunto ci farà ripetere le “promesse battesimali”: poca cosa se non le appoggiamo su una consapevolezza rinnovata di quanto il Signore ci vuole bene e ci usa misericordia.Certo, il Signore ha fatto in noi grandi cose, lo possiamo dire, anzi cantare con Maria, la Madre di Gesù! Ma anche quante infedeltà, quanta pigrizia, quanta ingratitudine! Il Signore ci ha fatti “Luce fra le tenebre”, ma la polvere accumulata rischia di smorzare la forza di questa luce, per cui una bella “spolverata” quaresimale è la benvenuta.Sta scendendo la sera e siamo qui con il fiato sospeso. C’è scontro tra i villaggi di Elia e Jobel da una parte a Eramne altra. Sono già volati fendenti di machete e addirittura qualche colpo di arma da fuoco, con feriti vari. Le autorità…. Meglio non parlarne, tanto sono tutti impegnati a assicurarsi un “cadreghino” visto che domenica prossima 10.3 ci sono le elezioni e sono tutti in “campagna”.Per cui con la minaccia espressa di un attacco armato da parte di Elia e Jobel, le cosiddette autorità se ne sono andate, anzi, a quanto sento si sono portate via anche polizia e esercito che si erano interposti nei giorni scorsi evitando il peggio. Hanno lasciato sul posto un drappello di 12 uomini. Ho l’impressione che Pilato non abbia ancora finito dilavarsi le mani….Abbiamo un bel dire che in questi tre villaggi, nonostante i vari tentativi effettuati lungo gli anni, non siamo mai riusciti a far nascere una comunità cristiana: questo non ci scusa del fatto che il “sale” del Vangelo non li ha ancora “contagiati”, dopo ben 50 anni di prossimità.Una bella responsabilità da parte nostra!In compenso questa mattina a Kassolol abbiamo celebrato la Messa di ringraziamento per la prima suora di quella comunità, suor Maria do Rosario, figlia di una famiglia cristiana, ringraziamento che ha trainato a rimorchio quello di un’altra suora novella,francescana, suor Severina, la cui famiglia ha radici nella stessa comunità, ma che non è mai vissuta qui. Era presente anche il nostro primo prete, padre Abramo Ambessum,della stessa comunità di Kassolol, che a Luglio farà il 25° di Ordinazione. Una Messa celebrata in semplicità, ma con tanta gioia! Vedete come il Signore è buono: se da una parte si addensa la nebbia, da un’altra parte ci apre stupendi spiragli di luce. E di speranza.Nel cortile di casa tra i genitori prima della Messa. Sto continuando la lettera il lunedì pomeriggio, 4 Marzo.La notte a Eramme è trascorsa abbastanza tranquilla, anche se donne e bambini sono rifugiati nelle scuole nella parte del villaggio che confina con Suzana ed è sufficientemente protetta.Stanno piano piano venendo a galla antichi rancori e nuove manovre per corrompere chi deve prendere delle decisioni. Ma noi continuiamo a parlare di speranza, ci mancherebbe!Speranza che i nostri vescovi hanno cercato di ravvivare con la lettera pastorale inviata in preparazione delle elezioni di domenica prossima. Una volta tanto sono stati abbastanza coraggiosi, dicendo le cose come stanno. D’altra parte i danni perpetrati dalla classe politica sono così evidenti e macroscopici che il non citarli sarebbe stato interpretato come una scelta di campo a loro favore.Peccato che si sono svegliati tardi.In extremis ne ho fatto un libretto da mandare nelle comunità domenica mattina ( e qualcuno dei miei collaboratori si è dimenticato di portarli….); domenica all’omelia l’ho commentata; nel pomeriggio, mentre fuori impazzava la musica del carnevale, ne ho fatto una sintesi in felupe. Stamane l’ho spiegata ai collaboratori invitandoli a farla arrivare alle comunità, ma… è la settimana del carnevale!&#8230; Allora l’ho registrata a mezzogiorno e da stasera la faccio trasmettere in radio. Insomma, una volta tanto che i nostri vescovi, anche se in ritardo, ci danno una mano, siamo proprio noi a chiudergli la bocca? Anche dopo cinquant’anni il ritmo lento africano non mi va ancora giù! (A proposito è “ritmo lento” o è proprio “inerzia”? “Ai posteri l’ardua sentenza” direbbe il “Dun Lisander”).Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire con il saggio del libro del Kohelet.E INVECE NO!Di nuovo c’è qualcosa di grandioso, che ha diviso la storia in un “prima” e un “dopo” che non è ancora finito: il mistero della Pasqua, del Figlio di Dio che si è fatto carico delle nostre inerzie, delle nostre fisime dei nostri pregiudizi e delle nostre colpe e se le è portate nel sepolcro. Poi ne è vento fuori, ma tutta quella roba l’ha scaricata là dentro.Purtroppo noi abbiamo il vizio di andare a frugare nella discarica, recuperiamo antichi errori e li spacciamo per modernità, antiche sconfitte e le propaliamo come nuove vittorie!&#8230; Qui si che non c’è proprio niente di nuovo!Accogliamo l’invito della Quaresima! Liberiamoci dall&#8217;egoismo e liberiamo anche il creato che aspetta di vederci per quello che siamo, figli di Dio. Allora sì che si potrà tirare tutti un gran sospiro di liberazione (che magari “buffa” via la nebbia e ci libera anche dallo smog,una volta buona!). Ce lo dice anche papa Francesco nel suo messaggio.Buona Quaresima, per una ottima Santa Pasqua: la vera novità!</p>
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		<title>&#8230;Correva l’anno del Signore 1963</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 07:32:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/08/Battesimo-BANOR-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1522" title="battesimo banor" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/08/Battesimo-BANOR-1-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Carissimi, visto che anche questa volta vi scrivo dal paesello natio?Sembra diventato un vizio, ma i miei superiori, oltre ad avermi sottratto l’uso dell’auto e della moto, ogni tanto mi spediscono a “fare il tagliando” con  un frequenza che si è un po’ “infittita”.  Data l’età… e il resto!ora ve ne racconto una.Correva l’anno del Signore 1963 e io quel giorno di luglio correvo in sella a una bici non proprio da corsa (di quei tempi), ma ci mancava poco. Eravamo partiti da Isolaccia Valdidentro la mattina presto, scesi a Bormio eravamo risaliti su fino a S Caterina Valfurva, poi, dopo aver percorso un tratto della strada del Passo del Gavia, sterrata a quei tempi, lasciate le bici, eravamo saliti in cima al Trezero, continuando poi per le cime fino a punta S.Matteo. Ora…stavo scendendo. Strada scorrevole, traffico poco o niente e giù a rotta di collo. Bellissimo! Scivolavo via avvolto dal silenzio, ascoltando il vento che fischiava negli orecchi.Un mio collega, a bordo del mitico “Galletto” della Moto Guzzi, mi raggiunge, mi si affianca e mi grida: “Lo sai che vai a ottanta?”. “Spero proprio di arrivarci” gli rispondo mentre aggredisco la curva che mette fine al piccolo rettilineo.Be’ grazie a Dio ci sono arrivato: gli ottanta sono suonati a Gennaio e io scherzando scandisco “ot-tanta!”. E sono tanti davvero, anche se sembrano passati in un soffio.Guardiamo indietro? No: Soltanto facciamo memoria, ma a due condizioni:la prima è questa: per ringraziare il Signore per tutto il bene che mi ha voluto e per come continua ad avere pazienza con me. Ha cercato di tenermi per i capelli, ma… gli sono rimasti in mano! Adesso tocca a me stargli più vicino, se no sono guai…La seconda condizione è quella di restare “sveglio”, facendo tesoro delle “capocciate” passate per non sbatterne delle altre, anzi mettendocela tutta per riconoscere i suoi inviti e le sue “correzioni di rotta”. Come funziona? Semplice, un po’ come quando si canta insieme: uno intona e tu vai dietro, “imbroccando” non solo la canzone, ma anche il ritmo e la tonalità, se no sai che roba?!Chi intona è Lui, lo spartito lo scrive Lui e tutto il resto viene di conseguenza.Fuori metafora: siamo nelle Sue mani, nella buona e nella meno buona salute, da giovani e da non più giovani e Lui ti spiazza sempre.Continuo a dire che la nostra missione di Suzana sta attraversando un momento delicato e anche difficile, con tutta la girandola di persone