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	<title>Brugherio Oltremare &#187; Mondo</title>
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		<title>Il grazie di suor Irene</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi Amici di “Oltre Mare”, il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carissimi Amici di “Oltre Mare”, </strong></p>
<p>il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi cerchiamo di operare. Il vostro lavoro è sempre maggiormente efficace perchè, nonostante la ricchezza del sottosuolo africano e anche del Mozambico, è in calcabile, lo sfruttamento di queste ricchezze non produce, per la gente del luogo , povertà e aumento di disoccupazione analfabetismo. I governi talvolta apparentano forme di sviluppo, creando strutture, che purtroppo si rivelano incongruente per la mancanza di mezzi e stipendi adeguati. Piccolissimo esempio sono i libri di scuola che propaganda l’offerta gratuita, ma poi non sono forniti alle scuole per trovarli poi nei circuiti del mercato informale ad alti costi.   Il sostegno che ricevo ci permette di portare avanti sia l’asilo, sia il sostegno a scuola degli adolescenti e giovani perchè possano avere una formazione adeguata a un  futuro di lavoro. Sono ormai diversi i giovani che a dicembre fine dell’anno scolastico entreranno in scuole professionali per seguire corsi medio tecnici che garantirà loro l’ accesso al mondo dell’impiego lavorativo. Tutto questo grazie alla sinergia creata tra voi e noi, unita alla forza che il buon Dio ci dá  per guardare avanti con fiducia, investendo energie e lavoro.Spero di riuscire a inviarvi un piccolo video realizzato al Centro Infantile per farvi capire l’efficacia del nostro  e vostro impegno. Intanto ricevete La mia gratitudine, unita a quelle a dei bambini e famiglie, per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia. Il  Buon Dio, Benedica abbondantemente voi tutti e sostenga ciascuno di voi e le vostre famiglie, con il dono della serenità, della pace e della salute.Il mio augurio affettuoso. Si avvicina la Pasqua, la gioia del risorto riempia i vostri cuori.Con stima e affetto,</p>
<p align="center">Irene Ratti</p>
<p align="center">Missionaria in Mozambico</p>
<p>Maputo 23.02.2020</p>
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		<title>Don Matteo!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 13:58:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Suzana, Domenica 11. 06. 2017</p>
<p>Carissimi, avete visto la data? Niente di strano, solo che era Domenica, la Festa della SSma Trinità.E basta? Non proprio: era anche la festa di s. Barnaba, ma lui, discreto come sempre, si è ritirato in secondo piano per far emergere in tutto il suo splendore il NOME, i nuovo Nome di Dio che non è un &#8220;motore immobile&#8221;, come disse quel bel tipo di Aristotele, ma una &#8220;famiglia&#8221; intrisa di relazioni così profonde che di tre ne fanno  UNO, il Dio di Cristo, Padre e Figlio e Spirito Santo, tra Persone che si vogliono così bene, (un &#8220;bene da Dio&#8221;, è il caso di dirlo) da fare UN DIO SOLO,  che si chiama anche Amore.Mi è sempre stato simpatico Barnaba, &#8220;talent scout&#8221; formidabile e allenatore di prima classe: per la squadra di Cristo ha scoperto e lanciato un fuori classe del calibro di Saulo di Tarso, meglio conosciuto col &#8220;nome d&#8217;arte&#8221; che suona: &#8220;San  Paolo&#8221; si, quello che Gesù ha &#8220;placcato&#8221; sulla  strada per Damasco&#8230; Andate a leggere gli Atti degli Apostoli, cominciate pure dal capitolo  9  e andate fino al 15: bello no? Movimentato, pieno di colpi di scena più che un film d&#8217;azione&#8230; e senza effetti speciali, tutto genuino!Festa di S. Barnaba a parte, per la chiesa di Suzana è stata una data storica&#8230; e anche per me. Cosa credete, la chiesa di Suzana e il sottoscritto siamo stati una cosa sola da circa 50 anni, e lo siamo tuttora, anche se in maniera diversa: su questo non ci piove e ne ringrazio il Signore.Sapete, in questa data è cominciato il futuro.Mi spiego. Lo stavo preparando da anni e mi ci stavo preparando pure io, perché sapevo che si trattava di una cosa importante, molto importante.Fu nel 1972 che il p. Spartaco Marmugi, il mio &#8220;mister&#8221;, volle lanciarmi in prima squadra addirittura con la fascia di &#8220;capitano&#8221;. Allora la missione di Suzana non era ancora Parrocchia, in Guinea Bissau non c&#8217;era ancora nessuna diocesi, non c&#8217;era il Vescovo, ma un padre incaricato rappresentante del Papa, un po&#8217; così, alla buona.Ma non fu così alla buona che dovetti far fronte alla situazione: dopo poco più di un anno