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	<title>Brugherio Oltremare &#187; Quand&#8217;era carta e francobollo</title>
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		<title>un saluto da padre Ze</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 19:29:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right">Suzana , 8 Marzo 2020</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Carissimi, comincio questa lettera oggi, seconda domenica di Quaresima, anche se non so se riuscirò a terminarla nella stessa data. Due cose richiedono la mia attenzione per conoscerne e valutarne lo svolgimento: prima la situazione politica di questa nostra Guinea che non manca di sorprendere per via delle assurdità che vi accadono.Qualche elezione fa, tra la prima votazione e lo spareggio si inserì un colpo di stato che mandò tutti a casa e precipitò la Guinea nel caos.Ora si è svolta la prima votazione, si è svolto anche lo spareggio, ma… sono ritornati in scena i messeri dell’altra volta e che fanno? Altro colpo di stato, questa volta meno rumoroso, ma… non si sa mai. A fine mese la forza internazionale africana di interposizione finisce il contratto e se ne va e allora? In mancanza di “cuscinetto” cosa accadrà? Spero proprio di non dovervi raccontare cose spiacevoli, soprattutto per questa gente.Ma è l’altra cosa che mi preoccupa di più, quella che riguarda voi: quella influenza che viene dalla Cina e minaccia di diventare un problema grosso come una casa, che minaccia di “spiazzarci”, cominciando col paralizzare le scuole per non esporre i bambini al contagio. Mi riprometto di seguire le informazioni tanto quanto possibile da qui.Ma oggi vorrei proprio fermarmi un poco per assaporare insieme con voi il Vangelo che ho appena letto nella Messa di stamane, terminata poco fa, il Vangelo della Trasfigurazione; tanto più che, a quanto leggo, molti non l’hanno potuto sentire annunciare in chiesa perché anche le chiese, per misura prudenziale sono state chiuse.Tenero Gesù di Nazareth! Sa che non può tacere, deve preparare i suoi discepoli a quello che sarà il momento culminante della sua vita quaggiù in mezzo a noi e li vede incapaci di rendersi conto di quanto gli sta succedendo.Ha già provato a dir loro qualcosa, non prima di verificare che il Padre ha cominciato a lavorare i questo senso: la risposta di Simone alla sua domanda “Ma voi chi dite che io sia?” glielo ha fatto capire e lui glielo ha sottolineato: “Che bello, Pietro! Mio Padre ha già cominciato a farvi luce su dove stiamo andando. Lo dico a te, Simone, perché mi pare che tu lo puoi capire. Anzi, aspetta.Visto che mio Padre ha cominciato ad aprirti gli occhi, penso che anch’io posso aggiungere qualche particolare, così puoi aiutare anche i tuoi fratelli”. E lì gli snocciola qualche particolare circa la sua missione, insistendo sul fatto che lui non lavorerà da solo, ma avrà sempre l’aiuto di Dio.Ha esagerato? Gli pare che Pietro (ecco il “nome di battaglia” che lui gli ha coniato) e soci stiano pensando troppo “in grande”, proprio come la gente si illude di sapere? E allora solleva un angolino del velo che cela il futuro: ciò che lo aspetta a Gerusalemme sarà una “sconfitta” sonora, in piena regola, almeno così sembrerà, ma il terzo giorno…” Non l’avesse mai fatto! Pietro, lui per primo! si ribella, gli si para innanzi e quasi non lo lascia nemmeno finir di parlare: “Ma smettila! Non pensarlo nemmeno!  Ma ti pare che Dio possa permettere una cosa del genere? Tu sei il Messia, niente ti può resistere, tu vincerai su tutta la linea!”.Altro che aiutare i suoi amici a capire la sua proposta! Scontro frontale! Proprio lui si rivela come il primo ostacolo, col diavolo che si frega le mani. E allora quel che ci vuole ci vuole:” Satana!” gli dice, “togliti di mezzo, mettiti là, dietro me anzi dietro a tutti, così impari a andare dietro a quello che dice la gente invece di ascoltare Dio!”Davvero abbiamo rischiato grosso! Ma vi pare: se è vero che, come siamo soliti dire, Pietro era il primo papa, chiedo scusa ma invece di avere un papa “Sasso (Pietra)”, abbiamo rischiato di avere un papa “Satanasso”!     Ma Gesù non ci sta e allora prima fa un discorsetto che anche a noi sembrerebbe abbastanza chiaro, poi, come siamo soliti dire, decide di  “giocare la briscola”: “Simon Pietro, vieni con me! Anzi, no, anche voi due!”  e chiama i due fratelli,  Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, due teste dure quasi come quella di Simone! E quando si trattava di dire quali erano i discepoli più importanti loro erano i primi a proporsi. E’ vero che il primo a seguire Gesù era stato Andrea con un suo amico, Giovanni, anche lui discepolo del Battista, ma Giacomo aveva seguito a ruota il fratellino e non se n’era più staccato. E poi erano due piantagrane che volevano i primi posti: addirittura hanno messo di mezzo anche la loro mamma perché presentasse la loro richiesta al Maestro, pensando che Gesù non avrebbe avuto il coraggio di rifiutare.Vien fatto di immaginare che lungo il cammino, Simon Pietro abbia tentato ancora una volta di far presente a Gesù che la sua uscita in risposta a quello che lui aveva detto non era solo frutto di chicchere della gente, no: quante volte aveva sentito dire nella Sinagoga che frequentava fedelmente tutti i Sabati, che Mosè e i profeti parlavano di un Messia che avrebbe “rimesso a posto le cose” come “stava scritto”! E allora?Erano arrivati in cima al monte ed ecco… Ma cos’è questa luce? E’sempre più chiara… Ma è il Maestro! Ma è diventato come il sole!  