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	<title>Brugherio Oltremare &#187; oltremare</title>
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		<title>Il grazie di suor Irene</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi Amici di “Oltre Mare”, il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carissimi Amici di “Oltre Mare”, </strong></p>
<p>il mio grazie caloroso e riconoscente per tutto quanto continuate a fare per sostenere il bene che solo i missionari e il cuore di Cristo conosce. Ho ricevuto  il vostro contributo prezioso, che come sempre è frutto del vostro lavoro e ingegno  che vi tiene in sintonia con quanto noi cerchiamo di operare. Il vostro lavoro è sempre maggiormente efficace perchè, nonostante la ricchezza del sottosuolo africano e anche del Mozambico, è in calcabile, lo sfruttamento di queste ricchezze non produce, per la gente del luogo , povertà e aumento di disoccupazione analfabetismo. I governi talvolta apparentano forme di sviluppo, creando strutture, che purtroppo si rivelano incongruente per la mancanza di mezzi e stipendi adeguati. Piccolissimo esempio sono i libri di scuola che propaganda l’offerta gratuita, ma poi non sono forniti alle scuole per trovarli poi nei circuiti del mercato informale ad alti costi.   Il sostegno che ricevo ci permette di portare avanti sia l’asilo, sia il sostegno a scuola degli adolescenti e giovani perchè possano avere una formazione adeguata a un  futuro di lavoro. Sono ormai diversi i giovani che a dicembre fine dell’anno scolastico entreranno in scuole professionali per seguire corsi medio tecnici che garantirà loro l’ accesso al mondo dell’impiego lavorativo. Tutto questo grazie alla sinergia creata tra voi e noi, unita alla forza che il buon Dio ci dá  per guardare avanti con fiducia, investendo energie e lavoro.Spero di riuscire a inviarvi un piccolo video realizzato al Centro Infantile per farvi capire l’efficacia del nostro  e vostro impegno. Intanto ricevete La mia gratitudine, unita a quelle a dei bambini e famiglie, per il vostro impegno missionario, che continua vivo, nonostante le situazioni non facile dell’Italia. Il  Buon Dio, Benedica abbondantemente voi tutti e sostenga ciascuno di voi e le vostre famiglie, con il dono della serenità, della pace e della salute.Il mio augurio affettuoso. Si avvicina la Pasqua, la gioia del risorto riempia i vostri cuori.Con stima e affetto,</p>
<p align="center">Irene Ratti</p>
<p align="center">Missionaria in Mozambico</p>
<p>Maputo 23.02.2020</p>
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		<title>&#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 14:15:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/Kassolol-int.-Montaggio-panche-nuove.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1485" title="kassolol-int-montaggio-panche-nuove" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/Kassolol-int.-Montaggio-panche-nuove-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Brugherio 12 Ottobre 2017</p>
<p>Carissimi, ancora una volta vi scrivo da Brugherio che, anche se da parecchi anni è assurta al rango di città, per me resta sempre il &#8220;paesello natio&#8221;, là dove sono le mie radici. E&#8217; ben vero che ormai sono molti di più gli anni trascorsi altrove che non quelli passati qui, ma le radici sono radici, fanno parte della nostra identità e su questo non si discute. Certo, la pianta cresce e allarga i rami, senza pretendere di selezionare gli uccelli che verranno a posarsi: a me il Signore ha chiesto di essere un ramo lungo fino all&#8217;Africa e mi va bene; se la pianta è buona non sarà la quantità nè la diversità degli uccelli che la faranno cadere!Uccelli a parte, qualche notizia, e non solo di lavori.L&#8217;otto Settembre scorso ha fatto la professione religiosa nella Congregazione dei Missionari Spiritani francesi il nostro Jacinto Sibandihó della comunità di Suzana, figlio di Raul Baliu Sibandihó, uno dei  nostri catechisti della prima ora e papà di padre Marco, sacerdote diocesano ordinato fin dal 2002. Così è il secondo dei suoi figli sulla strada del sacerdozio, e missionario per giunta. In febbraio sarà ordinato Diacono e poi ci diranno quando sarà ordinato prete.Appena dopo il mio rientro, che sarà il 12 Novembre, la domenica 19, o forse il sabato 18 ancora non si sa di preciso, verrà ordinato prete il diacono di cui vi ho