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	<title>Brugherio Oltremare &#187; Aiutaci</title>
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		<title>Vivere la nostra fede in modo più personale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:39:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui in Hong Kong siamo più o meno nelle vostre stesse condizioni. Si viaggia tutti con la mascherina, le scuole e le chiese sono chiuse. Gli insegnanti fanno lezioni tramite internet e con video, i sacerdoti pure provvedono liturgie e preghiere sugli stessi canali. I disagi però non sono pochi.Quest’anno il Signore ci invita a vivere il cammino quaresimale in un modo tutto speciale, senza Eucaristia e senza comunione.  Ci toglie il segno della Sua presenza sacramentale, del Suo diventare nutrimento nelle nostre difficoltà quotidiane. Ma non ci abbandona: ci invita a pregare di più da soli e in famiglia: sentire la Sua presenza dove prima non la scorgevamo, cioè nel nostro cuore e nella nostra casa. Ci invita a seguirlo verso Gerusalemme portando con Lui la nostra croce nei disagi che affrontiamo. La quaresima quest’anno può quindi diventare una buona occasione di sottolineare maggiormente il vivere la nostra fede in modo più personale e più in famiglia, facendo uso delle pratiche tradizionali delle preghiere del mattino e della sera, della recita del Rosario, della meditazione della Parola di Dio e della Via Crucis privata, ecc. Il distacco richiestoci dalla pratica in chiesa con la comunità parrocchiale non deve però farci chiudere nel nostro piccolo mondo. La presenza del Signore che sentiamo in noi e in casa deve stimolarci il senso di solidarietà verso gli altri, soprattutto verso gli anziani e i malati, in modo da approfondire il vero spirito comunitario. E questo innanzitutto con la preghiera, perché le vicende umane sono solo nelle mani del Signore. Grazie a te e a tutti gli amici di Brugherio Oltremare che ricordo con piacere e di cui apprezzo l’impegno costante per noi missionari.Fraternamente nel Signore,</p>
<p>P. Sergio</p>
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		<title>&#8230;.Portiere a destra&#8230;.pallone a sinistra!!! spiazzato!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 14:16:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1533" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1533' title='OLYMPUS DIGITAL CAMERA'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/62-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" /></a>
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1534' title='69'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/12/69-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="69" title="69" /></a>
</p>
<p></a>Carissimi,eccoci all&#8217;appuntamento natalizio, sempre ricco di ricordi e di pathos, ma soprattutto  di speranza, anzi di certezza: la nascita di un bambino ci ricorda che la vita ha sempre la meglio sulla  morte, anche se alle volte pare  il contrario: che se si tratta della nascita del Salvatore, del Bambino Gesù, allora scusate, ma ci sono tutte le ragioni di questo mondo, e non solo…, per fare festa ed essere contenti!Papa Francesco per questo Natale ci ha regalato une lettera bellissima e a tratti commovente sulla bella tradizione di allestire il presepio in famiglia e ovunque ci sia concesso di farlo: è una forma simpatica di rivivere e di annunciare il Vangelo, la buona notizia della speranza, con un gesto che è anche alla portata di un bambino,  gesto che solo un animo intriso di fede e di poesia poteva immaginare,  come lo era appunto quello di Francesco d’Assisi.Il “perder tempo” ad allestire la semplice e bella coreografia del presepio ci rende “contemporanei” dell’avvenimento  accaduto duemila anni fa, senza dimenticare che la “contemporaneità” vera e sostanziale la realizziamo attraverso il sacramento in cui incontriamo il Cristo che ci viene  incontro come ha promesso: “<strong>Io sono</strong> con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.Questo il Papa ce lo ricorda quasi con discrezione alla fine del racconto del primo presepio a Greccio nel 1223: “Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebrò solennemente l’Eucaristia, mostrando il legame tra l’Incarnazione del Figlio di Dio e l’Eucaristia”, legame sottolineato in precedenza citando l’africano s. Agostino in   una delle sue folgoranti sintesi: “Adagiato in una mangiatoia, divenne nostro cibo”.Mi sono lasciato interrogare da questa lettera di Papa Francesco, rileggendo un po’ il momento attuale della mia vita e&#8230; sono arrivato a un punto che mi ha particolarmente illuminato, dove, quasi sul finire  della lettera dice: “<em>Il modo di agire di Dio quasi tramortisce, perché sembra impossibile che Egli rinunci alla sua gloria per farsi uomo come noi. Che sorpresa vedere Dio che assume i nostri stessi comportamenti: dorme, prende il latte dalla mamma, piange e gioca come tutti i bambini! Come sempre, Dio sconcerta, è imprevedibile, <strong>continuamente fuori dai nostri schemi</strong>. Dunque, il presepe, mentre ci mostra Dio così come è entrato nel mondo, ci provoca a pensare alla nostra vita inserita in quella di Dio; invita a diventare suoi discepoli se si vuole raggiungere il senso ultimo della vita.”</em>Ecco, qui<em> “vengono a fagiolo”  </em>le notizie della missione<em>.</em>Avete presente quando un arbitro fischia un calcio di rigore? Tutti lì col fiato sospeso, a partire dal portiere che quasi sempre ci fa una magra figura. Breve rincorsa e il pallone schizza via. Schizza anche il portiere che si esibisce in uno splendido e “plastico” volo a mezz’aria, quasi in barba alla legge di gravità, con altrettanto elegante atterraggio… dalla parte opposta a dove è andato il pallone: spiazzato!!  (Che se alle volte, per esperienza, per intuito o per semplice istinto, il malcapitato portiere riesce ad agguantare il pallone, i soliti soloni “pallonologi” diranno non che il portiere ha parato il rigore, ma che l’altro “ha sbagliato a calciarlo”. “Ci sarà giustizia a questo mondo!” diceva Lorenzo Tramaglino  di ritorno dallo studio dell’avvocato Azeccagarbugli.Si capisce vero che ai miei tempi io giocavo in porta?)Ci ho messo quarant’anni di pazienza per mettere in piedi una squadretta di fabbri, falegnami, meccanici, saldatori, muratori ecc. perché i miei successori avessero modo di garantire la manutenzione della missione e dei mezzi di trasporto per l’Evangelizzazione e poi, quando io mi sono dovuto fermare tutto si è sfaldato; anzi, dovuto alla “imperizia” di  qualcuno dei miei  collaboratori, me li sono addirittura ritrovati mal disposti e in atteggiamento rivendicativo!  C’è voluto del bello e del buono per rifare “ponti”; comunque il risultato è che abbiamo una officina che per la Guinea è super-attrezzata e… nessuno ci lavora. Anche  un semplice motorino viene messo n mano a sedicenti “meccanici” là fuori con risultati “fantasmagorici”. Alle volte io non resisto alla tentazione e … poi ne pago le conseguenze, come nei giorni scorsi: ho creduto di fare dei lavori semplici con materiali neanche troppo pesanti, e ho rimediato  uno strappetto alla schiena che c’è voluta  una settimana per rimettermi in sesto: fortuna che “ho il fisico”! (ma non la testa, direte, e mi va bene)Il 17 novembre scorso “mini-festa” in borgo: entrata del nuovo parroco, padre Maiuca Gomes Te, nominato con rescritto vescovile in data 4 novembre in sostituzione del parroco precedente, padre Abramo, trasferito ad altra parrocchia nella Capitale “per urgenti motivi di salute”. Parafrasando Shakespeare mi verrebbe da chiedermi; “Tanto lavoro per nulla”? Dal 2011 che mi sono dedicato ad aiutarlo a inserirsi nella nostra realtà, ed ora?  