Pietro si stropiccia gli occhi&#8230; Ma, e non è solo! Chi c’è con lui? Sono in due, ma da dove sono sbucati fuori? Pietro si guarda attorno: anche i suoi due amici sono lì che guardano nella luce…Ma sì, i due personaggi nella luce sono Mosè e Elia! Ma allora è una visione, viene da Dio! Si buttano tremanti con la faccia a terra. Ma se sono Mosè e Elia che hanno preso in mezzo il Maestro, allora siamo a posto. Lo dicevo io!  Ci penseranno loro a tenerlo in carreggiata, sulla strada giusta. Dobbiamo parlarne. Sì, ma quando?  Pietro è fuori di sé, non sa più cosa pensare.Però gli viene un’idea: ci vuole tempo per discutere. E poi è così bello vedere il Maestro in quella compagnia! “ Senti Gesù, stiamo qui che è così bello. Ci penso io a mettere in piedi tre tende, una per te una per Mosè e una per Elia” e magari continua a pensare “Quanto a noi non c’è problema, stiamo fuori, come quando andavamo a pescare, ci siamo abituati; ma quelli che ce l’hanno con te lasciali là, anzi mandali al diavolo!”.  Ma Pietro, che pensi? Sragioni? E’ venuto apposta per strappare la gente dalle grinfie di quel messere e tu gli dici… Ma fa’ il piacere! Ma cos’è quella nuvola luminosa che sta arrivando? Cosa succede? Ah, sì è la “Scekinà”, la nube sacra, la presenza di Dio. Pietro e i suoi amici, presi dalla paura,  tremano come foglie e vengono raggiunti da una voce che esce dalla nube e dice: “Questo è il mio Figlio, gli voglio tanto bene! Ascoltate lui!”. Tra parentesi, la traduzione solita “ascoltatelo” appare troppo debole. Con il testo Greco e con il Latino dovremmo dire: “Lui ascoltate”, cioè “E’ lui che dovete ascoltare”, mica gli altri, al limite nemmeno Mosè né i profeti, se non è lui che ve li spiega.Poi più niente, silenzio. I tre discepoli sono come tramortiti. Pietro sente che qualcuno lo tocca, come per svegliarlo. “Alzatevi, non abbiate paura!”.Pietro alza gli occhi, guarda… Ma dove sono finiti gli altri due, Mosè ed Elia? E tutta quella luce, chi l’ha spenta? Si stropiccia gli occhi, guarda Gesù e… ma questo è il Gesù solito, quello di tutti i giorni!Il Vangelo dice, “Gesù solo”, ma possiamo anche dire “solito”,  il Maestro che siete abituati a vedere tutti giorni, quello stesso che le “persone che contano” ostacolano, disprezzano e deridono, quello che vi ha detto che sarà catturato e ucciso; ma ora avete visto chi è, potete credere che il terzo giorno risorgerà”.Pietro non scorderà più quello che ha visto e sentito su quel  monte. Non riuscirà a ricordarsene sempre tant’è vero che farà la figura del fanfarone: “Anche se tutti ti abbandonassero, io no, io non ti abbandonerò” e nell’0rto degli ulivi farà il gesto di sfoderare la spada e vibrare un fendente piuttosto maldestro per difendere Gesù, salvo poi a sconfessarlo davanti a una delle donne di servizio della casa del sommo sacerdote….Ma quella notte stessa ha incontrato Gesù che usciva, legato, dalla casa di Caifa, maltrattato dagli sbirri. I loro sguardi si sono incrociati.  Negli occhi di Gesù Pietro ha potuto leggere l’intensità del perdono che gli stava offrendo, e vi si è abbandonato in un pianto dirotto.Tanti anni dopo, , a sostegno dei cristiani nella prova della persecuzione nella sua seconda lettera scriverà: ”Quando vi abbiamo parlato di Gesù e vi abbiamo detto che lui è il Signore (=Dio), è il Messia (=l’Inviato, l’Unto e consacrato, il Salvatore) non lo abbiamo fatto andando dietro a storielle inventate frutto di fervida fantasia, ma vi abbiamo annunciato quello che abbiamo visto con i nostri occhi e udito con  le nostre orecchie in cima a quel monte. E abbiamo in appoggio anche la solidissima parola dei profeti, cui fate bene a prestare fede come a lampada che illumina il vostro cammino…” Avete visto? Non sono i profeti che “tengono il  Maestro in carreggiata” come lui aveva pensato in un primo momento, ma son loro che, spiegati da Lui risorto dai morti, diventano chiari e ci aiutano a seguirlo, come avvenne ai due discepoli sul cammino di Emmaus nel giorno di Pasqua.Ce l’ha ricordato recentemente anche Papa Francesco. Erano scoraggiati, non valeva più la pena nç di prendersela né di credere: ma mentre spiegava loro le profezie, sorgeva la luce nei loro cuori, tornava la speranza, la voglia di vivere, la gioia che ti fa venire la voglia di cantare, gridare, dirlo a tutti fino a che l’incontro con Lui nello spezzare il pane gli ha messo le ali ai piedi e sono tornati, di sera, a Gerusalemme per ritrovarsi, gioire e riprendere il cammino da Lui tracciato.Come vedete è chiaro che non ho scritto tutto questo nella seconda domenica di Quaresima. Sto vivendo giorno per giorno insieme con voi le difficoltà che il coronavirus vi crea. Prego con voi. Ad ogni Messa preghiamo per voi, facciamo preghiere apposta per voi. Seguo in vari telegiornali quanto sta succedendo e, anche se non mi faccio vivo spesso, credetemi che il mio pensiero, il mio affetto e la mia preghiera vi raggiungono continuamente.Cercate qualche momento in cui, spenta la tv e ridimensionate le parole degli “opinionisti” ascoltate o leggete la Parola di Dio, pregando lo Spirito Santo.Gesù ha promesso che “vi annunzierà le cose future”, cioè vi farà capire il senso di ciò che vi viene incontro, non solo che non si tratta di “fatalità” o di “comparabilità” di qualcuno che deve pagare (come in  queste culture che siamo mandati ad evangelizzare). Il fatto che la Parola di Dio usi il verbo “annunziare” ci fa capire che in tutto ciò che ci viene incontro c’è una offerta di salvezza che Dio ci porge nel suo amore infinito per noi: sempre perché in noi fiorisca la vita.Pietro nella sua seconda lettera ci dice di cercare la Parola di Dio e di prestar le fede “come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la “stella del mattino” sorga nei vostri cuori”.  Il “luogo oscuro ce l’abbiamo: è il tunnel in cui ci ha messo  il covid 19. E la luce? Quella tocca a noi accenderla finché non sorga la stella del mattino. Quale?</p>