il Padre Marmugi venne a mancare e io&#8230; dovetti incominciare a sbrigarmela da solo.Il mio &#8220;mister&#8221; l&#8217;aveva previsto, sapeva di essere malato e ha giocato d&#8217;anticipo cercando di trasmettermi tutto quello che aveva accumulato in ventisei anni di vita missionaria in Guinea: non solo i cosiddetti &#8220;fondamentali&#8221;, ma anche la visione di gioco, il giocare a testa alta, avendo presente tutta la superficie del campo e quello che ci si muove&#8230;. E cominciai a preparare la &#8220;successione&#8221;, per facilitare il compito a chi avrebbe ricevuto da me il testimone della &#8220;staffetta&#8221; missionaria.Il Signore mi ha aiutato con delle comunità e delle persone stupende, ho potuto imparare moltissimo, tradurre con loro tutto il Nuovo Testamento, fare un mucchio di canti molti dei quali proprio nel loro stile, continuare la traduzione dei testi liturgici cominciata con il p. Marmugi, tradurre e inventare testi catechistici in lingua loro, registrarli per chi non sapeva leggere ( e per chi deve imparare la lingua felupe); abbiamo anche lanciato una radio parrocchiale per raggiungere tutti, che funziona dal 1995 e ora è affidata ai nostri laici.Insieme abbiamo fatto crescere le nostre comunità, affrontando insieme le difficoltà, imparando insieme dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di Paolo e C. come risolvere i problemi che ci si presentavano, nell&#8217;intento di rendere loro capaci di portare avanti la loro chiesa insieme con chi sarebbe venuto a succedermi.La storia s&#8217;è fatta lunga. Addirittura, trent&#8217;anni dopo quel 1972, la Missione di Suzana è stata &#8220;promossa&#8221; a Parrocchia e, <em>ipso facto</em>, io sono diventato Parroco.Così la mia anzianità di Parroco risale a solo quindici anni dei quarantacinque effettivi, ma non mi preoccupo: qui non ci sono bollini per la pensione, visto che nemmeno la pensione esiste&#8230;.E poi siamo o non siamo servi, non &#8220;inutili&#8221;, ma come spiega bene Silvano Fausti, &#8220;senza un utile&#8221;, cioè senza pretesa di essere pagati Certo, non avrei fatto nemmeno metà della metà di ciò che abbiamo realizzato in strutture per la pastorale e per insegnare a lavorare, se non avessi avuto alle spalle il folto gruppo degli amici dlla Missione, in prima linea Brugherio Oltremare, ma non solo.Ecco, ora guardiamo insieme verso il futuro: non è difficile, visto che, come dicevo, è già cominciato.Cinque anni fa, fulmine a ciel sereno, il Pime ha aperto a s. Domingos portandosi via i due missionari che avevo  a Suzana. Sono rimasto solo, del Pime, con la incipiente compagnia del mister Parkinson che già cominciava a darmi fastidio.Ma c&#8217;era una novità: da prima di Natale 2011 il Vescovo ci aveva mandato il P. Abramo Cabral, un prete diocesano con qualche anno di Messa. E&#8217; arrivato un po&#8217; &#8220;malconcio&#8221;, ma la nostra gente lo ha rimesso in piedi. La stoffa è buona ed è partito con il piede giusto. Di progressi ne ha fatti tanti e, soprattutto, è stato capace di capire la situazione, il cammino fatto da queste comunità a cominciare da p. Marmugi. Non finisce mai di chiedermi notizie e vuole sapere il perché e il percome di tante scelte fatte. Ci siamo trovati a condividere tante scelte, tanti punti di vista, tante posizioni anche attuali nel contesto della nostra Diocesi. Devo proprio dire che si è trattato di un ottimo acquisto.La gente gli vuole bene e se lo merita. C&#8217;è una bella armonia anche con gli altri collaboratori: tra di loro c&#8217;è buon sangue e intesa, e anche con me. Ma quello che più importa è che ci sia tra di loro, perché loro sono il futuro: la Chiesa di Guinea che cammina con i suoi piedi e che assume in prima persona il lavoro missionario.Quello che mi piace non è solo l&#8217;accordo tra di loro, ma anche la dinamicità: stanno viaggiando nei villaggi per la catechesi, che per ora preparo io in Felupe. Cercano anche di trovarsi insieme per studiare, per informarsi da me, per sostenersi: ci siamo organizzati su ritmi settimanali e pare che la cosa funzioni bene.Con tutte queste premesse, cosa volete che provassi quando abbiamo fatto le consegne nella celebrazione presieduta dal Vescovo? Il giorno prima, su due piedi avevo pensato e scritto una celebrazione vigilare che è stata molto apprezzata: il tasto giusto per prepararci spiritualmente.Avevo  il mio daffare per suonare e cantare, ma non ero distratto. Mi è sembrato tutto così naturale, l&#8217;avevo desiderato da così tanto tempo che&#8230;. tutto è andato liscio e sono tranquillo.Ciliegina sulla torta: sabato prossimo vado all&#8217;ordinazione diaconale del nostro Matteo di Ejin, figlio di catechisti e nipote di due figure eccezionali Kutujenuió e Anjiroken. Diciamo una famiglia &#8220;storica&#8221; della comunità di EJIN. Ho ragione o no di dire che il futuro è cominciato</p>