Spiazzato!Par carità, tanto di cappello al nuovo parroco che mi chiede di sostenerlo e di “introdurlo” nella realtà della nuova parrocchia, nella quale si trova da tre anni, prima come seminarista, poi come diacono e,  dal 15 Settembre 2018, come prete. Sì, avete capito bene, ho un parroco che ha un anno e poco più di Messa (e il coadiutore è prete dal Novembre 2017, la musica cambia di poco). Il quale coadiutore, “per impegni precedentemente assunti”, non era presente all’entrata del nuovo parroco, con relativa meraviglia dei parrocchiani…Ma non finisce qui. Ci ho messo un anno a introdurre una nuova suora che offriva concrete speranze per la nostra pastorale ed era entusiasta del lavoro qui a Suzana: niente, la mannaia è calata anche su di lei e improvvisamente è stata trasferita: voi ci capite qualcosa? Spiazzati per l’ennesima volta. E per l’ennesima volta io dovrei mettermi a insegnare l’ABC della lingua felupe e tutto l’ “intrade” della storia e della pastorale di Suzana a un’altra suora! Salvo poi arrivare per l’ennesima volta al… trasferimento della malcapitata suora in questione prima ancora che si metta a lavorare.E io che ho sempre predicato che in questi ambienti occorrono anni per capir dove si è capitati e anni per trovare la maniera giusta di lavorare…. Niente: portiere da una parte e pallone dall’altra!Spiazzati! Fortuna che il Vangelo è il racconto di  uno “spiazzamento” continuo, con quei poveri diavoli di apostoli che non ci si raccapezzano più: Gesù è sempre dall&#8217;altra parte, all&#8217;ultimo posto, fin sulla croce… Ma poi, in classifica è sempre il primo, a cominciare dalla prima Pasqua, primo “scudetto” che nessuno gli ha mai scucito di dosso, nonostante che ci  si siano “incaponiti” in tanti, con un sacco di tiri in porta e, purtroppo, anche di tentativi di autogol dall’interno della Chiesa stessa.Chi invece ci “spiazza” è sempre lui, ma lo fa perché ci vuol bene, e si ostina a volerci bene nonostante che noi, “esperti” giocatori, ci piazziamo troppe volte dalla parte sbagliata.Lasciamo che  il Natale del Signore ci spiazzi un’altra volta.  E che sia la volta buona di “piazzarci” dalla parte che ci ha già detto Lui: all’ultimo posto: siamo sicuri che, se il pallone non lo prendiamo noi,  lo prende Lui! A Lui nessuno lo spiazza! Auguri!</p>
<p>Padre Zé</p>
<p>Suzana, 12.12.2019</p>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:34:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi  Amici di “OltreMare”,Voti di tanta serenità , salute e pace!Ho ricevuto, oltre al primo contributo, altri 2.000,00 euro. È stata una bella sorpresa per me, anche perché inaspettata.  Sono grata al  Buon Dio, e a voi per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia, di tante famiglie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi  Amici di “OltreMare”,Voti di tanta serenità , salute e pace!Ho ricevuto, oltre al primo contributo, altri 2.000,00 euro. È stata una bella sorpresa per me, anche perché inaspettata.  Sono grata al  Buon Dio, e a voi per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia, di tante famiglie e forse anche vostre. Il vostro lavoro svolto  a sostenere, chi in Missione cerca di costruire il futuro di tante bambini, adolescenti e giovani, che altrimenti non avrebbero come affrontare la vita, è quanto mai prezioso. Il Centro Infantile Speranza è frequentato da 170 tra bambini e coloro che vanno a scuola,  ma di questi sessanta quattro (64), implicitamente anche le loro famiglie, ricevono un sostegno per l’asilo e per la scuola. Tutto grazie a chi, come voi collabora nel silenzio, ma in maniera efficace, dando tempo, forze pur di contribuire <strong>al nostro voler “Educare al bene”.</strong>  Da parte mia vi tengo presenti, assieme alle vostre famiglie, nel mio impegno di preghiera e di lavoro educativo. Siamo soliti dire: “Aiutiamoli a casa loro!” Nel mio piccolo è quanto cerco di fare e spero presto di dare vita a una scuola che possa aprire un futuro concreto di lavoro, per tutti quanti/e la frequenteranno. Vi terrò informati su questo progetto perché probabilmente avró bisogno della vostra collaborazione tecnica.Ci credo e se  se è da Dio si farà! Il mio grazie sincero per tutti voi e tanto bene per le vostre  famiglie,</p>
<p>Maputo 17. 02. 2018</p>
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		<title>“Luce fra le tenebre”</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:31:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Suzana 2 Marzo 2019 Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano. Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquantanni or sono celebravamo in questa data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suzana 2 Marzo 2019</p>
<p>Carissimi, guardate bene la data. L’avete vista? Si? “Che c’è di strano?” direte. Avete ragione, per voi non c’è niente di strano. Per noi, e per me in particolare, è una data storica: il Natale della Chiesa di Gesù qui nel paese dei Felupes. Cinquantanni or sono celebravamo in questa data i primi battesimi, nasceva una comunità, 50 persone, tra le quali otto famiglie, le prime pietre di questa porzione di Chiesa. Il p. Marmugi era raggiante, me lo ricordo bene: aspettava quel giorno da 17 anni!Ho preparato una celebrazione per questa sera in cui, più che guardare al passato,attraverso la Parola di Dio cerchiamo di renderci conto del dono che Dio ha fatto a noi e,attraverso di noi, a questo popolo.“Il popolo che andava nelle tenebre, vide una grande luce” dice il profeta Isaia e la Chiesa ce lo ricorda nelle prima lettura della Messa della notte di Natale.Renderci conto di quanto Dio ci ha voluto e ci vuole bene: è il senso di tutto il cammino della Quaresima, che sfocerà, a Dio piacendo, nella luce della Resurrezione delle feste Pasquali, quando la Chiesa appunto ci farà ripetere le “promesse battesimali”: poca cosa se non le appoggiamo su una consapevolezza rinnovata di quanto il Signore ci vuole bene e ci usa misericordia.Certo, il Signore ha fatto in noi grandi cose, lo possiamo dire, anzi cantare con Maria, la Madre di Gesù! Ma anche quante infedeltà, quanta pigrizia, quanta ingratitudine! Il Signore ci ha fatti “Luce fra le tenebre”, ma la polvere accumulata rischia di smorzare la forza di questa luce, per cui una bella “spolverata” quaresimale è la benvenuta.Sta scendendo la sera e siamo qui con il fiato sospeso. C’è scontro tra i villaggi di Elia e Jobel da una parte a Eramne altra. Sono già volati fendenti di machete e addirittura qualche colpo di arma da fuoco, con feriti vari. Le autorità…. Meglio non parlarne, tanto sono tutti impegnati a assicurarsi un “cadreghino” visto che domenica prossima 10.3 ci sono le elezioni e sono tutti in “campagna”.Per cui con la minaccia espressa di un attacco armato da parte di Elia e Jobel, le cosiddette autorità se ne sono andate, anzi, a quanto sento si sono portate via anche polizia e esercito che si erano interposti nei giorni scorsi evitando il peggio. Hanno lasciato sul posto un drappello di 12 uomini. Ho l’impressione che Pilato non abbia ancora finito dilavarsi