che sono cambiate, chi per trasferimenti regolari, chi per trascorsi limiti di  età, chi per malattia (il Parroco, Padre Abramo è ancora in ballo con il cuore che gli gioca brutti scherzi), chi per essere stato chiamato a ricevere il Premio (come alcuni anziani, colonne delle nostre comunità): ti sembra che tutto stia per crollare e invece, zàcchete, ti si aprono porte che ti sembravano chiuse!Mi era già successo in passato, quando nel 1974 stavo tentando di sfondare sul “fronte occidentale”, oltre Kassolol correndo, a mia insaputa, un grosso pericolo per la mia incolumità: ed ecco che il Signore mi venne ad aprire una strada dall’altra parte, verso sud, con la chiamata di Ejin e poi di Ehlalab, dove sono nate due consistenti comunità.Ora la storia si ripete. Noi parliamo di crisi e, pur in mezzo a mille difficoltà, si sta aprendo una porta tra i Jòla Baiot di Eramme dopo quanti anni di tentativi infruttuosi! Contemporaneamente ritorna un gruppo del villaggio di Bujin, che ci ha tenuti in scacco per più di trent’anni: si si, no no, magari chissà….. Per non dire dell’altro villaggio, Ejaten che, come Bujin, si “affaccia” proprio sulla frontiera con il Senegal.Pensate, già nel 1969, allo stesso tempo di Katon e di Kassolol, un gruppo di giovani di quel villaggio era venuto dal padre Spartaco Marmugi a chiedere il “cammino di Gesù”! Per noi era impossibile andare laggiù, proprio sulla frontiera. Eravamo nel pieno della guerra di indipendenza dal regime portoghese e dalla frontiera partivano gli attacchi contro le truppe coloniali, che già ci sospettavano di connivenza con gli indipendentisti: una nostra presenza laggiù avrebbe  significato la nostra espulsione immediata, come già era successo, anche per meno,  ad altri nostri missionari.A malincuore il padre li invitò a pregare aspettando tempi migliori e cercando anche di non scoprirsi troppo per non incorrere nelle sanzioni degli anziani del villaggio: la persecuzione in questo senso era forte in quei tempi anche a Suzana e negli altri due villaggi, Katon e Kassolol.Poi, col passare del tempo venimmo a sapere che Ampakaruncia, il giovane che guidava il gruppo, era morto in circostanze “misteriose”. Ma non troppo, visto come gli anziani sapevano maneggiare ogni tipo di veleno!&#8230;Ebbene, diversi anni fa da quel villaggio altri sono venuti, abbiamo camminato insieme: alcuni si sono ritirati, altri ancora sono venuti a mancare per cause giudicate “naturali” e, finalmente, la scorsa domenica, 16 Giugno festa della Santissima Trinità, la prima famiglia è stata battezzata, piccolissimo seme di quella che, per la sofferenza sopportata, sembra avere le carte in regola per divenire una bella comunità.Rimane una spina: nei tre villaggi Baiot più vicini a Suzana, ancora non scalfiti dal messaggio del Vangelo, è in corso una guerra fratricida che nemmeno le forze dell’ordine riescono a scongiurare, tanto che addirittura ci sono stati dei morti.Abbiamo bisogno di un supplemento di preghiera per poter offrire cammini di riconciliazione, nel nome e sull’esempio di Gesù, che “ha abbattuto nel suo sangue il muro di inimicizia” come dice Paolo agli Efesini.Magari, quando siete in ferie, ricordatevi di noi: una Avemaria dura pochi secondi……PS. Chiedo scusa per il ritardo di questa lettera. Tornato, ho trovato mio fratello Alfonso all’ospedale: malattia e complicazioni varie, e i miei programmi sono saltati. Ora, dopo due mesi di ospedale, manca solo la necessaria riabilitazione. Io riparto più o meno nel tempo programmato, con un forte sentimento di riconoscenza nel cuore. “Di qua e di là dal mare” ho sentito quanto siete vicini non solo alla missione, ma anche a me e ai miei cari. Un Grazie grosso come una casa a tutti voi. E a Lui: non è Lui per caso che ha detto che chi lascia tutto per lui riceve il centuplo in questo mondo e in più la vita eterna?  E quando ci si mette Lui!&#8230;.</p>
<p>Grazie, ciao e buone vacanze. Padre Zé.</p>
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