<p>Suzana 20 Giugno 2017</p>
<p>Siamo andati a Bissau. La chiesa della parrocchia di Antula non è ancora finita, ma ci ha &#8220;contenuti&#8221; tutti: grande, monumentale, solida, per ora senza porte e finestre.Una Messa interminabile, per ordinare due diaconi! Immaginatevi se c&#8217;era anche qualche prete!Ma la mia attenzione e la mia preghiera si concentravano soprattutto su Matteo e sulla sua famiglia, papà Ernesto e mamma Anita. Rivedevo come degli spezzoni di film, con la sua nonna Anjiroken, il nonno Kutujenuió, lo zio António: le prime colonne portanti della comunità di Ejin. Quante cose stupende mi ha fatto vedere il Signore! E sono lì, vive davanti a noi. Anche se noi ci incurviamo col passare degli anni, lo spettacolo offerto da questi giovani che accettano di consegnare la loro vita nelle mani del Signore ti da la carica. Pochi anni e la savana dà i suoi frutti. Ancora  una volta il Vescovo ha voluto sottolineare che Suzana è un vivaio di vocazioni. Che fortuna ho avuto di capitare tra questa gente, capace di accettare e far fruttificare il Vangelo anche più di noi! C&#8217;è sempre da imparare e da ringraziare il Signore.E poi l&#8217;altra novità: ci siamo messi di buzzo buono a rifare il ponte di Boaj, 106 metri su acqua salata, in piedi da 25 anni e ormai piuttosto malconcio. Si  sta  facendo bello con un sacco di cose nuove&#8230; con mio fratello Alfonso che è venuto qui e ha dato lo spintone giusto. No, non l&#8217;ha mica abbattuto!Cosa credete, lo spintone lo ha dato ai lavori ( e un po&#8217; anche &#8230;ai lavoratori) tanto che arrischiamo di finire il tutto prima che comincino le grandi piogge. Per noi era un sogno, ma adesso sta diventando realtà.Ora mio fratello riparte soddisfatto e qui ne parleranno per un bel po&#8217;: non è frequente vedere gente che lavora a quella maniera. Noi faremo le finiture che la pioggia ci permetterà di fare, ma il ponte è di nuovo lì, ringiovanito, a far bella mostra di sè&#8230; e a ricordare alla gente che con buona volontà, intelligenza e collaborazione si possono fare tante cose belle.Auguri a tutti voi anche per le vostre ferie, se riuscite a farle. Noi qui aspettiamo il solito gruppetto di giovani e abbiamo già messo in cantiere non poco lavoro da fare insieme per dare nuovo impulso alla catechesi. Guai a chi si addormenta!&#8230;.   Ciao a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre Zé</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1478" title="20170620_111805" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;&#8230;&#8230;. Lascio il palco e mi infilo nella buca del suggeritore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 09:40:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/04/20170201_113041.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1469" title="2" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/04/20170201_113041-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>Brugherio 16 Marzo 2017</p>
<p>Carissimi, le piante in fiore annunciano la primavera ormi prossima, con la natura che si risveglia in una festa di vita e di colori dopo il grigiore dell&#8217;inverno ormai passato.Per noi cristiani poi, non si tratta solo di un fenomeno naturale pur bello e ricco di poesia con quel suo messaggio di speranza che ci dice che la vita non è mai sconfitta; per noi c&#8217;è un&#8217;altra primavera, un&#8217;altra vita, una speranza ancora maggiore: la PASQUA.Da quando Gesù risorgendo ha sconfitto la morte, la speranza ha acquistato uno spessore nuovo ed è diventata certezza: la certezza di essere amati e salvati da Chi la vita l&#8217;ha creata, la conduce e la porta a una fioritura nuova, insperata, al di là di ogni e qualsiasi eventuale sofferenza, anch&#8217;essa trasfigurata dalla Croce che Lui ha portato per nostro amore.Fa gelare il cuore il vedere come nel nostro mondo occidentale la morte si fa strada imponendosi come legge inesorabile.Esorcizzata in mille modi, chiamata con mille nomi diversi, entra nel quotidiano quando ci si serve di lei per impedire che vengano alla luce esseri umani ritenuti degli “intrusi” che vengono a turbare la nostra vita, o meglio, il nostro stile di vita: e crediamo di tranquillizzare la nostra coscienza proclamando che l&#8217;aborto è un diritto, perfino riconosciuto dalla “legge”.  Una volta si diceva che i popoli che praticavano l&#8217;infanticidio erano “selvaggi” e li pensavamo dispersi in foreste o su isole lontane, dove la “civiltà” non era ancora arrivata&#8230;.Raccapricciante, eppure dilaga nei media, il discorso sull&#8217;eutanasia: a furia di parlarne usando mille pseudonimi, l&#8217;eliminazione di chi ci è di peso, anziano o malato, non fa più notizia. La faceva al tempo del Nazismo, quando se ne parlava condannando appunto quel regime “inumano”. Vien fatto di pensare che la condanna era solo una mossa politica, usata perché serviva al momento per determinati fini, mentre la realtà che si perseguiva era un&#8217;altra.</p>