le mani….Abbiamo un bel dire che in questi tre villaggi, nonostante i vari tentativi effettuati lungo gli anni, non siamo mai riusciti a far nascere una comunità cristiana: questo non ci scusa del fatto che il “sale” del Vangelo non li ha ancora “contagiati”, dopo ben 50 anni di prossimità.Una bella responsabilità da parte nostra!In compenso questa mattina a Kassolol abbiamo celebrato la Messa di ringraziamento per la prima suora di quella comunità, suor Maria do Rosario, figlia di una famiglia cristiana, ringraziamento che ha trainato a rimorchio quello di un’altra suora novella,francescana, suor Severina, la cui famiglia ha radici nella stessa comunità, ma che non è mai vissuta qui. Era presente anche il nostro primo prete, padre Abramo Ambessum,della stessa comunità di Kassolol, che a Luglio farà il 25° di Ordinazione. Una Messa celebrata in semplicità, ma con tanta gioia! Vedete come il Signore è buono: se da una parte si addensa la nebbia, da un’altra parte ci apre stupendi spiragli di luce. E di speranza.Nel cortile di casa tra i genitori prima della Messa. Sto continuando la lettera il lunedì pomeriggio, 4 Marzo.La notte a Eramme è trascorsa abbastanza tranquilla, anche se donne e bambini sono rifugiati nelle scuole nella parte del villaggio che confina con Suzana ed è sufficientemente protetta.Stanno piano piano venendo a galla antichi rancori e nuove manovre per corrompere chi deve prendere delle decisioni. Ma noi continuiamo a parlare di speranza, ci mancherebbe!Speranza che i nostri vescovi hanno cercato di ravvivare con la lettera pastorale inviata in preparazione delle elezioni di domenica prossima. Una volta tanto sono stati abbastanza coraggiosi, dicendo le cose come stanno. D’altra parte i danni perpetrati dalla classe politica sono così evidenti e macroscopici che il non citarli sarebbe stato interpretato come una scelta di campo a loro favore.Peccato che si sono svegliati tardi.In extremis ne ho fatto un libretto da mandare nelle comunità domenica mattina ( e qualcuno dei miei collaboratori si è dimenticato di portarli….); domenica all’omelia l’ho commentata; nel pomeriggio, mentre fuori impazzava la musica del carnevale, ne ho fatto una sintesi in felupe. Stamane l’ho spiegata ai collaboratori invitandoli a farla arrivare alle comunità, ma… è la settimana del carnevale!&#8230; Allora l’ho registrata a mezzogiorno e da stasera la faccio trasmettere in radio. Insomma, una volta tanto che i nostri vescovi, anche se in ritardo, ci danno una mano, siamo proprio noi a chiudergli la bocca? Anche dopo cinquant’anni il ritmo lento africano non mi va ancora giù! (A proposito è “ritmo lento” o è proprio “inerzia”? “Ai posteri l’ardua sentenza” direbbe il “Dun Lisander”).Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire con il saggio del libro del Kohelet.E INVECE NO!Di nuovo c’è qualcosa di grandioso, che ha diviso la storia in un “prima” e un “dopo” che non è ancora finito: il mistero della Pasqua, del Figlio di Dio che si è fatto carico delle nostre inerzie, delle nostre fisime dei nostri pregiudizi e delle nostre colpe e se le è portate nel sepolcro. Poi ne è vento fuori, ma tutta quella roba l’ha scaricata là dentro.Purtroppo noi abbiamo il vizio di andare a frugare nella discarica, recuperiamo antichi errori e li spacciamo per modernità, antiche sconfitte e le propaliamo come nuove vittorie!&#8230; Qui si che non c’è proprio niente di nuovo!Accogliamo l’invito della Quaresima! Liberiamoci dall&#8217;egoismo e liberiamo anche il creato che aspetta di vederci per quello che siamo, figli di Dio. Allora sì che si potrà tirare tutti un gran sospiro di liberazione (che magari “buffa” via la nebbia e ci libera anche dallo smog,una volta buona!). Ce lo dice anche papa Francesco nel suo messaggio.Buona Quaresima, per una ottima Santa Pasqua: la vera novità!</p>
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		<title>&#8230;Correva l’anno del Signore 1963</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 07:32:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi, visto che anche questa volta vi scrivo dal paesello natio?Sembra diventato un vizio, ma i miei superiori, oltre ad avermi sottratto l’uso dell’auto e della moto, ogni tanto mi spediscono a “fare il tagliando” con  un frequenza che si è un po’ “infittita”.  Data l’età… e il resto!ora ve ne racconto una.Correva l’anno del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/08/Battesimo-BANOR-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1522" title="battesimo banor" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2019/08/Battesimo-BANOR-1-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Carissimi, visto che anche questa volta vi scrivo dal paesello natio?Sembra diventato un vizio, ma i miei superiori, oltre ad avermi sottratto l’uso dell’auto e della moto, ogni tanto mi spediscono a “fare il tagliando” con  un frequenza che si è un po’ “infittita”.  Data l’età… e il resto!ora ve ne racconto una.Correva l’anno del Signore 1963 e io quel giorno di luglio correvo in sella a una bici non proprio da corsa (di quei tempi), ma ci mancava poco. Eravamo partiti da Isolaccia Valdidentro la mattina presto, scesi a Bormio eravamo risaliti su fino a S Caterina Valfurva, poi, dopo aver percorso un tratto della strada del Passo del Gavia, sterrata a quei tempi, lasciate le bici, eravamo saliti in cima al Trezero, continuando poi per le cime fino a punta S.Matteo. Ora…stavo scendendo. Strada scorrevole, traffico poco o niente e giù a rotta di collo. Bellissimo! Scivolavo via avvolto dal silenzio, ascoltando il vento che fischiava negli orecchi.Un mio collega, a bordo del mitico “Galletto” della Moto Guzzi, mi raggiunge, mi si affianca e mi grida: “Lo sai che vai a ottanta?”. “Spero proprio di arrivarci” gli rispondo mentre aggredisco la curva che mette fine al piccolo rettilineo.Be’ grazie a Dio ci sono arrivato: gli ottanta sono suonati a Gennaio e io scherzando scandisco “ot-tanta!”. E sono tanti davvero, anche se sembrano passati in un soffio.Guardiamo indietro? No: Soltanto facciamo memoria, ma a due condizioni:la prima è questa: per ringraziare il Signore per tutto il bene che mi ha voluto e per come continua ad avere pazienza con me. Ha cercato di tenermi per i capelli, ma… gli sono rimasti in mano! Adesso tocca a me stargli più vicino, se no sono guai…La seconda condizione è quella di restare “sveglio”, facendo tesoro delle “capocciate” passate per non sbatterne delle altre, anzi mettendocela tutta per riconoscere i suoi inviti e le sue “correzioni di rotta”. Come funziona? Semplice, un po’ come quando si canta insieme: uno intona e tu vai dietro, “imbroccando” non solo la canzone, ma anche il ritmo e la tonalità, se no sai che roba?!Chi intona è Lui, lo spartito lo scrive Lui e tutto il resto viene di conseguenza.Fuori metafora: siamo nelle Sue mani, nella buona e nella meno buona salute, da giovani e da non più giovani e Lui ti spiazza sempre.Continuo a dire che la nostra missione di Suzana sta attraversando un momento delicato e anche difficile, con tutta la girandola di persone che sono cambiate, chi per trasferimenti regolari, chi per trascorsi limiti di  età, chi per malattia (il Parroco, Padre Abramo è ancora in ballo con il cuore che gli gioca brutti scherzi), chi per essere stato chiamato a ricevere il Premio (come alcuni anziani, colonne delle nostre comunità): ti sembra che