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	<title>Brugherio Oltremare &#187; guinea bissau</title>
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		<title>&#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 14:15:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/Kassolol-int.-Montaggio-panche-nuove.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1485" title="kassolol-int-montaggio-panche-nuove" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/Kassolol-int.-Montaggio-panche-nuove-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Brugherio 12 Ottobre 2017</p>
<p>Carissimi, ancora una volta vi scrivo da Brugherio che, anche se da parecchi anni è assurta al rango di città, per me resta sempre il &#8220;paesello natio&#8221;, là dove sono le mie radici. E&#8217; ben vero che ormai sono molti di più gli anni trascorsi altrove che non quelli passati qui, ma le radici sono radici, fanno parte della nostra identità e su questo non si discute. Certo, la pianta cresce e allarga i rami, senza pretendere di selezionare gli uccelli che verranno a posarsi: a me il Signore ha chiesto di essere un ramo lungo fino all&#8217;Africa e mi va bene; se la pianta è buona non sarà la quantità nè la diversità degli uccelli che la faranno cadere!Uccelli a parte, qualche notizia, e non solo di lavori.L&#8217;otto Settembre scorso ha fatto la professione religiosa nella Congregazione dei Missionari Spiritani francesi il nostro Jacinto Sibandihó della comunità di Suzana, figlio di Raul Baliu Sibandihó, uno dei  nostri catechisti della prima ora e papà di padre Marco, sacerdote diocesano ordinato fin dal 2002. Così è il secondo dei suoi figli sulla strada del sacerdozio, e missionario per giunta. In febbraio sarà ordinato Diacono e poi ci diranno quando sarà ordinato prete.Appena dopo il mio rientro, che sarà il 12 Novembre, la domenica 19, o forse il sabato 18 ancora non si sa di preciso, verrà ordinato prete il diacono di cui vi ho parlato nella lettera precedente, don Matteo della comunità di Ejin, lui pure figlio di catechisti. Andrà a svolgere il suo ministero nella parrocchia di Mansoa dove anche il PIME ha lavorato per circa trent&#8217;anni e dove tuttora lavorano le suore missionarie dell&#8217;Immacolata, le suore del PIME.Non ho ancora finito: il 25 Novembre farà la professione solenne tra i Francescani e in seguito verrà ordinato diacono Frate Lucas, figlio di Albert, uno dei primi cristiani e catechista della comunità di Katon. Poi ci diranno quando anche lui sarà ordinato prete.Il vivaio sta dando ancora frutti, perché ci sono altri alle loro spalle che si stanno preparando, anche per il PIME, figuratevi!La speranza è che questi avvenimenti scuotano un po&#8217; anche gli altri giovani, che si stanno &#8220;addormentando&#8221; in una &#8220;stasi&#8221; senza vie d&#8217;uscita. Ve ne ho già parlato in passato, non sto a ripetermi: assenza di prospettive, che invece di &#8220;aguzzare l&#8217;ingegno&#8221; come si suol dire delle difficoltà, induce ad un immobilismo, ad una vera e propria inerzia propria di chi &#8220;si lascia vivere&#8221; invece di &#8220;aggredire&#8221; la vita con spirito di iniziativa. Ce la stiamo mettendo tutta per dare loro una mano, ma credo che ci voglia anche tanta testimonianza o, come si diceva una volta, tanto &#8220;buon esempio&#8221; da parte nostra.Orpo….., mi stavo dimenticando di darvi anche qualche notizia di noi.Il sottoscritto è arrivato in Italia già da tre settimane: la schiena mi sta &#8220;presentendo il conto&#8221; e, a parte tante altre cose, ha anche un po&#8217; ragione: le sgroppate in moto e le corse in fuoristrada là dove le strade non ci sono credo che possano lasciare un segno, tanto più che la cosa è durata quasi ciquant&#8217;anni ormai. Non me ne pento, tornerei a fare lo stesso (magari con un pochino di prudenza in più direbbe qualcuno&#8230;). L&#8217;importante è guardare avanti. La salute continua a reggere e allora guai a chi si ferma. Il lavoro sul terreno lo sta portando avanti il p. Abramo Cabral, il mio Parroco, con i suoi collaboratori, il diacono Don Maiuca che prossimamente sarà ordinato sacerdote e&#8230; sorpresa, un altro diacono, Don Vitor, arrivato a Suzana l&#8217;altro ieri più le suore e i catechisti. A me il compito di rifornirli di quanto serve: ricostruzione del cammino delle varie comunità, aspetti della cultura locale da relazionare col Vangelo, catechesi in lingua felupe, testi per incontri di preghiera, nuovi canti per la liturgia e sistemazione del repertorio, ecc. ecc.  E ancora un occhio all&#8217;officina per dare qualche dritta a chi sta ancora imparando,Come vedete, il lavoro non manca, grazie a Dio.  Ciò che più importa però è ancora quello che ci raccomanda papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di domenica 22 Ottobre. Dice testualmente così: &#8220;Anche quest&#8217;anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, &#8220;il primo e il più grande Evangelizzatore&#8221;, che continuamente ci invia&#8230;.