<p>Chiedo scusa per l&#8217;insolito inizio di questa lettera che di solito vuole informare sull&#8217;andamento della Missione, ma vi confesso che non mi sento fuori tema. Sinceramente mi trovo un po&#8217; in imbarazzo, quando mi sento mandato ad annunciare Colui che ha detto “Sono venuto perché abbiano la vita, e l&#8217;abbiano in abbondanza” (l&#8217;avverbio greco direbbe “esageratamente”, fuori misura) e poi mi sento domandare: “Ma perché allora voi non volete bambini ed eliminate vecchi e malati che hanno bisogno di tutto?”. Voi che cosa rispondereste? Che queste sono conquiste della civiltà?  E per quanto riguarda il  “Diritto a morire con dignità”? Non posso né voglio giudicare nessuno, ci mancherebbe, ma come lo posso conciliare con quanto annuncio, cioè che niente, nessuna sofferenza e nemmeno la morte ci può separare dall&#8217;amore di Dio in Cristo Gesù Signore nostro? (cfr Rom. 8,39   ma si veda anche tutto il cap.8).Quando durante la guerra del 1998 in Guinea con la presenza di truppe senegalesi in appoggio al dittatore, il nostro vescovo, che cercava di trattare la pace, era lasciato solo dagli altri vescovi della conferenza episcopale, senegalesi appunto, io andai in Vaticano a dire che si dessero una mossa, se no   come potevo continuare a fare la catechesi sulla Chiesa dicendo che essa in Dio è una sola famiglia fin quando i fratelli non si aiutavano l&#8217;un l&#8217;altro, e mi diedero ascolto. Ora non c&#8217;è Vaticano che tenga: dipende da tutti e da ognuno di noi testimoniare l &#8216;amore alla Vita, che ha valore perché è nelle mani di Dio; tocca a noi avere la vera con-passione, condividere la sofferenza di chi vede la vita “perdere senso” e restituirle la dignità di una “missione”, e non di quelle di minor conto.Come vedete dalla data, anche questa volta vi scrivo da Brugherio, dove sono arrivato il 19 Febbraio per un ulteriore controllo al caval di s. Francesco, diciamo che sono venuto a “fare il tagliando” alla macchina. Come sempre devo ringraziare tutti coloro che ho incontrato perché è stupendo sentirsi accolto come voi sapete accogliermi: prego il Signore che vi ricompensi come solo Lui sa fare.Notizie di laggiù? Presto detto Innanzitutto, a livello di Guinea, lasciamo stare di parlare o sparlare della situazione politica: sembra che anche noi qui in Italia non abbiamo moto da insegnare.A livello di Chiesa locale, abbiamo fatto la prima sessione del primo Sinodo della storia della Diocesi di Bissau, un avvenimento appunto “storico”.La preparazione non è stata delle migliori.  L’impegno dei partecipanti è stato lodevole. Purtroppo è mancata all’appello l’esperienza, che non ci poteva essere trattandosi della prima volta, ma forse anche una certa duttilità nel far fronte a cose che magari non si erano previste a tempo. Sono soddisfatto di come sono andate le cose? Non posso dire di si, però c’è speranza di migliorare. E’ prevista una seconda sessione a Giugno e dobbiamo lavorare perché sia meglio della prima. Forse non si farà a tempo a concludere tutti i lavori, ma niente impedisce che si possa aggiungere magari un supplemento… Chi sta nella stanza dei bottoni magari ci potrà pensare.Dalla stanza dei bottoni (si fa per dire) di Suzana sono uscito io: subentra il nuovo parroco, con tutto l’appoggio e l’affetto che si merita e il 17 Giugno avremo l’ordinazione sacerdotale del nostro don Maiuka, il diacono che già fa parte della nostra squadretta.E io? “Quiescente” poco capace di “stare quieto”. Lascio il palco e mi infilo nella buca del suggeritore. Mi sto già allenando e… mi dà parecchio da fare, visto che, grazie a Dio, chi mi succede vuole privilegiare la continuità pur nella inevitabile e provvidenziale novità.E’ un momento delicato, ma che mi dà molta speranza: vi chiedo di pregare perché il nostro servizio a queste comunità si svolga in una fraternità che guarda al futuro con i piedi ben poggiati sulle fondamenta poste dai predecessori. Le premesse, grazie a Dio, ci sono tutte: spetta a noi farle “maturare” e diventare realtà secondo uno sviluppo armonico e costante.I lavori?Abbiamo cercato di dare una mano alla preparazione al