tutto stia per crollare e invece, zàcchete, ti si aprono porte che ti sembravano chiuse!Mi era già successo in passato, quando nel 1974 stavo tentando di sfondare sul “fronte occidentale”, oltre Kassolol correndo, a mia insaputa, un grosso pericolo per la mia incolumità: ed ecco che il Signore mi venne ad aprire una strada dall’altra parte, verso sud, con la chiamata di Ejin e poi di Ehlalab, dove sono nate due consistenti comunità.Ora la storia si ripete. Noi parliamo di crisi e, pur in mezzo a mille difficoltà, si sta aprendo una porta tra i Jòla Baiot di Eramme dopo quanti anni di tentativi infruttuosi! Contemporaneamente ritorna un gruppo del villaggio di Bujin, che ci ha tenuti in scacco per più di trent’anni: si si, no no, magari chissà….. Per non dire dell’altro villaggio, Ejaten che, come Bujin, si “affaccia” proprio sulla frontiera con il Senegal.Pensate, già nel 1969, allo stesso tempo di Katon e di Kassolol, un gruppo di giovani di quel villaggio era venuto dal padre Spartaco Marmugi a chiedere il “cammino di Gesù”! Per noi era impossibile andare laggiù, proprio sulla frontiera. Eravamo nel pieno della guerra di indipendenza dal regime portoghese e dalla frontiera partivano gli attacchi contro le truppe coloniali, che già ci sospettavano di connivenza con gli indipendentisti: una nostra presenza laggiù avrebbe  significato la nostra espulsione immediata, come già era successo, anche per meno,  ad altri nostri missionari.A malincuore il padre li invitò a pregare aspettando tempi migliori e cercando anche di non scoprirsi troppo per non incorrere nelle sanzioni degli anziani del villaggio: la persecuzione in questo senso era forte in quei tempi anche a Suzana e negli altri due villaggi, Katon e Kassolol.Poi, col passare del tempo venimmo a sapere che Ampakaruncia, il giovane che guidava il gruppo, era morto in circostanze “misteriose”. Ma non troppo, visto come gli anziani sapevano maneggiare ogni tipo di veleno!&#8230;Ebbene, diversi anni fa da quel villaggio altri sono venuti, abbiamo camminato insieme: alcuni si sono ritirati, altri ancora sono venuti a mancare per cause giudicate “naturali” e, finalmente, la scorsa domenica, 16 Giugno festa della Santissima Trinità, la prima famiglia è stata battezzata, piccolissimo seme di quella che, per la sofferenza sopportata, sembra avere le carte in regola per divenire una bella comunità.Rimane una spina: nei tre villaggi Baiot più vicini a Suzana, ancora non scalfiti dal messaggio del Vangelo, è in corso una guerra fratricida che nemmeno le forze dell’ordine riescono a scongiurare, tanto che addirittura ci sono stati dei morti.Abbiamo bisogno di un supplemento di preghiera per poter offrire cammini di riconciliazione, nel nome e sull’esempio di Gesù, che “ha abbattuto nel suo sangue il muro di inimicizia” come dice Paolo agli Efesini.Magari, quando siete in ferie, ricordatevi di noi: una Avemaria dura pochi secondi……PS. Chiedo scusa per il ritardo di questa lettera. Tornato, ho trovato mio fratello Alfonso all’ospedale: malattia e complicazioni varie, e i miei programmi sono saltati. Ora, dopo due mesi di ospedale, manca solo la necessaria riabilitazione. Io riparto più o meno nel tempo programmato, con un forte sentimento di riconoscenza nel cuore. “Di qua e di là dal mare” ho sentito quanto siete vicini non solo alla missione, ma anche a me e ai miei cari. Un Grazie grosso come una casa a tutti voi. E a Lui: non è Lui per caso che ha detto che chi lascia tutto per lui riceve il centuplo in questo mondo e in più la vita eterna?  E quando ci si mette Lui!&#8230;.</p>
<p>Grazie, ciao e buone vacanze. Padre Zé.</p>
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		<title>&#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 14:15:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/Kassolol-int.-Montaggio-panche-nuove.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1485" title="kassolol-int-montaggio-panche-nuove" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/Kassolol-int.-Montaggio-panche-nuove-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Brugherio 12 Ottobre 2017</p>
<p>Carissimi, ancora una volta vi scrivo da Brugherio che, anche se da parecchi anni è assurta al rango di città, per me resta sempre il &#8220;paesello natio&#8221;, là dove sono le mie radici. E&#8217; ben vero che ormai sono molti di più gli anni trascorsi altrove che non quelli passati qui, ma le radici sono radici, fanno parte della nostra identità e su questo non si discute. Certo, la pianta cresce e allarga i rami, senza pretendere di selezionare gli uccelli che verranno a posarsi: a me il Signore ha chiesto di essere un ramo lungo fino all&#8217;Africa e mi va bene; se la pianta è buona non sarà la quantità nè la diversità degli uccelli che la faranno cadere!Uccelli a parte, qualche notizia, e non solo di lavori.L&#8217;otto Settembre scorso ha fatto la professione religiosa nella Congregazione dei Missionari Spiritani francesi il nostro Jacinto Sibandihó della comunità di Suzana, figlio di Raul Baliu Sibandihó, uno dei  nostri catechisti della prima ora e papà di padre Marco, sacerdote diocesano ordinato fin dal 2002. Così è il secondo dei suoi figli sulla strada del sacerdozio, e missionario per giunta. In febbraio sarà ordinato Diacono e poi ci diranno quando sarà ordinato prete.Appena dopo il mio rientro, che sarà il 12 Novembre, la domenica 19, o forse il sabato 18 ancora non si sa di preciso, verrà ordinato prete il diacono di cui vi ho parlato nella lettera precedente, don Matteo della comunità di Ejin, lui pure figlio di catechisti. Andrà a svolgere il suo ministero nella parrocchia di Mansoa dove anche il PIME ha lavorato per circa trent&#8217;anni e dove tuttora lavorano le suore missionarie dell&#8217;Immacolata, le suore del PIME.Non ho ancora finito: il 25 Novembre farà la professione solenne tra i Francescani e in seguito verrà ordinato diacono Frate Lucas, figlio di Albert, uno dei primi cristiani e catechista della comunità di Katon. Poi ci diranno quando anche lui sarà ordinato prete.Il vivaio sta dando ancora frutti, perché ci sono altri alle loro spalle che si stanno preparando, anche per il PIME, figuratevi!La speranza è che questi avvenimenti scuotano un po&#8217; anche gli altri giovani, che si stanno &#8220;addormentando&#8221; in una &#8220;stasi&#8221; senza vie d&#8217;uscita. Ve ne ho già parlato in passato, non sto a ripetermi: assenza di prospettive, che invece di &#8220;aguzzare l&#8217;ingegno&#8221; come si suol dire delle difficoltà, induce ad un immobilismo, ad una vera e propria inerzia propria di chi &#8220;si lascia vivere&#8221; invece di &#8220;aggredire&#8221; la vita con spirito di iniziativa. Ce la stiamo mettendo tutta per dare loro una mano, ma credo che ci voglia anche tanta testimonianza o, come si diceva una volta, tanto &#8220;buon esempio&#8221; da parte nostra.Orpo….., mi stavo dimenticando di darvi anche qualche notizia di noi.Il sottoscritto è arrivato in Italia già da tre settimane: la schiena mi sta &#8220;presentendo il conto&#8221; e, a parte tante altre cose, ha anche un po&#8217; ragione: le sgroppate in moto e le corse in fuoristrada là dove le strade non ci sono credo che possano lasciare un segno, tanto più che la cosa è durata quasi ciquant&#8217;anni ormai. Non me ne pento, tornerei a fare lo stesso (magari con un pochino di prudenza in più direbbe qualcuno&#8230;). L&#8217;importante è guardare avanti. La salute continua a reggere e allora guai a chi si ferma. Il lavoro sul terreno lo sta portando avanti il p. Abramo Cabral, il mio Parroco, con i suoi collaboratori, il diacono Don Maiuca che prossimamente sarà ordinato sacerdote e&#8230; sorpresa, un altro diacono, Don Vitor, arrivato a Suzana l&#8217;altro ieri più le suore e i catechisti. A me il compito di rifornirli di quanto serve: ricostruzione del cammino delle varie comunità, aspetti della cultura locale da relazionare col Vangelo, catechesi in lingua felupe, testi per incontri di preghiera, nuovi canti per la liturgia e sistemazione del repertorio, ecc. ecc.  