&#8221;Mi sono venute in mente due cose. Primo, la metafora che papa Francesco ha usato parlando ai preti di Roma per dire loro che devono stare vicini alla gente: &#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;, tanto vicini da portarne con sè l&#8217;odore. Secondo: Paolo, nella seconda lettera ai Corinti, 2,15 usa la stessa metafora:&#8221;Noi siamo dinnanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono&#8230;&#8221;. Si può sapere come facciamo a &#8220;profumare&#8221; di Cristo se non stiamo vicini a Lui, se lo lasciamo da parte? E poi, scusate, come fa ad inviarci se siamo così lontani da non udirne la voce? Vogliamo costringere anche Lui a servirsi del telefonino per mandarci un sms?Per carità! Diamoci una mossa e diciamoGli di tenerci stretti a Lui: abbiamo tutto da guadagnare, per noi e per gli altri!</p>
<p>Auguri a tutti voi!</p>
<p>padre Zé</p>
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		<title>&#8230;&#8230;la bloggermania di padre Zè</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 18:55:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, mentre vi scrivo voi state finendo un ponte lungo così mentre io &#8230; ancora non ho cominciato i lavori per ristrutturare il ponte di Boaj, in piedi dal 1992 e ormai fuori tempo massimo per la manutenzione.Intanto abbiamo riaperto la strada (chiamiamola così!), abbiamo ripulito il cantiere e bruciato quei fastidiosissimi fagiolini che i felupes chiamano &#8220;emokai&#8221; e in criolo si chiamano &#8220;gnágnima&#8221;): basta che ne tocchi uno e ti infila nella pelle milioni di piccolissimi aghi che ti danno un prurito che lévati!. Con il conteiner è arrivata pure la pompa freni del nostro Lazzaro, il Leoncino OM militare resuscitato (Lazzaro, appunto) che ci servirà, insieme con il trattore, per trasportare tutto quel po&#8217;po&#8217; di materiale da qui al fiume.C&#8217;è da dire, di positivo, che appena abbiamo chiesto di pulire la strada dalla vegetazione, subito dai villaggi oltre il fiume si sono mossi: si vede che hanno interesse a che il ponte venga rimesso a nuovo, hanno capito che gli serve. Si tratterà di organizzarli in modo da agevolare la loro partecipazione ai lavori.Chi si muove comunque sono soprattutto gli adulti. I giovani? Generalmente assenti, apatici, amorfi, a-tutto.  Piange il cuore al vederli, quando li vedi, perché stanno alla larga da chi sanno che gli proporrebbe dei lavori: a meno che siano profumatamente pagati e&#8230; possibilmente in anticipo. Capito dov&#8217;è lo sviluppo? Intanto i motocoltivatori e pilariso giacciono inerti. Chi aveva imparato un po&#8217; a lavorarci, se l&#8217;è squagliata col denaro (poco) raggranellato e chi non ha ancora imparato&#8230;  probabilmente&#8230; aspetta tempi migliori.Abbiamo avuto l&#8217;altra settimana, a livello PIME,  un interessantissimo corso di aggiornamento tenuto dal dottor Raffaela Lavazzo, psichiatra e psicoterapeuta che in gioventù era stato alunno del PIME.Abbiamo chiesto anche a lui un aiuto per capire cosa stia succedendo a questi giovani e, soprattutto se ci sono appigli, rampini o simili per riuscire a smuoverli.Ricordo che parlandone dicevo: &#8220;Li guardi negli occhi, quando ci riesci e&#8230; vedi fuori dall&#8217;altra parte! Sono buchi, non c&#8217;è dentro niente!&#8221;.E&#8217; terribile come situazione, non vedono niente per cui &#8220;valga la pena di&#8230;&#8221;.Il peggio è che&#8230; ci sono dentro anche molti giovani cristiani, che dovrebbero aver incontrato quel Qualcuno per cui vale davvero la pena di rimboccarsi le maniche!. O forse siamo proprio noi che invece di essere dei &#8220;Giovanni Battista&#8221; che si tirano da parte perché vada avanti Lui, magari restiamo lì impalati come allocchi nell&#8217;illusione che la gente venga dietro a noi?&#8230;Qui nella nostra diocesi siamo in clima di Sinodo e uno dei grossi argomenti della Nuova Evangelizzazione dovrà essere proprio questo.A proposito di Sinodo&#8230; Cose turche!  Si è voluto cercare di aprire un dibattito &#8230; via blog! Qui in Guinea? Quanti hanno accesso a un computer? E  anche se ce l&#8217;hanno &#8216;sto benedetto computer, quanti hanno accesso alla corrente?Allora mi sono &#8220;rimpinzato&#8221;  di buona volontà e mi sono offerto di stampare tutti i contributi alla discussione che fossero apparsi nel blog della diocesi, facendone arrivare quattro copie a ognuna delle trenta parrocchie della diocesi, gratis naturalmente.  Primo invio. Risposte? Niente. Allora ho cominciato ad inviare articoli, riflessioni, provocazioni, chiedendo pareri e punti di vista differenti, per avviare qualcosa in vista della prima sessione che sarà in Febbraio. Non è stato un lavoro di piccola mole, anche perché, in via di incoraggiamento, ho voluto far conoscere profili di cristiani &#8220;riusciti&#8221;, che ci garantiscono che lo Spirito Santo è al lavoro e come!Così ho scritto di Demba e Maddalena, di Kutujenuió e Anjiroken e di altri, mi mancano ancora Pitrikó e Ambona&#8230; Risultato? Zero, tutto tace. Ah, no, recentemente c&#8217;è stato un intervento: uno sconosciuto spagnolo che chiede di inviargli una lettera per posta normale perché fa la raccolta di francobolli e non ne ha nemmeno uno della Guinea!  