Sinodo stampando e diffondendo nelle parrocchie gli interventi che via via venivano “postati” nel blog della Diocesi: un lavoro non indifferente.Abbiamo “azzannato” il lavoro di manutenzione straordinaria del ponte di Boaj, il primo, costruito nel 1992, lungo ben 106 metri. In realtà si tratta di una “ricostruzione” al 50% con la sostituzione di tutto il materiale in ferro ormai divorato dalla salsedine, l’aggiunta d’un pilone in cemento, la nuova sistemazione delle teste dei piloni con travature in legno (avete in mente i famosi “traversini” delle ferrovie?) e altro, che sta sollecitando ancora una volta la fantasia e l’inventiva per venire a capo delle difficoltà che via via si presentano. Devo comunque dire che la nostra gente ha capito l’utilità del ponte, non può più farne a meno, per cui si impegna notevolmente nel dare una mano per i lavori necessari, che stanno continuando anche ora in mia assenza.Fronte coltivazioni. Stiamo serrando le fila e arruolando nuovi volontari per camminare verso una agricoltura più redditizia grazie al lavoro delle macchine. Interveniamo anche per conto terzi, cioè per appoggiare l’attività di ONG presenti sul territorio e impegnate nello sviluppare l’orticoltura.Ci è piovuto dal cielo un aiuto insperato: un uomo di un villaggio vicino, già in età, con una buona preparazione in orticoltura che è venuto a chiedere aiuto. Gli abbiamo fatto la proposta di gestire in proprio l’orto dentro la missione, così da aprire in seguito la strada a giovani che si convincessero della bontà dell’iniziativa. Ci si è messo d’impegno e l’orto è finalmente rifiorito. L’uomo ci sa fare, non solo, ma vuole dare una mano anche ad animare i giovani in questo senso. Un passo dopo l’altro, forse si apre una strada verso il futuro.Si diceva che chi vive sperando muore cantando e chi vive cantando morrà sorridendo. Io credo che la speranza è l’altra faccia della fede, visto che la nostra speranza non significa “speriamo che, magari…”Bensì, come dice Paolo, “so chi è Colui nel quale ho posto la mia speranza e so che non mi deluderà” (cfr.2Tim.2,12b). Mentre scrivo stiamo aspettando Papa Francesco. Se piace a Do parteciperò sia all’incontro in Duomo a Milano sia alla Messa nel Parco di Monza. Porterò nel cuore la Chiesa di Guinea, le nostre comunità e tutti voi: che il Signore c confermi nella fede e nell’amore e faccia di noi seminatori di speranza, quella che Lui ha portato risorgendo dai morti.Buona Santa Pasqua a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Zé</p>
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		<title>Brutte notizie</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 07:50:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Brugherio 10 Giugno 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Carissimi,ancora una volta inizio a scrivere questa letterina a partire dal paesello natio. I controlli medici si sono fatti frequenti, anche se non ci sono motivi di allarme. Anzi vi posso dire che il neurologo che monitora il morbo di Parkinson ci ha trovati bene, sia me sia il mio ospite mister parkinson, che cerco di tenere buono buono perché non si arrabbi e non si metta a fare le bizze. Questa volta il soggiorno in Italia sarà un po&#8217; più lungo: due mesi. Me l&#8217;ha detto il mio Superiore, aggiungendo che devo anche riposare un po&#8217;, magari in montagna. Ai superiori noi abbiamo promesso obbedienza, per cui&#8230;.  alle volte ci riusciamo anche a dire di si. Poi c&#8217;è anche il detto secondo cui al medico bisogna proprio obbedire, se no sono guai. Il guaio vero è che il mio superiore è anche medico, per cui&#8230; non si scappa. Come diceva il poeta latino: cade in Scilla chi vuol evitare Cariddi.Ho dovuto interrompere la lettera e la riprendo solo dopo alcuni giorni, purtroppo con una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno: due delle suore adoratrici del sangue di Cristo, suor Romana Sacchetti e suor Esperia Sulis sono morte in un incidente stradale, a Bula, lontane dalla loro missione. La suora che guidava, suor Chantal, nativa del Benin, è rimasta gravemente ferita, come pure ferite sono rimaste, chi più chi meno, le ragazze che viaggiavano dietro.Andavano all&#8217;ordinazione di un sacerdote guineano del loro Istituto: macchina stracarica, asfalto sbrecciato sui margini tutti rotti e con dislivello notevole col resto del terreno, autista con poca pratica: la macchina, che non correva forte, deve aver messo una ruota giù dall&#8217;asfalto e si è inclinata, la suora deve aver perso il controllo, nel panico probabilmente ha pigiato il pedale sbagliato, cioè l&#8217;acceleratore invece del freno, e la macchina