<p>E’ la stella che cantiamo nella Veglia Pasquale:</p>
<p>“Stella che non conosce tramonto,Cristo tuo Figlio, che risorto dai morti fa risplendere negli uomini la sua luce serena”.Buona Pasqua a tutti e che il Signore ci conceda di vedere pesto,  in questi  giorni la fine di questo calvario del coronavirus.</p>
<p>E, chissà, che alla ripresa della vita normale ci accorgiamo che nella sofferenza comune magari il Signore ci  abbia  fatto scoprire una nuova e più sentita fraternità –</p>
<p>Ciao a tutti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Zé</p>
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		<title>Vivere la nostra fede in modo più personale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:39:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui in Hong Kong siamo più o meno nelle vostre stesse condizioni. Si viaggia tutti con la mascherina, le scuole e le chiese sono chiuse. Gli insegnanti fanno lezioni tramite internet e con video, i sacerdoti pure provvedono liturgie e preghiere sugli stessi canali. I disagi però non sono pochi.Quest’anno il Signore ci invita a vivere il cammino quaresimale in un modo tutto speciale, senza Eucaristia e senza comunione.  Ci toglie il segno della Sua presenza sacramentale, del Suo diventare nutrimento nelle nostre difficoltà quotidiane. Ma non ci abbandona: ci invita a pregare di più da soli e in famiglia: sentire la Sua presenza dove prima non la scorgevamo, cioè nel nostro cuore e nella nostra casa. Ci invita a seguirlo verso Gerusalemme portando con Lui la nostra croce nei disagi che affrontiamo. La quaresima quest’anno può quindi diventare una buona occasione di sottolineare maggiormente il vivere la nostra fede in modo più personale e più in famiglia, facendo uso delle pratiche tradizionali delle preghiere del mattino e della sera, della recita del Rosario, della meditazione della Parola di Dio e della Via Crucis privata, ecc. Il distacco richiestoci dalla pratica in chiesa con la comunità parrocchiale non deve però farci chiudere nel nostro piccolo mondo. La presenza del Signore che sentiamo in noi e in casa deve stimolarci il senso di solidarietà verso gli altri, soprattutto verso gli anziani e i malati, in modo da approfondire il vero spirito comunitario. E questo innanzitutto con la preghiera, perché le vicende umane sono solo nelle mani del Signore. Grazie a te e a tutti gli amici di Brugherio Oltremare che ricordo con piacere e di cui apprezzo l’impegno costante per noi missionari.Fraternamente nel Signore,</p>
<p>P. Sergio</p>
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		<title>“Luce fra le tenebre”</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:31:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Suzana 2 Marzo 2019 Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano. Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquantanni or sono celebravamo in questa data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suzana 2 Marzo 2019</p>
<p>Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano. Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquantanni or sono celebravamo in questa data i primi battesimi, nasceva una comunità, 50 persone, tra le quali otto famiglie, le prime pietre di questa porzione di Chiesa. Il p. Marmugi era raggiante, me lo ricordo bene: aspettava quel giorno da 17 anni!Ho preparato una celebrazione per questa sera in cui, più che guardare al passato,attraverso la Parola di Dio cerchiamo di renderci conto del dono che Dio ha fatto a noi e,attraverso di noi, a questo popolo.“Il popolo che andava nelle tenebre, vide una grande luce” dice il profeta Isaia e la Chiesa ce lo ricorda nelle prima lettura della Messa della notte di Natale.Renderci conto di quanto Dio ci ha voluto e ci vuole bene: è il senso di tutto il cammino della Quaresima, che sfocerà, a Dio piacendo, nella luce della Resurrezione delle feste Pasquali, quando la Chiesa appunto ci farà ripetere le “promesse battesimali”: poca cosa se non le appoggiamo su una consapevolezza rinnovata di quanto il Signore ci vuole bene e ci usa misericordia.Certo, il Signore ha fatto in noi grandi cose, lo possiamo dire, anzi cantare con Maria, la Madre di Gesù! Ma anche quante infedeltà, quanta pigrizia, quanta ingratitudine! Il Signore ci ha fatti “Luce fra le tenebre”, ma la polvere accumulata rischia di smorzare la forza di questa luce, per cui una bella “spolverata” quaresimale è la benvenuta.Sta scendendo la sera e siamo qui con il fiato sospeso. C’è scontro tra i villaggi di Elia e Jobel da una parte a Eramne altra. Sono già volati fendenti di machete e addirittura qualche colpo di arma da fuoco, con feriti vari. Le autorità…. Meglio non parlarne, tanto sono tutti impegnati a assicurarsi un “cadreghino” visto che domenica prossima 10.3 ci sono le elezioni e sono tutti in “campagna”.Per cui con la minaccia espressa di un attacco armato da parte di Elia e Jobel, le cosiddette autorità se ne sono andate, anzi, a