Ha trovato che per questo valeva la pena di scomodarsi!!!Ma non siamo pessimisti! C&#8217;è del buono di cui parlare e ringraziare il Signore.Intanto subito dopo Natale abbiamo il ringraziamento per il dono che il Signore ci ha fatto mandandoci un evangelizzatore del calibro di padre Spartaco MARMUGI. Rivivremo il suo ricordo e la sua presenza attraverso testimonianze, conferenze, teatro e&#8230;  il sacramento della cresima chiedendo al Signore che qualche altro cresimato di questa nostra chiesa diventi testimone e apostolo come lui.E poi, giusto domani comincio a predicare un corso di esercizi in preparazione al diaconato del nostro Maiuka che sarà ordinato sabato prossimo 17 dicembre qui a Suzana. E&#8217; destinato a questa parrocchia dove resterà anche da prete e saranno due con padre Abramo: io il terzo della cordata fin che avrò fiato.Siamo comunque in attesa delle date di ordinazione di altri due diaconi, tutti e due della nostra parrocchia: frate Luca figlio di Albert di Katon e don Matteo figlio di Ernesto di Ejin. E dite poco?Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Facendo scuola di Felupe a Maiuka e a suor Herika (ottimi alunni), ho fatto altre scoperte &#8220;linguistiche&#8221; che hanno aperto grossi e inattesi spiragli sulla cultura felupe, sulle loro concezioni filosofiche (proprio così, non scherzo) che fanno da supporto all&#8217;annuncio della Parola di Dio, per esempio per i primi due capitoli del libro del Genesi. Per ora ho solo materiale che ho scritto in Portoghese. Appena avrò un po&#8217; di tempo preparerò una traduzione in Italiano da mettere nel Sito (accidenti, hanno attaccato anche a me la bloggomania!?!?!).Quando si dice che non si finisce mai di imparare e ci vorrebbe un più di tempo e di pazienza per pensare!Il tempo è grazia, è &#8220;Kairós&#8221; ed è nel tempo che il Figlio di Dio ha voluto venire per incontrarci, per mettersi davanti a noi e invitarci a seguirLo, a mettere la nostra vita nelle Sue mani perché realizzi in noi il Suo disegno di salvezza: è qui che poggia la nostra speranza, incrollabile perché proviene da una certezza che ci viene da Lui, cioè che Lui ci vuole bene e Gli stiamo a cuore, tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non lo sanno e che , quando li guardi negli occhi, vedi fuori dall&#8217;altra parte e non ci trovi nemmeno un briciolo di speranza&#8230;.</p>
<p>Buon Natale e buon anno a tutti voi da tutti noi, nella gioia del Signore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre  Zé</p>
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		<title>Brutte notizie</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 07:50:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Brugherio 10 Giugno 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Carissimi,ancora una volta inizio a scrivere questa letterina a partire dal paesello natio. I controlli medici si sono fatti frequenti, anche se non ci sono motivi di allarme. Anzi vi posso dire che il neurologo che monitora il morbo di Parkinson ci ha trovati bene, sia me sia il mio ospite mister parkinson, che cerco di tenere buono buono perché non si arrabbi e non si metta a fare le bizze. Questa volta il soggiorno in Italia sarà un po&#8217; più lungo: due mesi. Me l&#8217;ha detto il mio Superiore, aggiungendo che devo anche riposare un po&#8217;, magari in montagna. Ai superiori noi abbiamo promesso obbedienza, per cui&#8230;.  alle volte ci riusciamo anche a dire di si. Poi c&#8217;è anche il detto secondo cui al medico bisogna proprio obbedire, se no sono guai. Il guaio vero è che il mio superiore è anche medico, per cui&#8230; non si scappa. Come diceva il poeta latino: cade in Scilla chi vuol evitare Cariddi.Ho dovuto interrompere la lettera e la riprendo solo dopo alcuni giorni, purtroppo con una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno: due delle suore adoratrici del sangue di Cristo, suor Romana Sacchetti e suor Esperia Sulis sono morte in un incidente stradale, a Bula, lontane dalla loro missione. La suora che guidava, suor Chantal, nativa del Benin, è rimasta gravemente ferita, come pure ferite sono rimaste, chi più chi meno, le ragazze che viaggiavano dietro.Andavano all&#8217;ordinazione di un sacerdote guineano del loro Istituto: macchina stracarica, asfalto sbrecciato sui margini tutti rotti e con dislivello notevole col resto del terreno, autista con poca pratica: la macchina, che non correva forte, deve aver messo una ruota giù dall&#8217;asfalto e si è inclinata, la suora deve aver perso il controllo, nel panico probabilmente ha pigiato il pedale