è schizzata:ha capottato più volte, suor Romana è morta sul colpo, suor Esperia appena giunta all&#8217;ospedale, cosciente, sapendo di morire.Suor Romana, dopo una esperienza di missione in Tanzania, era giunta in Guinea nel  1981 a dar man forte alle prime quattro consorelle arrivate l&#8217;anno prima. Infermiera instancabile nel girare in un&#8217;infinità di villaggi per assistere mamme e bambini: un&#8217;autentica istituzione! Suor Esperia era maestra, catechista con una preparazione considerevole, affinata poi dall&#8217;esperienza di catechista itinerante del Movimento Neocatecumenale. E&#8217; arrivata in Guinea nel 1984 e si è dedicata subito alla catechesi nella nuova parrocchia di Ingorè, che proprio allora nasceva con territorio scorporato dalla missione di Suzana. Abbiamo collaborato non poco ed ho potuto apprezzarne la competenza e la dedizione appassionata con cui accompagnava la formazione dei catecumeni.Umanamente parlando si tratta di una grossa perdita, calcolando le poche forze che abbiamo, di fronte a una mole di lavoro che grazie a Dio va aumentando, Sappiamo però che gli &#8220;operai della messe&#8221; li conta LUI, il Padrone della messe. A noi compete pregare perché dia alle due suore il &#8220;soldo&#8221; che lui ha promesso e perché chiami altri operai per la messe; ricordandogli pure che sostenga noi che siamo rimasti a lavorare, soprattutto le consorelle, le persone che stavano assistendo o accompagnando, le loro comunità; e i famigliari che da lontano sono rimasti colpiti dalla loro scomparsa.La fede ci fa guardare avanti, decifrando i segni del suo amore che Lui moltiplica sul nostro cammino, segni che ci confermano nella volontà di seguirLo sempre, annunciando Lui, ragione della speranza nostra e di ogni persona che gli fa spazio nella sua vita.Alcuni di questi segni li abbiamo visti anche nelle nostre comunità, che hanno espresso nuovi &#8220;operai della messe&#8221;.La domenica 10 Aprile festa in borgo. Tutte le comunità riunite per la Messa di ringraziamento per l&#8217;Ordinazione sacerdotale di un nuovo Felupe doc, padre Massimo Kapina o.f.m. avvenuta il sabato dentro l&#8217;Ottava di Pasqua: freschissima dunque.Papà e mamma del novello prete, frate francescano, sono Felupes nati e cresciuti a Suzana; il papà battezzato il 5 giugno &#8217;69, col secondo gruppo, la mamma nel &#8217;70. Sposati nel &#8217;71, uno dei primissimi matrimoni tra giovani cristiani. Dopo l&#8217;indipendenza, nel 1974, non vedendo ancora figli, si trasferirono a Cumura, presso Bissau, inserendosi nella comunità cristiana di quella parrocchia come membri attivi, soprattutto nella pastorale delle famiglie.Macellata la rituale mucca, che sempre fa le spese delle feste di una certa portata, abbiamo pure rivissuto momenti dell&#8217;esperienza di vita con Padre Spartaco Marmugi, ricordando raccomandazioni tipicamente sue, che poi, quel giorno stesso ho avuto la gioia di vedere assimilate da elementi delle nostre comunità, dal p. Massimo stesso e da altri collaboratori, che le hanno espresse in modo vivo ed ineccepibile. Ho visto questa chiesa camminare coi suoi piedi, lavorare con le sue braccia e parlare in prima persona con chiarezza e convinzione. Sia ringraziato il Signore.Il 26 Maggio, dopo il mio rientro in Italia per i soliti controlli, nella comunità di Katon, prima professione di una nuova suora marianita: suor Noemi Ampajau, figlia di Simone e Mari venuta a mancare nel 2007.Noemi fu battezzata da me a Katon bambina di sei anni, insieme coi genitori nel &#8217;92 ed è la prima suora di quella comunità, anche se, nel computo delle suore felupes, si trova all&#8217;ottavo posto.Davvero il seme gettato da p. Marmugi sta fruttificando! Noi ci spendiamo volentieri perché nulla vada perso, anzi perché possa fruttificare il cento per uno, tanto è stato irrorato di sofferenza, specie nelle persecuzioni che agli inizi della comunità di Katon infuriarono con apice nel &#8217;73, ultimo anno di vita di p. Spartaco.Quest&#8217;anno ricorre il centenario della nascita di p. Spartaco Marmugi, nato a Sovigliana di Vinci (FI) appunto nel 1916. Abbiamo intenzione di illustrarne la sua figura anche ai più giovani, che non l&#8217;hanno conosciuto, perché si rendano conto di quale dono il Signore ha fatto alla loro gente.E a me. Stiamo vedendo come farne partecipi anche tutti voi. Forse ci riusciremo, un pochino.Il mio rientro a Suzana è previsto per il 19 Luglio pv.A Suzana finora non sta piovendo. Vi chiedo di pregare il Signore perché ci pensi!GRAZIE. Buone ferie: Auguri a tutti voi da tutti noi.</p>