quanto sento si sono portate via anche polizia e esercito che si erano interposti nei giorni scorsi evitando il peggio. Hanno lasciato sul posto un drappello di 12 uomini. Ho l’impressione che Pilato non abbia ancora finito dilavarsi le mani….Abbiamo un bel dire che in questi tre villaggi, nonostante i vari tentativi effettuati lungo gli anni, non siamo mai riusciti a far nascere una comunità cristiana: questo non ci scusa del fatto che il “sale” del Vangelo non li ha ancora “contagiati”, dopo ben 50 anni di prossimità.Una bella responsabilità da parte nostra!In compenso questa mattina a Kassolol abbiamo celebrato la Messa di ringraziamento per la prima suora di quella comunità, suor Maria do Rosario, figlia di una famiglia cristiana, ringraziamento che ha trainato a rimorchio quello di un’altra suora novella,francescana, suor Severina, la cui famiglia ha radici nella stessa comunità, ma che non è mai vissuta qui. Era presente anche il nostro primo prete, padre Abramo Ambessum,della stessa comunità di Kassolol, che a Luglio farà il 25° di Ordinazione. Una Messa celebrata in semplicità, ma con tanta gioia! Vedete come il Signore è buono: se da una parte si addensa la nebbia, da un’altra parte ci apre stupendi spiragli di luce. E di speranza.Nel cortile di casa tra i genitori prima della Messa. Sto continuando la lettera il lunedì pomeriggio, 4 Marzo.La notte a Eramme è trascorsa abbastanza tranquilla, anche se donne e bambini sono rifugiati nelle scuole nella parte del villaggio che confina con Suzana ed è sufficientemente protetta.Stanno piano piano venendo a galla antichi rancori e nuove manovre per corrompere chi deve prendere delle decisioni. Ma noi continuiamo a parlare di speranza, ci mancherebbe!Speranza che i nostri vescovi hanno cercato di ravvivare con la lettera pastorale inviata in preparazione delle elezioni di domenica prossima. Una volta tanto sono stati abbastanza coraggiosi, dicendo le cose come stanno. D’altra parte i danni perpetrati dalla classe politica sono così evidenti e macroscopici che il non citarli sarebbe stato interpretato come una scelta di campo a loro favore.Peccato che si sono svegliati tardi.In extremis ne ho fatto un libretto da mandare nelle comunità domenica mattina ( e qualcuno dei miei collaboratori si è dimenticato di portarli….); domenica all’omelia l’ho commentata; nel pomeriggio, mentre fuori impazzava la musica del carnevale, ne ho fatto una sintesi in felupe. Stamane l’ho spiegata ai collaboratori invitandoli a farla arrivare alle comunità, ma… è la settimana del carnevale!&#8230; Allora l’ho registrata a mezzogiorno e da stasera la faccio trasmettere in radio. Insomma, una volta tanto che i nostri vescovi, anche se in ritardo, ci danno una mano, siamo proprio noi a chiudergli la bocca? Anche dopo cinquant’anni il ritmo lento africano non mi va ancora giù! (A proposito è “ritmo lento” o è proprio “inerzia”? “Ai posteri l’ardua sentenza” direbbe il “Dun Lisander”).Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire con il saggio del libro del Kohelet.E INVECE NO!Di nuovo c’è qualcosa di grandioso, che ha diviso la storia in un “prima” e un “dopo” che non è ancora finito: il mistero della Pasqua, del Figlio di Dio che si è fatto carico delle nostre inerzie, delle nostre fisime dei nostri pregiudizi e delle nostre colpe e se le è portate nel sepolcro. Poi ne è vento fuori, ma tutta quella roba l’ha scaricata là dentro.Purtroppo noi abbiamo il vizio di andare a frugare nella discarica, recuperiamo antichi errori e li spacciamo per modernità, antiche sconfitte e le propaliamo come nuove vittorie!&#8230; Qui si che non c’è proprio niente di nuovo!Accogliamo l’invito della Quaresima! Liberiamoci dall&#8217;egoismo e liberiamo anche il creato che aspetta di vederci per quello che siamo, figli di Dio. Allora sì che si potrà tirare tutti un gran sospiro di liberazione (che magari “buffa” via la nebbia e ci libera anche dallo smog,una volta buona!). Ce lo dice anche papa Francesco nel suo messaggio.Buona Quaresima, per una ottima Santa Pasqua: la vera novità!</p>
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		<title>&#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 14:15:15 +0000</pubDate>
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<p>Carissimi, ancora una volta vi scrivo da Brugherio che, anche se da parecchi anni è assurta al rango di città, per me resta sempre il &#8220;paesello natio&#8221;, là dove sono le mie radici. E&#8217; ben vero che ormai sono molti di più gli anni trascorsi altrove che non quelli passati qui, ma le radici sono radici, fanno parte della nostra identità e su questo non si discute. Certo, la pianta cresce e allarga i rami, senza pretendere di selezionare gli uccelli che verranno a posarsi: a me il Signore ha chiesto di essere un ramo lungo fino all&#8217;Africa e mi va bene; se la pianta è buona non sarà la quantità nè la diversità degli uccelli che la faranno cadere!Uccelli a parte, qualche notizia, e non solo di lavori.L&#8217;otto Settembre scorso ha fatto la professione religiosa nella Congregazione dei Missionari Spiritani francesi il nostro Jacinto Sibandihó della comunità di Suzana, figlio di Raul Baliu Sibandihó, uno dei  nostri catechisti della prima ora e papà di padre Marco, sacerdote diocesano ordinato fin dal 2002. Così è il secondo dei suoi figli sulla strada del sacerdozio, e missionario per giunta. In febbraio sarà ordinato Diacono e poi ci diranno quando sarà ordinato prete.Appena