parlato nella lettera precedente, don Matteo della comunità di Ejin, lui pure figlio di catechisti. Andrà a svolgere il suo ministero nella parrocchia di Mansoa dove anche il PIME ha lavorato per circa trent&#8217;anni e dove tuttora lavorano le suore missionarie dell&#8217;Immacolata, le suore del PIME.Non ho ancora finito: il 25 Novembre farà la professione solenne tra i Francescani e in seguito verrà ordinato diacono Frate Lucas, figlio di Albert, uno dei primi cristiani e catechista della comunità di Katon. Poi ci diranno quando anche lui sarà ordinato prete.Il vivaio sta dando ancora frutti, perché ci sono altri alle loro spalle che si stanno preparando, anche per il PIME, figuratevi!La speranza è che questi avvenimenti scuotano un po&#8217; anche gli altri giovani, che si stanno &#8220;addormentando&#8221; in una &#8220;stasi&#8221; senza vie d&#8217;uscita. Ve ne ho già parlato in passato, non sto a ripetermi: assenza di prospettive, che invece di &#8220;aguzzare l&#8217;ingegno&#8221; come si suol dire delle difficoltà, induce ad un immobilismo, ad una vera e propria inerzia propria di chi &#8220;si lascia vivere&#8221; invece di &#8220;aggredire&#8221; la vita con spirito di iniziativa. Ce la stiamo mettendo tutta per dare loro una mano, ma credo che ci voglia anche tanta testimonianza o, come si diceva una volta, tanto &#8220;buon esempio&#8221; da parte nostra.Orpo….., mi stavo dimenticando di darvi anche qualche notizia di noi.Il sottoscritto è arrivato in Italia già da tre settimane: la schiena mi sta &#8220;presentendo il conto&#8221; e, a parte tante altre cose, ha anche un po&#8217; ragione: le sgroppate in moto e le corse in fuoristrada là dove le strade non ci sono credo che possano lasciare un segno, tanto più che la cosa è durata quasi ciquant&#8217;anni ormai. Non me ne pento, tornerei a fare lo stesso (magari con un pochino di prudenza in più direbbe qualcuno&#8230;). L&#8217;importante è guardare avanti. La salute continua a reggere e allora guai a chi si ferma. Il lavoro sul terreno lo sta portando avanti il p. Abramo Cabral, il mio Parroco, con i suoi collaboratori, il diacono Don Maiuca che prossimamente sarà ordinato sacerdote e&#8230; sorpresa, un altro diacono, Don Vitor, arrivato a Suzana l&#8217;altro ieri più le suore e i catechisti. A me il compito di rifornirli di quanto serve: ricostruzione del cammino delle varie comunità, aspetti della cultura locale da relazionare col Vangelo, catechesi in lingua felupe, testi per incontri di preghiera, nuovi canti per la liturgia e sistemazione del repertorio, ecc. ecc.  E ancora un occhio all&#8217;officina per dare qualche dritta a chi sta ancora imparando,Come vedete, il lavoro non manca, grazie a Dio.  Ciò che più importa però è ancora quello che ci raccomanda papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di domenica 22 Ottobre. Dice testualmente così: &#8220;Anche quest&#8217;anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, &#8220;il primo e il più grande Evangelizzatore&#8221;, che continuamente ci invia&#8230;.&#8221;Mi sono venute in mente due cose. Primo, la metafora che papa Francesco ha usato parlando ai preti di Roma per dire loro che devono stare vicini alla gente: &#8220;pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8221;, tanto vicini da portarne con sè l&#8217;odore. Secondo: Paolo, nella seconda lettera ai Corinti, 2,15 usa la stessa metafora:&#8221;Noi siamo dinnanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono&#8230;&#8221;. Si può sapere come facciamo a &#8220;profumare&#8221; di Cristo se non stiamo vicini a Lui, se lo lasciamo da parte? E poi, scusate, come fa ad inviarci se siamo così lontani da non udirne la voce? Vogliamo costringere anche Lui a servirsi del telefonino per mandarci un sms?Per carità! Diamoci una mossa e diciamoGli di tenerci stretti a Lui: abbiamo tutto da guadagnare, per noi e per gli altri!</p>
<p>Auguri a tutti voi!</p>
<p>padre Zé</p>
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		<title>Don Matteo!!!</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1476" title="1" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/CHIAVE-SANDRO1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Suzana, Domenica 11. 06. 2017</p>