sbagliato, cioè l&#8217;acceleratore invece del freno, e la macchina è schizzata:ha capottato più volte, suor Romana è morta sul colpo, suor Esperia appena giunta all&#8217;ospedale, cosciente, sapendo di morire.Suor Romana, dopo una esperienza di missione in Tanzania, era giunta in Guinea nel  1981 a dar man forte alle prime quattro consorelle arrivate l&#8217;anno prima. Infermiera instancabile nel girare in un&#8217;infinità di villaggi per assistere mamme e bambini: un&#8217;autentica istituzione! Suor Esperia era maestra, catechista con una preparazione considerevole, affinata poi dall&#8217;esperienza di catechista itinerante del Movimento Neocatecumenale. E&#8217; arrivata in Guinea nel 1984 e si è dedicata subito alla catechesi nella nuova parrocchia di Ingorè, che proprio allora nasceva con territorio scorporato dalla missione di Suzana. Abbiamo collaborato non poco ed ho potuto apprezzarne la competenza e la dedizione appassionata con cui accompagnava la formazione dei catecumeni.Umanamente parlando si tratta di una grossa perdita, calcolando le poche forze che abbiamo, di fronte a una mole di lavoro che grazie a Dio va aumentando, Sappiamo però che gli &#8220;operai della messe&#8221; li conta LUI, il Padrone della messe. A noi compete pregare perché dia alle due suore il &#8220;soldo&#8221; che lui ha promesso e perché chiami altri operai per la messe; ricordandogli pure che sostenga noi che siamo rimasti a lavorare, soprattutto le consorelle, le persone che stavano assistendo o accompagnando, le loro comunità; e i famigliari che da lontano sono rimasti colpiti dalla loro scomparsa.La fede ci fa guardare avanti, decifrando i segni del suo amore che Lui moltiplica sul nostro cammino, segni che ci confermano nella volontà di seguirLo sempre, annunciando Lui, ragione della speranza nostra e di ogni persona che gli fa spazio nella sua vita.Alcuni di questi segni li abbiamo visti anche nelle nostre comunità, che hanno espresso nuovi &#8220;operai della messe&#8221;.La domenica 10 Aprile festa in borgo. Tutte le comunità riunite per la Messa di ringraziamento per l&#8217;Ordinazione sacerdotale di un nuovo Felupe doc, padre Massimo Kapina o.f.m. avvenuta il sabato dentro l&#8217;Ottava di Pasqua: freschissima dunque.Papà e mamma del novello prete, frate francescano, sono Felupes nati e cresciuti a Suzana; il papà battezzato il 5 giugno &#8217;69, col secondo gruppo, la mamma nel &#8217;70. Sposati nel &#8217;71, uno dei primissimi matrimoni tra giovani cristiani. Dopo l&#8217;indipendenza, nel 1974, non vedendo ancora figli, si trasferirono a Cumura, presso Bissau, inserendosi nella comunità cristiana di quella parrocchia come membri attivi, soprattutto nella pastorale delle famiglie.Macellata la rituale mucca, che sempre fa le spese delle feste di una certa portata, abbiamo pure rivissuto momenti dell&#8217;esperienza di vita con Padre Spartaco Marmugi, ricordando raccomandazioni tipicamente sue, che poi, quel giorno stesso ho avuto la gioia di vedere assimilate da elementi delle nostre comunità, dal p. Massimo stesso e da altri collaboratori, che le hanno espresse in modo vivo ed ineccepibile. Ho visto questa chiesa camminare coi suoi piedi, lavorare con le sue braccia e parlare in prima persona con chiarezza e convinzione. Sia ringraziato il Signore.Il 26 Maggio, dopo il mio rientro in Italia per i soliti controlli, nella comunità di Katon, prima professione di una nuova suora marianita: suor Noemi Ampajau, figlia di Simone e Mari venuta a mancare nel 2007.Noemi fu battezzata da me a Katon bambina di sei anni, insieme coi genitori nel &#8217;92 ed è la prima suora di quella comunità, anche se, nel computo delle suore felupes, si trova all&#8217;ottavo posto.Davvero il seme gettato da p. Marmugi sta fruttificando! Noi ci spendiamo volentieri perché nulla vada perso, anzi perché possa fruttificare il cento per uno, tanto è stato irrorato di sofferenza, specie nelle persecuzioni che agli inizi della comunità di Katon infuriarono con apice nel &#8217;73, ultimo anno di vita di p. Spartaco.Quest&#8217;anno ricorre il centenario della nascita di p. Spartaco Marmugi, nato a Sovigliana di Vinci (FI) appunto nel 1916. Abbiamo intenzione di illustrarne la sua figura anche ai più giovani, che non l&#8217;hanno conosciuto, perché si rendano conto di quale dono il Signore ha fatto alla loro gente.E a me. Stiamo vedendo come farne partecipi anche tutti voi. Forse ci riusciremo, un pochino.Il mio rientro a Suzana è previsto per il 19 Luglio pv.A Suzana finora non sta piovendo. Vi chiedo di pregare il Signore perché ci pensi!GRAZIE. Buone ferie: Auguri a tutti voi da tutti noi.</p>
<p> <a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/07/le-due-suore-decedute-nellincidente.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1450" title="le due suore decedute nell'incidente" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/07/le-due-suore-decedute-nellincidente-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p align="center">p. Zé  (p. Giuseppe Fumagalli)</p>