dopo il mio rientro, che sarà il 12 Novembre, la domenica 19, o forse il sabato 18 ancora non si sa di preciso, verrà ordinato prete il diacono di cui vi ho parlato nella lettera precedente, don Matteo della comunità di Ejin, lui pure figlio di catechisti. Andrà a svolgere il suo ministero nella parrocchia di Mansoa dove anche il PIME ha lavorato per circa trent&#8217;anni e dove tuttora lavorano le suore missionarie dell&#8217;Immacolata, le suore del PIME.Non ho ancora finito: il 25 Novembre farà la professione solenne tra i Francescani e in seguito verrà ordinato diacono Frate Lucas, figlio di Albert, uno dei primi cristiani e catechista della comunità di Katon. Poi ci diranno quando anche lui sarà ordinato prete.Il vivaio sta dando ancora frutti, perché ci sono altri alle loro spalle che si stanno preparando, anche per il PIME, figuratevi!La speranza è che questi avvenimenti scuotano un po&#8217; anche gli altri giovani, che si stanno &#8220;addormentando&#8221; in una &#8220;stasi&#8221; senza vie d&#8217;uscita. Ve ne ho già parlato in passato, non sto a ripetermi: assenza di prospettive, che invece di &#8220;aguzzare l&#8217;ingegno&#8221; come si suol dire delle difficoltà, induce ad un immobilismo, ad una vera e propria inerzia propria di chi &#8220;si lascia vivere&#8221; invece di &#8220;aggredire&#8221; la vita con spirito di iniziativa. Ce la stiamo mettendo tutta per dare loro una mano, ma credo che ci voglia anche tanta testimonianza o, come si diceva una volta, tanto &#8220;buon esempio&#8221; da parte nostra.Orpo….., mi stavo dimenticando di darvi anche qualche notizia di noi.Il sottoscritto è arrivato in Italia già da tre settimane: la schiena mi sta &#8220;presentendo il conto&#8221; e, a parte tante altre cose, ha anche un po&#8217; ragione: le sgroppate in moto e le corse in fuoristrada là dove le strade non ci sono credo che possano lasciare un segno, tanto più che la cosa è durata quasi ciquant&#8217;anni ormai. Non me ne pento, tornerei a fare lo stesso (magari con un pochino di prudenza in più direbbe qualcuno&#8230;). L&#8217;importante è guardare avanti. La salute continua a reggere e allora guai a chi si ferma. Il lavoro sul terreno lo sta portando avanti il p. Abramo Cabral, il mio Parroco, con i suoi collaboratori, il diacono Don Maiuca che prossimamente sarà ordinato sacerdote e&#8230; sorpresa, un altro diacono, Don Vitor, arrivato a Suzana l&#8217;altro ieri più le suore e i catechisti. A me il compito di rifornirli di quanto serve: ricostruzione del cammino delle varie comunità, aspetti della cultura locale da relazionare col Vangelo, catechesi in lingua felupe, testi per incontri di preghiera, nuovi canti per la liturgia e sistemazione del repertorio, ecc. ecc.  E ancora un occhio all&#8217;officina per dare qualche dritta a chi sta ancora imparando,Come vedete, il lavoro non manca, grazie a Dio.  Ciò che più importa però è ancora quello che ci raccomanda papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di domenica 22 Ottobre. Dice testualmente così: &#8220;Anche quest&#8217;anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, &#8220;il primo e il più grande Evangelizzatore&#8221;, che continuamente ci invia&#8230;.&#8221;Mi sono venute in mente due cose. Primo, la metafora che papa Francesco ha usato parlando ai preti di Roma per dire loro che devono stare vicini alla gente: &#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;, tanto vicini da portarne con sè l&#8217;odore. Secondo: Paolo, nella seconda lettera ai Corinti, 2,15 usa la stessa metafora:&#8221;Noi siamo dinnanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono&#8230;&#8221;. Si può sapere come facciamo a &#8220;profumare&#8221; di Cristo se non stiamo vicini a Lui, se lo lasciamo da parte? E poi, scusate, come fa ad inviarci se siamo così lontani da non udirne la voce? Vogliamo costringere anche Lui a servirsi del telefonino per mandarci un sms?Per carità! Diamoci una mossa e diciamoGli di tenerci stretti a Lui: abbiamo tutto da guadagnare, per noi e per gli altri!</p>
<p>Auguri a tutti voi!</p>
<p>padre Zé</p>
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		<title>Don Matteo!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 13:58:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Suzana, Domenica 11. 06. 2017</p>
<p>Carissimi, avete visto la data? Niente di strano, solo che era Domenica, la Festa della SSma Trinità.E basta? Non proprio: era anche la festa di s. Barnaba, ma lui, discreto come sempre, si è ritirato in secondo piano per far emergere in tutto il suo splendore il NOME, i nuovo Nome di Dio che non è un &#8220;motore immobile&#8221;, come disse quel bel tipo di Aristotele, ma una &#8220;famiglia&#8221; intrisa di relazioni così profonde che di tre ne fanno  UNO, il Dio di Cristo, Padre e Figlio e Spirito Santo, tra Persone che si vogliono così bene, (un &#8220;bene da Dio&#8221;, è il caso di dirlo) da fare UN DIO SOLO,  che si chiama anche Amore.Mi è sempre stato simpatico Barnaba, &#8220;talent scout&#8221; formidabile e allenatore di prima classe: per la squadra di Cristo ha scoperto e lanciato un fuori classe del calibro di Saulo di Tarso, meglio conosciuto col &#8220;nome d&#8217;arte&#8221; che suona: &#8220;San  Paolo&#8221; si, quello che Gesù ha &#8220;placcato&#8221; sulla  strada per Damasco&#8230; Andate a leggere gli Atti degli Apostoli, cominciate pure dal capitolo  9  e andate fino al 15: bello no? Movimentato, pieno di colpi di