<p> <a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/07/le-due-suore-decedute-nellincidente.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1450" title="le due suore decedute nell'incidente" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/07/le-due-suore-decedute-nellincidente-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p align="center">p. Zé  (p. Giuseppe Fumagalli)</p>
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		<title>1° Aprile 2011 Scherzi da Suzana</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 15:03:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Katon-colone-2bis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-521" title="Katon colone 2bis" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/Katon-colone-2bis-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Carissimi,</p>
<p>no, non è uno scherzo, anche se la data lo farebbe pensare. Il fatto che è il primo Aprile mi ricorda che tra ventitre giorni è Pasqua, per cui vi faccio gli auguri, e ve li faccio in sintonia col Papa. Nel suo messaggio per la Quaresima ci ricorda che questa è la strada su cui camminiamo verso la Pasqua, e la Pasqua vuol dire incontro con Cristo: immaginatevi se si può camminare con una faccia da funerale o con un “muso lungo da quaresima”!Proprio per niente, si va verso la ripartenza di un’avventura stupenda: altro che caccia al tesoro!</p>
<p>Ce l’abbiamo già, ricevuto gratis proprio con il Battesimo. Cercatelo ‘sto messaggio; nell’era di internet<br />
non è per niente difficile trovarlo. Leggetelo, meditatelo e… via, in pista!<br />
Buon viaggio!</p>
<p>La strada è aperta, anche se in salita, con tutto quallo che succede a questo mondo. Sembra proprio di risentire le parole di Gesù: “Guerre, terremoti, pestilenze….”  E soggiunge: “Ma voi alzate la testa: la salvezza è vicina!” Ci sarebbe da lasciarsi cascare le braccia con quelloo che succede e sembra andare in senso contrario, nel senso della morte… Epuure dipende proprio da noi il far andare tutto questo nel senso della Resurrezione! Se no la fede cosa ce l’abbiamo a fare: Dio mica ce l’ha data per rinchiuderla in cantina!</p>
<p>La vita va avanto, anche con piccoli segni. Qui ci sono due foto prese proprio oggi, primo Aprile. Abbiamo finalmente ripreso i lavori per la nuova missione di Katon. La comunità ci si è messa di buona volontà, noi abbiamo avuto contrattempi di varie specie, ma oggi ce l’abbiamo fatta. E pensare che solo ieri sera siamo tornsati da Bissau dove eravamo andati per una riunione del PIME.</p>
<p>In precedenza abbiamo avuto altri lavori urgenti, tra cui la preparazione della casa in cui vanno a stare, proprio domani, le suore che ormai sono conosciute come “di San Domingo”. Casa adattata, resa sicura da porta “blindata” e porta zanzariera, finestre a zanzariera, arredamento completo e suppellettili varie, tutte uscite in quattrio e quattr’otto dai “conteiners-magazzini” in cui conserviamo i materiali riciclabili che ci procurano gli amici e l’infaticabile EDgardo ci fa pervenire. Poi anch’ io i giorni scorsi… avevo perso qualche colpo, il motore batteva un po’ in testa, ma adesso si è registratro bene e via, andiamo.</p>
<p>E siamo andati, a Katon, con i nostri dell’officina e con l’amico Attilio di Lomagna. In men che non si dica, grazie alle ultime “conquiste della tecnica” di casa nostra, abbiamo messo in piedi le sei colonne centrali della chiesa. Tutto pronto, lunedì le cementiamo. Intanto a Suzana c’è già pronto un mucchio di roba: quasi tutte le capriate e le restanti colonne. Quelli di Katon continueranno a mattere in opera i blocchi  in cemento che la comunità ha preparato con lavoro volontario ( più di mille, finalmente!) e a questa maniera arriviamo a buon punto.</p>
<p>Vi terremo informati.</p>
<p>Ma la chiesa non cammina solo con colonne, capriate, gettate, coperture e arredamenti. Staremmo freschi! Va anche con le zampette di piccoli bipedi umani che per vederli bisogna essere in due, tanto sono di statura “spregevole”, ma che… sono un poema!</p>
<p>Sentite questa.</p>
<p>Mercoledì 23 Marzo pomeriggio. Arrivo a Ehlalab in motorino. Non sto molto bene. Aspetto la gente che venga. Mi piazzo in cappella, su una sedia e recito i Vespri. A un certo punto arriva un trottolino trotterellante, entra in cappella là da dietro, fa qualche passo al piccolo trotto poi si blocca, abbozza una genuflessione che vorrebbe essere di un ginocchio solo, ma si trova spiazzato a terra sulle due ginocchia: poca differenza da qualche secondo fa, quando era ancora in piedi. Ma ecco che abbozza pure un segno di croce. Con la coda dell’occhio vedo che si ingarbuglia. Mi volgo un poco verso di lui e attacco un bel segno di croce. Mi vede, segue i miei movimento e riesce ad arrivare in fondo anche lui al secondo tentativo,  fatto seguendo i movimenti della mia mano.  Mi lancia un’occhiatina di intesa e sfoggia un sorriso birichino… che ti vien voglia di manjgiarlo in un boccone!<br />