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		<title>Priya</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 08:53:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2015/10/Cattura1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1422" title="padre ze e priya" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2015/10/Cattura1-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>Carissimi, rieccomi in Guinea Bissau, felicemente arrivato, anche se ho viaggiato in compagnia del &#8220;fuoco di sant&#8217;Antonio&#8221;, che però si sta spegnendo: siamo alla brace e speriamo che si spenga presto.Ho visto con piacere l&#8217;interesse per la mostra del cinquantesimo di Brugherio Oltremare, con l&#8217;appendice della provocazione che ha cercato di smuovere le acque.Piano piano si è chiarita e spero proprio che non si sia addormentata, travolta dall&#8217;attualità incalzante.Ora faccio un piccolo &#8220;ribattino&#8221;. La sapete l&#8217;ultima? Arrivo in Guinea, mi fermo a Bissau per un incontro di noi missionari del Pime e&#8230; sorpresa! Mi ritrovo Priya, una ragazza, indiana di nascita, adottata da una famiglia di Sant&#8217;Albino e impegnata qui in Gunea come laica missionaria del Pime per tre anni.Ma lo capite che cosa vuol dire? Vuol dire che qualcuno, venuto da &#8220;oltre il mare&#8221; e cresciuto nella nostra comunità pastorale, è ripartito per &#8220;oltre il mare&#8221; per testimoniare il Vangelo che ha ricevuto.Quando ero lì  dicevo che &#8220;Brugherio Oltremare&#8221; continua la sua esperienza cinquantennale , animando la comunità perché accompagni i missionari partiti per oltre il mare. Ma la città di Brugherio, la Comunità pastorale dell&#8217;Epifania che cosa fa per l&#8217;oltremare venuto tra di noi?Cerchiamo di non essere scettici né malfidenti: il Signore sa sorprenderci sempre, non si lascia vincere in generosità e ripaga sempre con qualcosa che ci fa guardare avanti.Mi ha fatto re-incontrare qui Priya che vi racconta in due righe la sua storia.&#8221;Sono nata in India in Kerala. A un anno e mezzo sono stata adottata e a 4 anni sono arrivata a Sant&#8217;Albino. Ho fatto il mio percorso di fede nella Parrocchia, prima con Don Iginio e Don Marcello e poi con don Giampaolo e don Tiziano. Da adolescente ho conosciuto il Pime e ho fatto il cammino Giovani e Missione, andando in visita in Brasile. Nel 2011 ho iniziato il cammino dell&#8217;A.l.p. &#8211; Associazioni Laici Pime -, un percorso di 2 anni pensato per quei laici che desiderano offrire 3 o più anni della loro vita al servizio degli altri. A maggio del 2014 ho conosciuto pe. Zé a Brugherio e a marzo del 2015 sono stata destinata alla Guinea Bissau, e così ci siamo ritrovati&#8230; Praticamente vicini di casa in Italia e così vicini in Guinea! Io presto servizio a Catiò, nel sud, dove mi occupo principalmente di accompagnare gli insegnanti di 5 scuole legate alla missione.&#8221;Eccovi serviti: visto cosa sa combinare il Signore? E cosa aspettate a fidarvi sul serio di Lui? Diamogli una mano e ne vedremo delle belle!Auguri!</p>
<p>Padre Giuseppe Fumagalli</p>
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		<title>Ultime da padre Zé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 14:23:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bissau  4 Marzo  2013 Carissimi, la data di questa lettera doveva essere del 2 Marzo, 44° anniversario dei primi battesimi a Suzana, ma sono successi alcuni contrattempi e… ancora una volta riesco a scrivere solo da Bissau, dove mi trovo per il nostro Ritiro Spirituale.Come state? Vi spero bene, in forma, magari un po’ meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2013/03/Katon-compl.-fev.-2013.jpg"><span style="color: #000000; font-size: 13px; line-height: 19px;">
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1278' title=' katon'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2013/03/Immagine-new-katon-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="katon" title="katon" /></a>
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1282' title='foto katon all&#039;interno dall&#039;altare'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2013/03/foto-katon-allinterno-dallaltare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto katon all&#039;interno dall&#039;altare" title="foto katon all&#039;interno dall&#039;altare" /></a>
<a href='https://www.brugheriooltremare.org/?attachment_id=1284' title='Katon compl. fev. 2013'><img width="150" height="150" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2013/03/Katon-compl.-fev.-2013-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Katon compl. fev. 2013" title="Katon compl. fev. 2013" /></a>
</p>
<p>Bissau  4 Marzo  2013</span></a></p>