scena più che un film d&#8217;azione&#8230; e senza effetti speciali, tutto genuino!Festa di S. Barnaba a parte, per la chiesa di Suzana è stata una data storica&#8230; e anche per me. Cosa credete, la chiesa di Suzana e il sottoscritto siamo stati una cosa sola da circa 50 anni, e lo siamo tuttora, anche se in maniera diversa: su questo non ci piove e ne ringrazio il Signore.Sapete, in questa data è cominciato il futuro.Mi spiego. Lo stavo preparando da anni e mi ci stavo preparando pure io, perché sapevo che si trattava di una cosa importante, molto importante.Fu nel 1972 che il p. Spartaco Marmugi, il mio &#8220;mister&#8221;, volle lanciarmi in prima squadra addirittura con la fascia di &#8220;capitano&#8221;. Allora la missione di Suzana non era ancora Parrocchia, in Guinea Bissau non c&#8217;era ancora nessuna diocesi, non c&#8217;era il Vescovo, ma un padre incaricato rappresentante del Papa, un po&#8217; così, alla buona.Ma non fu così alla buona che dovetti far fronte alla situazione: dopo poco più di un anno il Padre Marmugi venne a mancare e io&#8230; dovetti incominciare a sbrigarmela da solo.Il mio &#8220;mister&#8221; l&#8217;aveva previsto, sapeva di essere malato e ha giocato d&#8217;anticipo cercando di trasmettermi tutto quello che aveva accumulato in ventisei anni di vita missionaria in Guinea: non solo i cosiddetti &#8220;fondamentali&#8221;, ma anche la visione di gioco, il giocare a testa alta, avendo presente tutta la superficie del campo e quello che ci si muove&#8230;. E cominciai a preparare la &#8220;successione&#8221;, per facilitare il compito a chi avrebbe ricevuto da me il testimone della &#8220;staffetta&#8221; missionaria.Il Signore mi ha aiutato con delle comunità e delle persone stupende, ho potuto imparare moltissimo, tradurre con loro tutto il Nuovo Testamento, fare un mucchio di canti molti dei quali proprio nel loro stile, continuare la traduzione dei testi liturgici cominciata con il p. Marmugi, tradurre e inventare testi catechistici in lingua loro, registrarli per chi non sapeva leggere ( e per chi deve imparare la lingua felupe); abbiamo anche lanciato una radio parrocchiale per raggiungere tutti, che funziona dal 1995 e ora è affidata ai nostri laici.Insieme abbiamo fatto crescere le nostre comunità, affrontando insieme le difficoltà, imparando insieme dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di Paolo e C. come risolvere i problemi che ci si presentavano, nell&#8217;intento di rendere loro capaci di portare avanti la loro chiesa insieme con chi sarebbe venuto a succedermi.La storia s&#8217;è fatta lunga. Addirittura, trent&#8217;anni dopo quel 1972, la Missione di Suzana è stata &#8220;promossa&#8221; a Parrocchia e, <em>ipso facto</em>, io sono diventato Parroco.Così la mia anzianità di Parroco risale a solo quindici anni dei quarantacinque effettivi, ma non mi preoccupo: qui non ci sono bollini per la pensione, visto che nemmeno la pensione esiste&#8230;.E poi siamo o non siamo servi, non &#8220;inutili&#8221;, ma come spiega bene Silvano Fausti, &#8220;senza un utile&#8221;, cioè senza pretesa di essere pagati Certo, non avrei fatto nemmeno metà della metà di ciò che abbiamo realizzato in strutture per la pastorale e per insegnare a lavorare, se non avessi avuto alle spalle il folto gruppo degli amici dlla Missione, in prima linea Brugherio Oltremare, ma non solo.Ecco, ora guardiamo insieme verso il futuro: non è difficile, visto che, come dicevo, è già cominciato.Cinque anni fa, fulmine a ciel sereno, il Pime ha aperto a s. Domingos portandosi via i due missionari che avevo  a Suzana. Sono rimasto solo, del Pime, con la incipiente compagnia del mister Parkinson che già cominciava a darmi fastidio.Ma c&#8217;era una novità: da prima di Natale 2011 il Vescovo ci aveva mandato il P. Abramo Cabral, un prete diocesano con qualche anno di Messa. E&#8217; arrivato un po&#8217; &#8220;malconcio&#8221;, ma la nostra gente lo ha rimesso in piedi. La stoffa è buona ed è partito con il piede giusto. Di progressi ne ha fatti tanti e, soprattutto, è stato capace di capire la situazione, il cammino fatto da queste comunità a cominciare da p. Marmugi. Non finisce mai di chiedermi notizie e vuole sapere il perché e il percome di tante scelte fatte. Ci siamo trovati a condividere tante scelte, tanti punti di vista, tante posizioni anche attuali nel contesto della nostra Diocesi. Devo proprio dire che si è trattato di un ottimo acquisto.La gente gli vuole bene e se lo merita. C&#8217;è una bella armonia anche con gli altri collaboratori: tra di loro c&#8217;è buon sangue e intesa, e anche con me. Ma quello che più importa è che ci sia tra di loro, perché loro sono il futuro: la Chiesa di Guinea che cammina con i suoi piedi e che assume in prima persona il lavoro missionario.Quello che mi piace non è solo l&#8217;accordo tra di loro, ma anche la dinamicità: stanno viaggiando nei villaggi per la catechesi, che per ora preparo io in Felupe. Cercano anche di trovarsi insieme per studiare, per informarsi da me, per sostenersi: ci siamo organizzati su ritmi settimanali e pare che la cosa funzioni bene.Con tutte queste premesse, cosa volete che provassi quando abbiamo fatto le consegne nella celebrazione presieduta dal Vescovo? Il giorno prima, su due piedi avevo pensato e scritto una celebrazione vigilare che è stata molto apprezzata: il tasto giusto per prepararci spiritualmente.Avevo  il mio daffare per suonare e cantare, ma non ero distratto. Mi è sembrato tutto così naturale, l&#8217;avevo desiderato da così tanto tempo che&#8230;. tutto è andato liscio e sono tranquillo.Ciliegina sulla torta: sabato prossimo vado all&#8217;ordinazione diaconale del nostro Matteo di Ejin, figlio di catechisti e nipote di due figure eccezionali Kutujenuió e Anjiroken. Diciamo una famiglia &#8220;storica&#8221; della comunità di EJIN. Ho ragione o no di dire che il futuro è cominciato</p>