E ancora un occhio all&#8217;officina per dare qualche dritta a chi sta ancora imparando,Come vedete, il lavoro non manca, grazie a Dio.  Ciò che più importa però è ancora quello che ci raccomanda papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di domenica 22 Ottobre. Dice testualmente così: &#8220;Anche quest&#8217;anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, &#8220;il primo e il più grande Evangelizzatore&#8221;, che continuamente ci invia&#8230;.&#8221;Mi sono venute in mente due cose. Primo, la metafora che papa Francesco ha usato parlando ai preti di Roma per dire loro che devono stare vicini alla gente: &#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;, tanto vicini da portarne con sè l&#8217;odore. Secondo: Paolo, nella seconda lettera ai Corinti, 2,15 usa la stessa metafora:&#8221;Noi siamo dinnanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono&#8230;&#8221;. Si può sapere come facciamo a &#8220;profumare&#8221; di Cristo se non stiamo vicini a Lui, se lo lasciamo da parte? E poi, scusate, come fa ad inviarci se siamo così lontani da non udirne la voce? Vogliamo costringere anche Lui a servirsi del telefonino per mandarci un sms?Per carità! Diamoci una mossa e diciamoGli di tenerci stretti a Lui: abbiamo tutto da guadagnare, per noi e per gli altri!</p>
<p>Auguri a tutti voi!</p>
<p>padre Zé</p>
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		<title>Don Matteo!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 13:58:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Suzana, Domenica 11. 06. 2017</p>
<p>Carissimi, avete visto la data? Niente di strano, solo che era Domenica, la Festa della SSma Trinità.E basta? Non proprio: era anche la festa di s. Barnaba, ma lui, discreto come sempre, si è ritirato in secondo piano per far emergere in tutto il suo splendore il NOME, i nuovo Nome di Dio che non è un &#8220;motore immobile&#8221;, come disse quel bel tipo di Aristotele, ma una &#8220;famiglia&#8221; intrisa di relazioni così profonde che di tre ne fanno  UNO, il Dio di Cristo, Padre e Figlio e Spirito Santo, tra Persone che si vogliono così bene, (un &#8220;bene da Dio&#8221;, è il caso di dirlo) da fare UN DIO SOLO,  che si chiama anche Amore.Mi è sempre stato simpatico Barnaba, &#8220;talent scout&#8221; formidabile e allenatore di prima classe: per la squadra di Cristo ha scoperto e lanciato un fuori classe del calibro di Saulo di Tarso, meglio conosciuto col &#8220;nome d&#8217;arte&#8221; che suona: &#8220;San  Paolo&#8221; si, quello che Gesù ha &#8220;placcato&#8221; sulla  strada per Damasco&#8230; Andate a leggere gli Atti degli Apostoli, cominciate pure dal capitolo  9  e andate fino al 15: bello no? Movimentato, pieno di colpi di scena più che un film d&#8217;azione&#8230; e senza effetti speciali, tutto genuino!Festa di S. Barnaba a parte, per la chiesa di Suzana è stata una data storica&#8230; e anche per me. Cosa credete, la chiesa di Suzana e il sottoscritto siamo stati una cosa sola da circa 50 anni, e lo siamo tuttora, anche se in maniera diversa: su questo non ci piove e ne ringrazio il Signore.Sapete, in questa data è cominciato il futuro.Mi spiego. Lo stavo preparando da anni e mi ci stavo preparando pure io, perché sapevo che si trattava di una cosa importante, molto importante.Fu nel 1972 che il p. Spartaco Marmugi, il mio &#8220;mister&#8221;, volle lanciarmi in prima squadra addirittura con la fascia di &#8220;capitano&#8221;. Allora la missione di Suzana non era ancora Parrocchia, in Guinea Bissau non c&#8217;era ancora nessuna diocesi, non c&#8217;era il Vescovo, ma un padre incaricato rappresentante del Papa, un po&#8217; così, alla buona.Ma non fu così alla buona che dovetti far fronte alla situazione: dopo poco più di un anno il Padre Marmugi venne a mancare e io&#8230; dovetti incominciare a sbrigarmela da solo.Il mio &#8220;mister&#8221; l&#8217;aveva previsto, sapeva di essere malato e ha giocato d&#8217;anticipo cercando di trasmettermi tutto quello che aveva accumulato in ventisei anni di vita missionaria in Guinea: non solo i cosiddetti &#8220;fondamentali&#8221;, ma anche la visione di gioco, il giocare a testa alta, avendo presente tutta la superficie del campo e quello che ci si muove&#8230;. E cominciai a preparare la &#8220;successione&#8221;, per facilitare il compito a chi avrebbe ricevuto da me il testimone della &#8220;staffetta&#8221; missionaria.Il Signore mi ha aiutato con delle comunità e delle persone stupende, ho potuto imparare moltissimo, tradurre con loro tutto il Nuovo Testamento, fare un mucchio di canti molti dei quali proprio nel loro stile, continuare la traduzione dei testi liturgici cominciata con il p. Marmugi, tradurre e inventare testi catechistici in lingua loro, registrarli per chi non sapeva leggere ( e per chi deve imparare la lingua felupe); abbiamo anche lanciato una radio parrocchiale per raggiungere tutti, che funziona dal 1995 e ora è affidata ai nostri laici.Insieme abbiamo fatto crescere le nostre comunità, affrontando insieme le difficoltà, imparando insieme dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di Paolo e C. come risolvere i problemi che ci si presentavano, nell&#8217;intento di rendere loro capaci di portare avanti la loro chiesa insieme con chi sarebbe venuto a succedermi.La storia s&#8217;è fatta lunga. Addirittura, trent&#8217;anni dopo quel 1972, la Missione di Suzana è stata &#8220;promossa&#8221; a Parrocchia e, <em>ipso facto</em>, io sono diventato Parroco.Così la mia anzianità di Parroco risale a solo quindici anni dei quarantacinque effettivi, ma non mi preoccupo: qui non ci sono bollini per la pensione, visto che nemmeno la pensione esiste&#8230;.E poi siamo o non siamo servi, non &#8220;inutili&#8221;, ma come spiega bene Silvano Fausti, &#8220;senza un utile&#8221;, cioè senza pretesa di essere pagati Certo, non avrei fatto nemmeno metà della metà di ciò che abbiamo realizzato in strutture per la pastorale e per insegnare a lavorare, se non avessi avuto alle spalle il folto gruppo degli amici dlla Missione, in prima linea Brugherio Oltremare, ma non solo.Ecco, ora guardiamo insieme verso il futuro: non è difficile, visto che, come dicevo, è già cominciato.Cinque anni fa, fulmine a ciel sereno, il Pime ha aperto a s. Domingos portandosi via i due missionari che avevo  a Suzana. Sono rimasto solo, del Pime, con la incipiente compagnia del mister Parkinson che già cominciava a darmi fastidio.Ma c&#8217;era una novità: da prima di Natale 2011 il Vescovo ci aveva mandato il P. Abramo Cabral, un prete diocesano con qualche anno di Messa. E&#8217; arrivato un po&#8217; &#8220;malconcio&#8221;, ma la nostra gente lo ha rimesso in piedi. La stoffa è buona ed è partito con il