<p style="text-align: left;" align="right"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Carissimi, la data di questa lettera doveva essere del 2 Marzo, 44° anniversario dei primi battesimi a Suzana, ma sono successi alcuni contrattempi e… ancora una volta riesco a scrivere solo da Bissau, dove mi trovo per il nostro Ritiro Spirituale.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Come state? Vi spero bene, in forma, magari un po’ meglio che la situazione dell’Italia che si lecca le ferite dopo le elezioni… Lasciamo perdere.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Anche qui da noi non è che le notizie siano tutte buone. Questi ultimi giorni sono stati funestati da lutti a catena. Prima un incidente stradale pauroso giù dalle parti di Bula: scontro frontale tra due auto pubbliche, con 14 morti.  Poi, l’altra sera, a Varela, una di queste auto pubbliche investe e ammazza un povero diavolo di Kassolol (tanti anni fa veniva alla catechesi) e lo ritrovano solo la mattina seguente: chi è stato? Mah, stanno ancora cercando di capire, ma mi sa che è una di queste auto pubbliche mai in regola, che magari nemmeno aveva i fanali da accendere!.. Poi il due Marzo è morto un figlio di Ambona, Edgardo, 32 anni: è andato con amici a prendere ostriche nel fiume… ed è rimasto dentro.  Poi, domenica, la terza di quaresima, il Vangelo, appunto, che ci invita a leggere i “segni dei tempi” e a cogliere anche nelle disgrazie l’invito alla conversione, quasi una parola del Padre che ci richiama a prepararci all’ incontro con Lui nella Pasqua, che si avvicina a larghi passi, per essere pronti, quando ci chiamerà nella gioia della Pasqua definitiva.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Intanto anche la Chiesa sta facendo Pasqua. Papa Ratzinger ci ha dato una lezione di lucidità, di umiltà e di libertà stupe<br />
de, aprendo vie nuove  alla Chiesa che troppi si ostinano a giudicare “finita” o almeno “crepuscolare”. Quale crepuscolo! E’ una primavera! Ricordo, di Pio XII, uno degli ultimi discorsi in cui parlava di una primavera meravigliosa che si apriva davanti alla Chiesa! Pura poesia? Macché, si trattava di fede, di quella buona, che genera la speranza, quella che non muore mai. E vedrete che lo Spirito con il nuovo Papa è capace di riservarci delle belle sorprese, tutto sta a saper vedere, con fede, appunto: mica per niente siamo nell ’Anno della Fede!</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Passiamo alle notizie. Qui da noi c’è Attilio di Lomagna, solo per un mese, rigorosamente. Di professione fabbro, per passione restauratore di moto d’epoca. Ha trovato pane per i suoi denti, lui, e noi abbiamo ritrovato moto che riprendono a funzionare nonostante che le bistrattiamo un po’. Intanto però ci sta dando una mano sostanziale anche per quanto riguarda le strutture di S. Domingos e la missione di Katon: oltre al lavoro propriamente missionario, stiamo combattendo su due fronti anche per quanto riguarda il cemento, il ferro, il legno e altri materiali. Finora ce la stiamo cavando, anche se non proprio così alla svelta.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Si è aperto un altro fronte e abbiamo una nuova gatta da pelare che si preannuncia piuttosto ostica. Ricordate che vi avevo detto dei Cinesi che avevano trovato sabbia pesante con dentro silicato di  zircone  e che poi sono subentrati i Russi con la leggendaria ruspa che non ne voleva saperne di arrivare a Varela? Ecco. le cose si stanno complicando. Questi hanno fiutato l’osso e non lo vogliono mollare, ma stanno un po’ devastando (è il termine giusto) una buona parte di questo territorio. La gente si sta svegliando. A Katon si sono opposti, da altre parti hanno protestato. Risultato: sono state fatte alcune riunioni in cui la gente si è espressa abbastanza chiaramente, sperando di essere ascoltata. Appena saputo, ho messo l’argomento all’ordine del giorno di catechesi e di Consiglio Pastorale ed eccoci all’opera: raccogliere informazioni dettagliate, fotografare, produrre documenti con prove inoppugnabili per collaborare con ONG e quant’altri sul terreno e riuscire ad arginare almeno in parte lo scempio che si sta facendo. Parlano di infiltrazione di acqua salata in risaie e pozzi domestici, di palme che muoiono, di vegetazione sradicata senza complimenti. La gente è preoccupata e dice: ”Se ci devastate tutto, noi dove andremo?”.  Non sono ancora andato di persona a fotografare e verificare, ma conto di farlo a giorni.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Quando il cane afferra l’osso non è che riesci a strapparglielo facilmente, magari rischi di prenderti un morso: ma ditemi voi se si può permettere uno scempio simile e non fare niente: riuscireste a dormirci sopra? Sabato 9 abbiamo un’altra riunione del nostro Consiglio Pastorale e mettiamo giù un calendario per bene.