<p>Suzana 20 Giugno 2017</p>
<p>Siamo andati a Bissau. La chiesa della parrocchia di Antula non è ancora finita, ma ci ha &#8220;contenuti&#8221; tutti: grande, monumentale, solida, per ora senza porte e finestre.Una Messa interminabile, per ordinare due diaconi! Immaginatevi se c&#8217;era anche qualche prete!Ma la mia attenzione e la mia preghiera si concentravano soprattutto su Matteo e sulla sua famiglia, papà Ernesto e mamma Anita. Rivedevo come degli spezzoni di film, con la sua nonna Anjiroken, il nonno Kutujenuió, lo zio António: le prime colonne portanti della comunità di Ejin. Quante cose stupende mi ha fatto vedere il Signore! E sono lì, vive davanti a noi. Anche se noi ci incurviamo col passare degli anni, lo spettacolo offerto da questi giovani che accettano di consegnare la loro vita nelle mani del Signore ti da la carica. Pochi anni e la savana dà i suoi frutti. Ancora  una volta il Vescovo ha voluto sottolineare che Suzana è un vivaio di vocazioni. Che fortuna ho avuto di capitare tra questa gente, capace di accettare e far fruttificare il Vangelo anche più di noi! C&#8217;è sempre da imparare e da ringraziare il Signore.E poi l&#8217;altra novità: ci siamo messi di buzzo buono a rifare il ponte di Boaj, 106 metri su acqua salata, in piedi da 25 anni e ormai piuttosto malconcio. Si  sta  facendo bello con un sacco di cose nuove&#8230; con mio fratello Alfonso che è venuto qui e ha dato lo spintone giusto. No, non l&#8217;ha mica abbattuto!Cosa credete, lo spintone lo ha dato ai lavori ( e un po&#8217; anche &#8230;ai lavoratori) tanto che arrischiamo di finire il tutto prima che comincino le grandi piogge. Per noi era un sogno, ma adesso sta diventando realtà.Ora mio fratello riparte soddisfatto e qui ne parleranno per un bel po&#8217;: non è frequente vedere gente che lavora a quella maniera. Noi faremo le finiture che la pioggia ci permetterà di fare, ma il ponte è di nuovo lì, ringiovanito, a far bella mostra di sè&#8230; e a ricordare alla gente che con buona volontà, intelligenza e collaborazione si possono fare tante cose belle.Auguri a tutti voi anche per le vostre ferie, se riuscite a farle. Noi qui aspettiamo il solito gruppetto di giovani e abbiamo già messo in cantiere non poco lavoro da fare insieme per dare nuovo impulso alla catechesi. Guai a chi si addormenta!&#8230;.   Ciao a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre Zé</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1478" title="20170620_111805" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ringraziamenti da sr Rachele</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 19:09:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi amici del Gruppo di Brugherio Oltremare,  ringrazio vivamente per il costante aiuto alla missione delle Missionarie dell&#8217;Immacolata che operano in  diversi paesi.Grazie di cuore, lo so che é frutto di molti sacrifici e sono certa che la vostra offerta é accompagnata da preghiere  affinché l&#8217;aiuto fattivo di servizio nelle varie opere e apostolato diretto  sia benedetto dalla grazia del Signore.<br />
Chiedo la benedizione di Dio su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie con l&#8217;augurio di un nuovo Anno 2017 di pace e serenità in tutto il mondo. Con riconoscenza saluto cordialmente. sr rachele</p>
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		<title>Notizie e ringraziamenti di suor Teresina</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 19:03:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[09/01/2014 Carissimi di Brugherio Oltremare,con questa mia vengo a ringraziarVi per l’offerta generosa che mi avete mandato e quest’anno va per un progetto di Riabilitazioni che abbiamo appena iniziato.In questa zona dove sono e lavoro attualmente ci sono andicappati a causa di malattie ossee o incidenti come bruciature o morsicate di asini (ad un ragazzino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor.-Teresina-Generoso0001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1334" title="lettera suor. Teresina Generoso" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor.-Teresina-Generoso0001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>09/01/2014</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Carissimi di Brugherio Oltremare,con questa mia vengo a ringraziarVi per l’offerta generosa che mi avete mandato e quest’anno va per un progetto di Riabilitazioni che abbiamo appena iniziato.In questa zona dove sono e lavoro attualmente ci sono andicappati a causa di malattie ossee o incidenti come bruciature o morsicate di asini (ad un ragazzino di sei anni che è stato morso alla gamba hanno dovuto amputarla) e tante altre cose.Così li portiamo ad  Addis in centri appositi per operazioni e arti artificiali, poi c’è tutta la parte di recupero che è più lunga e importante.Ne abbiamo in lista sette e altri sono già in fase di recupero.Grazie per tanto della vostra offerta,il lavoro che fate li da gioia a tante persone che possono riprendere una vita quasi normale.Il signore benedica voi i vostri sforzi e le vostre famiglie.</p>