piede giusto. Di progressi ne ha fatti tanti e, soprattutto, è stato capace di capire la situazione, il cammino fatto da queste comunità a cominciare da p. Marmugi. Non finisce mai di chiedermi notizie e vuole sapere il perché e il percome di tante scelte fatte. Ci siamo trovati a condividere tante scelte, tanti punti di vista, tante posizioni anche attuali nel contesto della nostra Diocesi. Devo proprio dire che si è trattato di un ottimo acquisto.La gente gli vuole bene e se lo merita. C&#8217;è una bella armonia anche con gli altri collaboratori: tra di loro c&#8217;è buon sangue e intesa, e anche con me. Ma quello che più importa è che ci sia tra di loro, perché loro sono il futuro: la Chiesa di Guinea che cammina con i suoi piedi e che assume in prima persona il lavoro missionario.Quello che mi piace non è solo l&#8217;accordo tra di loro, ma anche la dinamicità: stanno viaggiando nei villaggi per la catechesi, che per ora preparo io in Felupe. Cercano anche di trovarsi insieme per studiare, per informarsi da me, per sostenersi: ci siamo organizzati su ritmi settimanali e pare che la cosa funzioni bene.Con tutte queste premesse, cosa volete che provassi quando abbiamo fatto le consegne nella celebrazione presieduta dal Vescovo? Il giorno prima, su due piedi avevo pensato e scritto una celebrazione vigilare che è stata molto apprezzata: il tasto giusto per prepararci spiritualmente.Avevo  il mio daffare per suonare e cantare, ma non ero distratto. Mi è sembrato tutto così naturale, l&#8217;avevo desiderato da così tanto tempo che&#8230;. tutto è andato liscio e sono tranquillo.Ciliegina sulla torta: sabato prossimo vado all&#8217;ordinazione diaconale del nostro Matteo di Ejin, figlio di catechisti e nipote di due figure eccezionali Kutujenuió e Anjiroken. Diciamo una famiglia &#8220;storica&#8221; della comunità di EJIN. Ho ragione o no di dire che il futuro è cominciato</p>
<p>Suzana 20 Giugno 2017</p>
<p>Siamo andati a Bissau. La chiesa della parrocchia di Antula non è ancora finita, ma ci ha &#8220;contenuti&#8221; tutti: grande, monumentale, solida, per ora senza porte e finestre.Una Messa interminabile, per ordinare due diaconi! Immaginatevi se c&#8217;era anche qualche prete!Ma la mia attenzione e la mia preghiera si concentravano soprattutto su Matteo e sulla sua famiglia, papà Ernesto e mamma Anita. Rivedevo come degli spezzoni di film, con la sua nonna Anjiroken, il nonno Kutujenuió, lo zio António: le prime colonne portanti della comunità di Ejin. Quante cose stupende mi ha fatto vedere il Signore! E sono lì, vive davanti a noi. Anche se noi ci incurviamo col passare degli anni, lo spettacolo offerto da questi giovani che accettano di consegnare la loro vita nelle mani del Signore ti da la carica. Pochi anni e la savana dà i suoi frutti. Ancora  una volta il Vescovo ha voluto sottolineare che Suzana è un vivaio di vocazioni. Che fortuna ho avuto di capitare tra questa gente, capace di accettare e far fruttificare il Vangelo anche più di noi! C&#8217;è sempre da imparare e da ringraziare il Signore.E poi l&#8217;altra novità: ci siamo messi di buzzo buono a rifare il ponte di Boaj, 106 metri su acqua salata, in piedi da 25 anni e ormai piuttosto malconcio. Si  sta  facendo bello con un sacco di cose nuove&#8230; con mio fratello Alfonso che è venuto qui e ha dato lo spintone giusto. No, non l&#8217;ha mica abbattuto!Cosa credete, lo spintone lo ha dato ai lavori ( e un po&#8217; anche &#8230;ai lavoratori) tanto che arrischiamo di finire il tutto prima che comincino le grandi piogge. Per noi era un sogno, ma adesso sta diventando realtà.Ora mio fratello riparte soddisfatto e qui ne parleranno per un bel po&#8217;: non è frequente vedere gente che lavora a quella maniera. Noi faremo le finiture che la pioggia ci permetterà di fare, ma il ponte è di nuovo lì, ringiovanito, a far bella mostra di sè&#8230; e a ricordare alla gente che con buona volontà, intelligenza e collaborazione si possono fare tante cose belle.Auguri a tutti voi anche per le vostre ferie, se riuscite a farle. Noi qui aspettiamo il solito gruppetto di giovani e abbiamo già messo in cantiere non poco lavoro da fare insieme per dare nuovo impulso alla catechesi. Guai a chi si addormenta!&#8230;.   Ciao a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre Zé</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1478" title="20170620_111805" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8230;&#8230;la bloggermania di padre Zè</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 18:55:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi, mentre vi scrivo voi state finendo un ponte lungo così mentre io &#8230; ancora non ho cominciato i lavori per ristrutturare il ponte di Boaj, in piedi dal 1992 e ormai fuori tempo massimo per la manutenzione.Intanto abbiamo riaperto la strada (chiamiamola così!), abbiamo ripulito il cantiere e bruciato quei fastidiosissimi fagiolini che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, mentre vi scrivo voi state finendo un ponte lungo così mentre io &#8230; ancora non ho cominciato i lavori per ristrutturare il ponte di Boaj, in piedi dal 1992 e ormai fuori tempo massimo per la manutenzione.Intanto abbiamo riaperto la strada (chiamiamola così!), abbiamo ripulito il cantiere e bruciato quei fastidiosissimi fagiolini che i felupes chiamano &#8220;emokai&#8221; e in criolo si chiamano &#8220;gnágnima&#8221;): basta che ne tocchi uno e ti infila nella pelle milioni di piccolissimi aghi che ti danno un prurito che lévati!. Con il conteiner è arrivata pure la pompa freni del nostro Lazzaro, il Leoncino OM militare resuscitato (Lazzaro, appunto) che ci servirà, insieme con il trattore, per trasportare tutto quel po&#8217;po&#8217; di materiale da qui al fiume.C&#8217;è da dire, di positivo, che appena abbiamo chiesto di pulire la strada dalla vegetazione, subito dai villaggi oltre il fiume si sono mossi: si vede che hanno interesse a che il ponte venga rimesso a nuovo, hanno capito che gli serve. Si tratterà di organizzarli in modo da agevolare la loro partecipazione ai lavori.Chi si muove comunque sono soprattutto gli adulti. I giovani? Generalmente assenti, apatici, amorfi, a-tutto.  Piange il cuore al vederli, quando li vedi, perché stanno alla larga da chi sanno che gli proporrebbe dei lavori: a meno che siano profumatamente pagati e&#8230; possibilmente in anticipo. Capito dov&#8217;è lo sviluppo? Intanto i motocoltivatori e pilariso giacciono inerti. Chi aveva imparato un po&#8217; a lavorarci, se l&#8217;è squagliata col denaro (poco) raggranellato e chi non ha ancora imparato&#8230;  probabilmente&#8230; aspetta tempi migliori.Abbiamo avuto l&#8217;altra settimana, a livello PIME,  un interessantissimo corso di aggiornamento tenuto dal dottor Raffaela Lavazzo, psichiatra e psicoterapeuta che in gioventù era stato alunno del PIME.Abbiamo chiesto anche a lui un aiuto per capire cosa stia succedendo a questi giovani e, soprattutto se ci sono appigli, rampini o simili per riuscire a smuoverli.Ricordo che parlandone dicevo: &#8220;Li guardi negli occhi, quando ci riesci e&#8230; vedi fuori dall&#8217;altra parte! Sono buchi, non c&#8217;è dentro niente!