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Intanto abbiamo fatto ancora il nostro carnevale culturale di Suzana, mettendo in scena e commentando le fasi tradizionali di crescita dei giovani e del loro avvicinamento al matrimonio (una volta si diceva qui “alla costruzione della casa” ed era una cosa seria). Sembra siano uscite ricostruzioni interessanti e abbastanza fedeli: ora si tratta di radunarle, di confrontarle con quanto già riportato nelle riflessioni delle nostre catechesi e di proporre percorsi di formazione cristiana radicate nella tradizione e sviluppate e trasfigurate nel Vangelo. Anche questo è lavoro di costruzione della Chiesa, perché metta radici in questo terreno e, appunto, fiorisca nella Primavera di cui si parlava sopra. E dia frutti vivaci e saporosi.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Ci volete dare una mano con un po’ di preghiera? Noi vi assicuriamo il ricambio.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Grazie!  Buona Pasqua a tutti!</span></p>
<p align="center">padre Zé</p>
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		<title>Puntuali come Re magi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 21:14:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao Luciano, ciao carissimi di Brugherio Oltremare. Due minuti fa ho visto la comunicazione della grossa offerta che avete depositato per la mia missione al PIME il 7 Gennaio. Grazie! Siete arrivati puntuali come i Re Magi, mica vi smentite. Una volta si metteva la calza per la Befana, ma a Brugherio sempre si diceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/cancello-bis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-575" title="cancello bis" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/cancello-bis-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Ciao Luciano, ciao carissimi di Brugherio Oltremare. Due minuti fa ho visto la comunicazione della grossa offerta che avete depositato per la mia missione al PIME il 7 Gennaio. Grazie! Siete arrivati puntuali come i Re Magi, mica vi smentite. Una volta si metteva la calza per la Befana, ma a Brugherio sempre si diceva che erano i Re Magi a portare ancora i doni: sfido io, avevano il cammello e potevano caricarne quanti ne volevano! Scherzi a parte, sono contento per noi, ma soprattutto per voi: so che avete offerto molto, come sempre, anche per gli altri missionari e missionarie, oltre a comprendere anche l&#8217;Ufficio Missionario Diocesano e le Opere Pontificie: un bel respiro di universalità che vi fa onore. Ogni tanto sbircio il sito della Comunità Epifania del Signore così  sto un po&#8217; in pari con voi, anche se qui ho da correre parecchio (grazie a Dio le forze non mancano&#8230;.). E&#8217; che il rifarmi ogni tanto alla mia comunità di origine mi fa&#8230; tirare un po&#8217; il fiato, come si dice.Vi posso dire una cosa? Ecco, mi succede un po&#8217; come in questi giorni in cui, nella catechesi alle comunità di qui e negli incontri con le famiglie a livello di diocesi, sto parlando di alcuni collaboratori di Paolo nella Chiesa delle origini: si respira aria pura, quella delle radici da cui succhiamo il nostro vivere. Ecco, tanto per dirvi che il mio non è campanilismo: si tratta pur sempre di una esperienza di fede, di Chiesa, nella quale abbiamo ricevuto la fede&#8230; insaporita dall&#8217;esperienza dei nostri cari che ce l&#8217;hanno trasmessa e che cerchiamo di rinnovare sempre nella sua crescita e nella sua espressione. Coniugando la spinta dello Spirito, evidente nei primi tempi della Chiesa, e la vita che ci viene incontro ogni giorno, nella quale abbiamo il dono e la missione sempre nuovi di essere sale e luce. Orpo, sto deviando in una predica! Stop! Mi fermo qui. Un sacco di auguri a voi tutti e alle vostre famiglie, come pure a tutta la comunità pastorale dell&#8217;Epifania. Ciaooo</p>
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		<title>1° Aprile 2011 Scherzi da Suzana</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 15:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanshore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi, no, non è uno scherzo, anche se la data lo farebbe pensare. Il fatto che è il primo Aprile mi ricorda che tra ventitre giorni è Pasqua, per cui vi faccio gli auguri, e ve li faccio in sintonia col Papa. Nel suo messaggio per la Quaresima ci ricorda che questa è la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Katon-colone-2bis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-521" title="Katon colone 2bis" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Katon-colone-2bis-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Carissimi,</p>
<p>no, non è uno scherzo, anche se la data lo farebbe pensare. Il fatto che è il primo Aprile mi ricorda che tra ventitre giorni è Pasqua, per cui vi faccio gli auguri, e ve li faccio in sintonia col Papa. Nel suo messaggio per la Quaresima ci ricorda che questa è la strada su cui camminiamo verso la Pasqua, e la Pasqua vuol dire incontro con Cristo: immaginatevi se si può camminare con una faccia da funerale o con un “muso lungo da quaresima”!Proprio per niente, si va verso la ripartenza di un’avventura stupenda: altro che caccia al tesoro!</p>