<p>Con affetto e simpatia  suor Teresina Generoso</p>
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		<title>San Lorenzo Ecuador  Febbraio 2014</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 19:02:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariangela-sardi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1337" title="suor mariangela sardi" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariangela-sardi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi amici/che di Brugherio Oltremare, una mia consorella eritrea è in partenza per l’aeroporto di Quinto diretta a Roma.È a lei che consegno questo mio scritto nella speranza che giunga presto a Brugherio.Sono qui per ringraziarvi fraternamente e cordialmente per l’offerta di 5.000 euro che mi avete mandato il 07/01/2014 a favore dei disabili di san Lorenzo.Grazie per la vostra fedeltà verso la Missione, verso noi missionari/e che siamo partiti/e dalla nostra Parrocchia, dove siamo cresciuti nella Fede e dove abbiamo maturato la nostra vocazione religiosa e missionaria.Grazie perché nonostante la crisi il vostro impegno a favore della Missione.E questo…con la fedeltà al vostro lavoro fato di fraterna collaborazione, di unione di intenti, di sacrifici vissuti con generosità e amore.Grazie a tutti voi, giovani e anziani!!!A tutti/e assicuro una preghiera per voi e le vostre famiglie. ll Signore vi benedica e ricompensi come Lui sa fare.</p>
<p>Con affetto suor Mariangela Sardi</p>
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		<title>Notizie di suor Mariarosa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 18:59:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi e sempre ricordati amici di Brugherio Oltremare.Prima di ripartire per l’Ecuador ringrazio ancora una volta la vostra generosità e ammiro il vostro sacrificio di lavoro per le missioni.Noi possiamo aiutare attraverso le vostre mani e il vostro tempo donato agli altri.Prego Iddio per voi e perché vi ricompensi con tante grazie e benedizioni.Userò quei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariarosa-biraghi0001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1343" title="suor mariarosa biraghi" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariarosa-biraghi0001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi e sempre ricordati amici di Brugherio Oltremare.Prima di ripartire per l’Ecuador ringrazio ancora una volta la vostra generosità e ammiro il vostro sacrificio di lavoro per le missioni.Noi possiamo aiutare attraverso le vostre mani e il vostro tempo donato agli altri.Prego Iddio per voi e perché vi ricompensi con tante grazie e benedizioni.Userò quei soldi per dare il cibo hai poveri, per aiutare i bambini che vadano a scuola, tutto è utile e prezioso.Saluto tutti e chiedo anche per le vostre Famiglie ogni bene. Dall’Ecuador ci sentiremo presto.Con stima suor Mariarosa Biraghi</p>
<p>Missionaria comboniana</p>
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		<title>Suor Francesca Mariani</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 19:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltremare</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Quand'era carta e francobollo]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi amici del gruppo missionario, oggi ho avuto tra le mie mani il grosso dono inviato, anche se ha impiegato mesi, però tutto si è compiuto come programmato.Il Signore ben conosceva per chi sarebbero andati, è Lui la nostra mente e il nostro cuore. Noi e voi siamo solo dei collaboratori.Il vostro gruppo è quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/01/suor-francesca-mariani_M.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1323" title="suor francesca mariani" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/01/suor-francesca-mariani_M-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi amici del gruppo missionario, oggi ho avuto tra le mie mani il grosso dono inviato, anche se ha impiegato mesi, però tutto si è compiuto come programmato.Il Signore ben conosceva per chi sarebbero andati, è Lui la nostra mente e il nostro cuore. Noi e voi siamo solo dei collaboratori.Il vostro gruppo è quello che ha piu faticato e a noi la gioia di ricevere tanti ringraziamenti, inchini e baci da queste mamme preoccupate e bisognose, avendo il marito e figli maggiorenni a dover fare il militare per tutta la vita, anche se fanno scappatelle a casa per stare un poco con la famiglia.Ci si chiede quando finirà questo sistema? Il Signore solo lo sa. Da parte nostra e vostra è solo di non stancarci con la preghiera, prima di tutto e per voi, aggiungo anche di venirci incontro con il vostro sudore.Penso sia inutile dilungarmi per mettervi al corrente della situazione qui, poiché molti giovani oramai sono sparsi un po’ ovunque e la loro testimonianza vale più dello scritto.Un grazie particolare vada ai sacerdoti brugheresi che inculcano nei giovani e meno giovani sentimenti di fratellanza e di interessamento per venire in contro a chi si trova nel bisogno, anche se lontani e non legati da parentela, ma solo per amare come il Signore ci ha ordinato: ”amatevi gli uni e gli altri, come io vi ho amati.”Di nuovo vi ringrazio di tutto cuore unita alle mamme aiutate. Speriamo in qualche miglioramento.</p>
<p>Unite in Lui vi abbraccio.Vostra brugherese suor Francesca Mariani</p>
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