&#8221;.E&#8217; terribile come situazione, non vedono niente per cui &#8220;valga la pena di&#8230;&#8221;.Il peggio è che&#8230; ci sono dentro anche molti giovani cristiani, che dovrebbero aver incontrato quel Qualcuno per cui vale davvero la pena di rimboccarsi le maniche!. O forse siamo proprio noi che invece di essere dei &#8220;Giovanni Battista&#8221; che si tirano da parte perché vada avanti Lui, magari restiamo lì impalati come allocchi nell&#8217;illusione che la gente venga dietro a noi?&#8230;Qui nella nostra diocesi siamo in clima di Sinodo e uno dei grossi argomenti della Nuova Evangelizzazione dovrà essere proprio questo.A proposito di Sinodo&#8230; Cose turche!  Si è voluto cercare di aprire un dibattito &#8230; via blog! Qui in Guinea? Quanti hanno accesso a un computer? E  anche se ce l&#8217;hanno &#8216;sto benedetto computer, quanti hanno accesso alla corrente?Allora mi sono &#8220;rimpinzato&#8221;  di buona volontà e mi sono offerto di stampare tutti i contributi alla discussione che fossero apparsi nel blog della diocesi, facendone arrivare quattro copie a ognuna delle trenta parrocchie della diocesi, gratis naturalmente.  Primo invio. Risposte? Niente. Allora ho cominciato ad inviare articoli, riflessioni, provocazioni, chiedendo pareri e punti di vista differenti, per avviare qualcosa in vista della prima sessione che sarà in Febbraio. Non è stato un lavoro di piccola mole, anche perché, in via di incoraggiamento, ho voluto far conoscere profili di cristiani &#8220;riusciti&#8221;, che ci garantiscono che lo Spirito Santo è al lavoro e come!Così ho scritto di Demba e Maddalena, di Kutujenuió e Anjiroken e di altri, mi mancano ancora Pitrikó e Ambona&#8230; Risultato? Zero, tutto tace. Ah, no, recentemente c&#8217;è stato un intervento: uno sconosciuto spagnolo che chiede di inviargli una lettera per posta normale perché fa la raccolta di francobolli e non ne ha nemmeno uno della Guinea!  Ha trovato che per questo valeva la pena di scomodarsi!!!Ma non siamo pessimisti! C&#8217;è del buono di cui parlare e ringraziare il Signore.Intanto subito dopo Natale abbiamo il ringraziamento per il dono che il Signore ci ha fatto mandandoci un evangelizzatore del calibro di padre Spartaco MARMUGI. Rivivremo il suo ricordo e la sua presenza attraverso testimonianze, conferenze, teatro e&#8230;  il sacramento della cresima chiedendo al Signore che qualche altro cresimato di questa nostra chiesa diventi testimone e apostolo come lui.E poi, giusto domani comincio a predicare un corso di esercizi in preparazione al diaconato del nostro Maiuka che sarà ordinato sabato prossimo 17 dicembre qui a Suzana. E&#8217; destinato a questa parrocchia dove resterà anche da prete e saranno due con padre Abramo: io il terzo della cordata fin che avrò fiato.Siamo comunque in attesa delle date di ordinazione di altri due diaconi, tutti e due della nostra parrocchia: frate Luca figlio di Albert di Katon e don Matteo figlio di Ernesto di Ejin. E dite poco?Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Facendo scuola di Felupe a Maiuka e a suor Herika (ottimi alunni), ho fatto altre scoperte &#8220;linguistiche&#8221; che hanno aperto grossi e inattesi spiragli sulla cultura felupe, sulle loro concezioni filosofiche (proprio così, non scherzo) che fanno da supporto all&#8217;annuncio della Parola di Dio, per esempio per i primi due capitoli del libro del Genesi. Per ora ho solo materiale che ho scritto in Portoghese. Appena avrò un po&#8217; di tempo preparerò una traduzione in Italiano da mettere nel Sito (accidenti, hanno attaccato anche a me la bloggomania!?!?!).Quando si dice che non si finisce mai di imparare e ci vorrebbe un più di tempo e di pazienza per pensare!Il tempo è grazia, è &#8220;Kairós&#8221; ed è nel tempo che il Figlio di Dio ha voluto venire per incontrarci, per mettersi davanti a noi e invitarci a seguirLo, a mettere la nostra vita nelle Sue mani perché realizzi in noi il Suo disegno di salvezza: è qui che poggia la nostra speranza, incrollabile perché proviene da una certezza che ci viene da Lui, cioè che Lui ci vuole bene e Gli stiamo a cuore, tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non lo sanno e che , quando li guardi negli occhi, vedi fuori dall&#8217;altra parte e non ci trovi nemmeno un briciolo di speranza&#8230;.</p>
<p>Buon Natale e buon anno a tutti voi da tutti noi, nella gioia del Signore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre  Zé</p>
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		<title>Una Missione in Espansione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 14:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltremare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi /e amici /e Anche quest’anno  la Pasqua ci sorprende con il suo richiamo di gioia dopo un periodo di conversione per giungere a un cuore riconciliato affinché la pace sia nei nostri cuori. La pace pare una meta sempre più difficile, l’immagine più comune mi pare sia quella della pietra collocata davanti al sepolcro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Senza-titolo-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-614" title="Senza-titolo-2" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Senza-titolo-21-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Carissimi /e amici /e<br />
Anche quest’anno  la Pasqua ci sorprende con il suo richiamo di gioia dopo un periodo di conversione per giungere a un cuore riconciliato affinché la pace sia nei nostri cuori. La pace pare una meta sempre più difficile, l’immagine più comune mi pare sia quella della pietra collocata davanti al sepolcro del Signore, dell’esperienza delle donne che andando al sepolcro si chiedevano :”Come faremo a togliere la pietra? Ma grande fu la loro sorpresa quando videro che  <strong>Qualcuno</strong> le aveva anticipate compiendo quello che loro non avrebbero potuto fare!” E’ l’augurio che faccio a me e a voi è che il Signore continui a precederci, rotolando via le pietre che a noi sembrano impossibili ,soprattutto  quelle della pace del nostro cuore e tra i popoli, ma ancora di più quelle che impediscono il nostro incontro con lui, il Risorto! Auguri, quindi, di un incontro gioioso col Risorto che ci attende, come Maria di Magdala, nell’”orto” della nostra vita quotidiana per rafforzare la nostra  fede e il nostro amore affinché diventino forza per affrontare le difficoltà ciascuno di noi vive. Il mio lavoro e missione vanno avanti e, come sempre camminano con la Provvidenza che ciascuno di voi è nelle mani del Signore. Adesso al Signore piacendo, abbiamo bisogno di creare ombra in uno spazio abbastanza ampio dove i bambini possano giocare, rappresentare, realizzare canti e danze ed esprimere le loro potenzialità nella gioia e nella creatività: un modo semplice per crescere nell’autostima di sé, superare traumi della loro vita difficile di bimbi orfani o abbandonati. Oltre all’ombra vogliamo aggiungere una sala e un ripostiglio : il tutto costituisce un’area di 290mq. La spesa è abbastanza forte, ma sono sicura che con la carità partecipativa di tutti voi potremo anche noi, qui in Mozambico, vedere la <em>pietra arrotolata via </em>e anche i nostri bambini e Responsabili della loro educazione fare esperienza di <strong>Qualcuno </strong>che ci attende per comunicargli la gioia della Risurrezione. I bambini, ogni giorno, con semplicità ringraziano il signore per il pranzo che gli viene offerto e non dimenticano di ringraziarlo per i loro amici benefattori lontani. Anche in casa esigono che prima di mangiare i nonni ringrazino e cantino al Signore, lo fanno per loro, ma anche per tutti voi che li sostenete con affetto e amore. La nostra è una catechesi pratica, ma sentiamo che i bambini sono contenti di pregare il Padre dei cieli. Forse lo vivono come un momento magico: poter chiamare Padre  loro che non hanno Papà! Piano piano cresceranno e il volto di Dio amore si rivelerà ai loro cuori.<br />