Si rialza, riprende a trotterellare verso l’interno della cappella, arriva al posto in cui di solito si inginocchia sua madre. Ci si inginocchia pure lui, poi guarda verso il tabernacolo e rimane li qualche manciata di secondi. Il tempo perché io dica a Gesù:” Lo vedi? Quello è Éri|, lo conosci anche tu: neanche tre anni e mezzo di bambino, ma hai visto che bravo? Cosa vuol dire una famiglia cristiana! Grazie, Gesù. Tienigli una mano sulla testa!”. Sì, proprio!<br />
La testolina si era già alzata, mica tanto su quelle gambette che hanno ripreso a trotterellare per riportare il loro “titolare” fuori della cappella. Ma mica a ‘sta maniera, cosa credete! Arrivato quasi all’uscita, si gira, la genuflessione gli va quasi dritta, si rialza e continua la sua strada, sempre al piccolo trotto… Non prima di avermi lanciato un’altra occhiatina… di trionfo: Hai visto?</p>
<p>Come mi sono riusciti bene i Vespri di quel mercoledì di Quaresima! Grazie, Gesù, ne vale proprio la pena! Non vi pare?</p>
<p>Di nuovo auguri di Buona Pasqua a tutti voi da tutti noi.<br />
Anche da Érin.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"> <em>Padre Fumagalli  (padre Zé) &#8211; Suzana, Guinea Bissau, Aprile 2011</em></p>
<p style="text-align: left;" align="center">
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		<title>Una nuova Alba. A voi e per voi www.brugheriooltremare.org</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 15:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti. Come potete vedere è attivo da pochi giorni il sito di Brugherio Oltremare. La nostra associazione lavora per raccogliere fondi da destinare ai missionari Brugheresi. Da più di quarant&#8217;anni ci dedichiamo a questa attività con il solo scopo di aiutare chi ha bisogno. Sono tanti i missionari brugheresi sparsi per il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/ji4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-548" title="Alba" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/08/ji4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ciao a tutti.</p>
<p style="text-align: left;">Come potete vedere è attivo da pochi giorni il sito di Brugherio Oltremare.</p>
<p style="text-align: left;">La nostra associazione lavora per raccogliere fondi da destinare ai missionari Brugheresi. Da più di quarant&#8217;anni ci dedichiamo a questa attività con il solo scopo di aiutare chi ha bisogno. Sono tanti i missionari brugheresi sparsi per il mondo che portano avanti le loro missioni grazie anche al contributo di Brugherio Oltremare, e proprio a loro questo sito è dedicato.</p>
<p style="text-align: left;">Il sito nasce e si sviluppa intorno a loro, ai loro racconti, alle loro storie e problemi. La sezione del blog &#8220;Racconti dal Mondo&#8221; è il cuore del sito. Qui verranno postate lettere e racconti scritti proprio dai missionari. Per non perdere nulla della loro e nostra storia sono state raccolte e recuperate le lettere che in passato i missionari inviarono alla nostra associazione e che verranno pubblicate in una sezione dedicata del blog. Come per ogni blog che si rispetti, sotto ogni articolo potete scrivere i vostri commenti, pensieri. Questo è fatto per avvicinare voi a un mondo completamente diverso dal nostro e per permettere ai nostri missionari di sentirsi un po&#8217; più vicini a quella che un tempo chiamavano casa.</p>
<p style="text-align: left;">Oltre ad essere un blog, <strong>brugheriooltremare.org</strong> è, e lo fa in modo in importante, il sito istituzionale della nostra associazione. Navigando nel nostro menù troverete tutte le info necessarie per conoscerci meglio, capire cosa facciamo e come lo facciamo, come collaborare con noi e come richiedere il nostro intervento. Un&#8217;apposita sezione &#8220;News&#8221; all&#8217;interno del blog è dedicata a tutte, le novità, a iniziative, eventi e qualunque altro tipo informazione legata al nostro operato sul territorio. Il sito è appena nato e come tutti i neonati crescerà e si farà, con il tempo modificheremo quello che non va, miglioreremo quello che va e aggiungeremo delle novità, quindi non dovete far altro che tornare a visitarci spesso per rimanere aggiornati sui nostri prossimi passi.</p>
<p style="text-align: left;">Grazie e a presto, buona navigazione.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Lo Staff di Brugherio Oltremare.</em></p>
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