<p>Ce l’abbiamo già, ricevuto gratis proprio con il Battesimo. Cercatelo ‘sto messaggio; nell’era di internet<br />
non è per niente difficile trovarlo. Leggetelo, meditatelo e… via, in pista!<br />
Buon viaggio!</p>
<p>La strada è aperta, anche se in salita, con tutto quallo che succede a questo mondo. Sembra proprio di risentire le parole di Gesù: “Guerre, terremoti, pestilenze….”  E soggiunge: “Ma voi alzate la testa: la salvezza è vicina!” Ci sarebbe da lasciarsi cascare le braccia con quelloo che succede e sembra andare in senso contrario, nel senso della morte… Epuure dipende proprio da noi il far andare tutto questo nel senso della Resurrezione! Se no la fede cosa ce l’abbiamo a fare: Dio mica ce l’ha data per rinchiuderla in cantina!</p>
<p>La vita va avanto, anche con piccoli segni. Qui ci sono due foto prese proprio oggi, primo Aprile. Abbiamo finalmente ripreso i lavori per la nuova missione di Katon. La comunità ci si è messa di buona volontà, noi abbiamo avuto contrattempi di varie specie, ma oggi ce l’abbiamo fatta. E pensare che solo ieri sera siamo tornsati da Bissau dove eravamo andati per una riunione del PIME.</p>
<p>In precedenza abbiamo avuto altri lavori urgenti, tra cui la preparazione della casa in cui vanno a stare, proprio domani, le suore che ormai sono conosciute come “di San Domingo”. Casa adattata, resa sicura da porta “blindata” e porta zanzariera, finestre a zanzariera, arredamento completo e suppellettili varie, tutte uscite in quattrio e quattr’otto dai “conteiners-magazzini” in cui conserviamo i materiali riciclabili che ci procurano gli amici e l’infaticabile EDgardo ci fa pervenire. Poi anch’ io i giorni scorsi… avevo perso qualche colpo, il motore batteva un po’ in testa, ma adesso si è registratro bene e via, andiamo.</p>
<p>E siamo andati, a Katon, con i nostri dell’officina e con l’amico Attilio di Lomagna. In men che non si dica, grazie alle ultime “conquiste della tecnica” di casa nostra, abbiamo messo in piedi le sei colonne centrali della chiesa. Tutto pronto, lunedì le cementiamo. Intanto a Suzana c’è già pronto un mucchio di roba: quasi tutte le capriate e le restanti colonne. Quelli di Katon continueranno a mattere in opera i blocchi  in cemento che la comunità ha preparato con lavoro volontario ( più di mille, finalmente!) e a questa maniera arriviamo a buon punto.</p>
<p>Vi terremo informati.</p>
<p>Ma la chiesa non cammina solo con colonne, capriate, gettate, coperture e arredamenti. Staremmo freschi! Va anche con le zampette di piccoli bipedi umani che per vederli bisogna essere in due, tanto sono di statura “spregevole”, ma che… sono un poema!</p>
<p>Sentite questa.</p>
<p>Mercoledì 23 Marzo pomeriggio. Arrivo a Ehlalab in motorino. Non sto molto bene. Aspetto la gente che venga. Mi piazzo in cappella, su una sedia e recito i Vespri. A un certo punto arriva un trottolino trotterellante, entra in cappella là da dietro, fa qualche passo al piccolo trotto poi si blocca, abbozza una genuflessione che vorrebbe essere di un ginocchio solo, ma si trova spiazzato a terra sulle due ginocchia: poca differenza da qualche secondo fa, quando era ancora in piedi. Ma ecco che abbozza pure un segno di croce. Con la coda dell’occhio vedo che si ingarbuglia. Mi volgo un poco verso di lui e attacco un bel segno di croce. Mi vede, segue i miei movimento e riesce ad arrivare in fondo anche lui al secondo tentativo,  fatto seguendo i movimenti della mia mano.  Mi lancia un’occhiatina di intesa e sfoggia un sorriso birichino… che ti vien voglia di manjgiarlo in un boccone!<br />
Si rialza, riprende a trotterellare verso l’interno della cappella, arriva al posto in cui di solito si inginocchia sua madre. Ci si inginocchia pure lui, poi guarda verso il tabernacolo e rimane li qualche manciata di secondi. Il tempo perché io dica a Gesù:” Lo vedi? Quello è Éri|, lo conosci anche tu: neanche tre anni e mezzo di bambino, ma hai visto che bravo? Cosa vuol dire una famiglia cristiana! Grazie, Gesù. Tienigli una mano sulla testa!”. Sì, proprio!<br />
La testolina si era già alzata, mica tanto su quelle gambette che hanno ripreso a trotterellare per riportare il loro “titolare” fuori della cappella. Ma mica a ‘sta maniera, cosa credete! Arrivato quasi all’uscita, si gira, la genuflessione gli va quasi dritta, si rialza e continua la sua strada, sempre al piccolo trotto… Non prima di avermi lanciato un’altra occhiatina… di trionfo: Hai visto?</p>
<p>Come mi sono riusciti bene i Vespri di quel mercoledì di Quaresima! Grazie, Gesù, ne vale proprio la pena! Non vi pare?</p>
<p>Di nuovo auguri di Buona Pasqua a tutti voi da tutti noi.<br />
Anche da Érin.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"> <em>Padre Fumagalli  (padre Zé) &#8211; Suzana, Guinea Bissau, Aprile 2011</em></p>
<p style="text-align: left;" align="center">
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