Sto aspettando i disegni dell’area da coprire. L’ho intravisto ed è una cosa carina.<br />
Carissimi/e accompagno la confusione italiana e mondiale, preoccupante! Si dice che Dio scrive dritto tra le righe storte, a volte nella preghiera mi fermo a pensare: da che parte Dio comincia a scrivere? Un vero mistero, ma la verità è che lui ci invita a lasciaci  coinvolgere dalla gioia della risurrezione per rinnovare la nostra fede e speranza in Lui, vera roccia della nostra vita. Il mio augurio che lo spirito del risorto ci doni pace e gioia vera. Il mio augurio che lo spirito del risorto ci doni pace e gioia vera.<br />
Con grande affetto i miei migliori  auguri<br />
<em>Irene missionaria in Mozambico</em></p>
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		<title>1° Aprile 2011 Scherzi da Suzana</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 15:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanshore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti dal mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Carissimi, no, non è uno scherzo, anche se la data lo farebbe pensare. Il fatto che è il primo Aprile mi ricorda che tra ventitre giorni è Pasqua, per cui vi faccio gli auguri, e ve li faccio in sintonia col Papa. Nel suo messaggio per la Quaresima ci ricorda che questa è la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Katon-colone-2bis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-521" title="Katon colone 2bis" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Katon-colone-2bis-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Carissimi,</p>
<p>no, non è uno scherzo, anche se la data lo farebbe pensare. Il fatto che è il primo Aprile mi ricorda che tra ventitre giorni è Pasqua, per cui vi faccio gli auguri, e ve li faccio in sintonia col Papa. Nel suo messaggio per la Quaresima ci ricorda che questa è la strada su cui camminiamo verso la Pasqua, e la Pasqua vuol dire incontro con Cristo: immaginatevi se si può camminare con una faccia da funerale o con un “muso lungo da quaresima”!Proprio per niente, si va verso la ripartenza di un’avventura stupenda: altro che caccia al tesoro!</p>
<p>Ce l’abbiamo già, ricevuto gratis proprio con il Battesimo. Cercatelo ‘sto messaggio; nell’era di internet<br />
non è per niente difficile trovarlo. Leggetelo, meditatelo e… via, in pista!<br />
Buon viaggio!</p>
<p>La strada è aperta, anche se in salita, con tutto quallo che succede a questo mondo. Sembra proprio di risentire le parole di Gesù: “Guerre, terremoti, pestilenze….”  E soggiunge: “Ma voi alzate la testa: la salvezza è vicina!” Ci sarebbe da lasciarsi cascare le braccia con quelloo che succede e sembra andare in senso contrario, nel senso della morte… Epuure dipende proprio da noi il far andare tutto questo nel senso della Resurrezione! Se no la fede cosa ce l’abbiamo a fare: Dio mica ce l’ha data per rinchiuderla in cantina!</p>
<p>La vita va avanto, anche con piccoli segni. Qui ci sono due foto prese proprio oggi, primo Aprile. Abbiamo finalmente ripreso i lavori per la nuova missione di Katon. La comunità ci si è messa di buona volontà, noi abbiamo avuto contrattempi di varie specie, ma oggi ce l’abbiamo fatta. E pensare che solo ieri sera siamo tornsati da Bissau dove eravamo andati per una riunione del PIME.</p>
<p>In precedenza abbiamo avuto altri lavori urgenti, tra cui la preparazione della casa in cui vanno a stare, proprio domani, le suore che ormai sono conosciute come “di San Domingo”. Casa adattata, resa sicura da porta “blindata” e porta zanzariera, finestre a zanzariera, arredamento completo e suppellettili varie, tutte uscite in quattrio e quattr’otto dai “conteiners-magazzini” in cui conserviamo i materiali riciclabili che ci procurano gli amici e l’infaticabile EDgardo ci fa pervenire. Poi anch’ io i giorni scorsi… avevo perso qualche colpo, il motore batteva un po’ in testa, ma adesso si è registratro bene e via, andiamo.</p>
<p>E siamo andati, a Katon, con i nostri dell’officina e con l’amico Attilio di Lomagna. In men che non si dica, grazie alle ultime “conquiste della tecnica” di casa nostra, abbiamo messo in piedi le sei colonne centrali della chiesa. Tutto pronto, lunedì le cementiamo. Intanto a Suzana c’è già pronto un mucchio di roba: quasi tutte le capriate e le restanti colonne. Quelli di Katon continueranno a mattere in opera i blocchi  in cemento che la comunità ha preparato con lavoro volontario ( più di mille, finalmente!) e a questa maniera arriviamo a buon punto.</p>
<p>Vi terremo informati.</p>
<p>Ma la chiesa non cammina solo con colonne, capriate, gettate, coperture e arredamenti. Staremmo freschi! Va anche con le zampette di piccoli bipedi umani che per vederli bisogna essere in due, tanto sono di statura “spregevole”, ma che… sono un poema!</p>
<p>Sentite questa.</p>
<p>Mercoledì 23 Marzo pomeriggio. Arrivo a Ehlalab in motorino. Non sto molto bene. Aspetto la gente che venga. Mi piazzo in cappella, su una sedia e recito i Vespri. A un certo punto arriva un trottolino trotterellante, entra in cappella là da dietro, fa qualche passo al piccolo trotto poi si blocca, abbozza una genuflessione che vorrebbe essere di un ginocchio solo, ma si trova spiazzato a terra sulle due ginocchia: poca differenza da qualche secondo fa, quando era ancora in piedi. Ma ecco che abbozza pure un segno di croce. Con la coda dell’occhio vedo che si ingarbuglia. Mi volgo un poco verso di lui e attacco un bel segno di croce. Mi vede, segue i miei movimento e riesce ad arrivare in fondo anche lui al secondo tentativo,  fatto seguendo i movimenti della mia mano.  Mi lancia un’occhiatina di intesa e sfoggia un sorriso birichino… che ti vien voglia di manjgiarlo in un boccone!<br />
Si rialza, riprende a trotterellare verso l’interno della cappella, arriva al posto in cui di solito si inginocchia sua madre. Ci si inginocchia pure lui, poi guarda verso il tabernacolo e rimane li qualche manciata di secondi. Il tempo perché io dica a Gesù:” Lo vedi? Quello è Éri|, lo conosci anche tu: neanche tre anni e mezzo di bambino, ma hai visto che bravo? Cosa vuol dire una famiglia cristiana! Grazie, Gesù. Tienigli una mano sulla testa!”. Sì, proprio!<br />
La testolina si era già alzata, mica tanto su quelle gambette che hanno ripreso a trotterellare per riportare il loro “titolare” fuori della cappella. Ma mica a ‘sta maniera, cosa credete! Arrivato quasi all’uscita, si gira, la genuflessione gli va quasi dritta, si rialza e continua la sua strada, sempre al piccolo trotto… Non prima di avermi lanciato un’altra occhiatina… di trionfo: Hai visto?</p>
<p>Come mi sono riusciti bene i Vespri di quel mercoledì di Quaresima! Grazie, Gesù, ne vale proprio la pena! Non vi pare?</p>
<p>Di nuovo auguri di Buona Pasqua a tutti voi da tutti noi.<br />
Anche da Érin.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"> <em>Padre Fumagalli  (padre Zé) &#8211; Suzana, Guinea Bissau, Aprile 2011</em></p>
<p style="text-align: left;" align="center">
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