<p>Carissimi, avete visto la data? Niente di strano, solo che era Domenica, la Festa della SSma Trinità.E basta? Non proprio: era anche la festa di s. Barnaba, ma lui, discreto come sempre, si è ritirato in secondo piano per far emergere in tutto il suo splendore il NOME, i nuovo Nome di Dio che non è un &#8220;motore immobile&#8221;, come disse quel bel tipo di Aristotele, ma una &#8220;famiglia&#8221; intrisa di relazioni così profonde che di tre ne fanno  UNO, il Dio di Cristo, Padre e Figlio e Spirito Santo, tra Persone che si vogliono così bene, (un &#8220;bene da Dio&#8221;, è il caso di dirlo) da fare UN DIO SOLO,  che si chiama anche Amore.Mi è sempre stato simpatico Barnaba, &#8220;talent scout&#8221; formidabile e allenatore di prima classe: per la squadra di Cristo ha scoperto e lanciato un fuori classe del calibro di Saulo di Tarso, meglio conosciuto col &#8220;nome d&#8217;arte&#8221; che suona: &#8220;San  Paolo&#8221; si, quello che Gesù ha &#8220;placcato&#8221; sulla  strada per Damasco&#8230; Andate a leggere gli Atti degli Apostoli, cominciate pure dal capitolo  9  e andate fino al 15: bello no? Movimentato, pieno di colpi di scena più che un film d&#8217;azione&#8230; e senza effetti speciali, tutto genuino!Festa di S. Barnaba a parte, per la chiesa di Suzana è stata una data storica&#8230; e anche per me. Cosa credete, la chiesa di Suzana e il sottoscritto siamo stati una cosa sola da circa 50 anni, e lo siamo tuttora, anche se in maniera diversa: su questo non ci piove e ne ringrazio il Signore.Sapete, in questa data è cominciato il futuro.Mi spiego. Lo stavo preparando da anni e mi ci stavo preparando pure io, perché sapevo che si trattava di una cosa importante, molto importante.Fu nel 1972 che il p. Spartaco Marmugi, il mio &#8220;mister&#8221;, volle lanciarmi in prima squadra addirittura con la fascia di &#8220;capitano&#8221;. Allora la missione di Suzana non era ancora Parrocchia, in Guinea Bissau non c&#8217;era ancora nessuna diocesi, non c&#8217;era il Vescovo, ma un padre incaricato rappresentante del Papa, un po&#8217; così, alla buona.Ma non fu così alla buona che dovetti far fronte alla situazione: dopo poco più di un anno il Padre Marmugi venne a mancare e io&#8230; dovetti incominciare a sbrigarmela da solo.Il mio &#8220;mister&#8221; l&#8217;aveva previsto, sapeva di essere malato e ha giocato d&#8217;anticipo cercando di trasmettermi tutto quello che aveva accumulato in ventisei anni di vita missionaria in Guinea: non solo i cosiddetti &#8220;fondamentali&#8221;, ma anche la visione di gioco, il giocare a testa alta, avendo presente tutta la superficie del campo e quello che ci si muove&#8230;. E cominciai a preparare la &#8220;successione&#8221;, per facilitare il compito a chi avrebbe ricevuto da me il testimone della &#8220;staffetta&#8221; missionaria.Il Signore mi ha aiutato con delle comunità e delle persone stupende, ho potuto imparare moltissimo, tradurre con loro tutto il Nuovo Testamento, fare un mucchio di canti molti dei quali proprio nel loro stile, continuare la traduzione dei testi liturgici cominciata con il p. Marmugi, tradurre e inventare testi catechistici in lingua loro, registrarli per chi non sapeva leggere ( e per chi deve imparare la lingua felupe); abbiamo anche lanciato una radio parrocchiale per raggiungere tutti, che funziona dal 1995 e ora è affidata ai nostri laici.Insieme abbiamo fatto crescere le nostre comunità, affrontando insieme le difficoltà, imparando insieme dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di Paolo e C. come risolvere i problemi che ci si presentavano, nell&#8217;intento di rendere loro capaci di portare avanti la loro chiesa insieme con chi sarebbe venuto a succedermi.La storia s&#8217;è fatta lunga. Addirittura, trent&#8217;anni dopo quel 1972, la Missione di Suzana è stata &#8220;promossa&#8221; a Parrocchia e, <em>ipso facto</em>, io sono diventato Parroco.Così la mia anzianità di Parroco risale a solo quindici anni dei quarantacinque effettivi, ma non mi preoccupo: qui non ci sono bollini per la pensione, visto che nemmeno la pensione esiste&#8230;.E poi siamo o non siamo servi, non &#8220;inutili&#8221;, ma come spiega bene Silvano Fausti, &#8220;senza un utile&#8221;, cioè senza pretesa di essere pagati Certo, non avrei fatto nemmeno metà della metà di ciò che abbiamo realizzato in strutture per la pastorale e per insegnare a lavorare, se non avessi avuto alle spalle il folto gruppo degli amici dlla Missione, in prima linea Brugherio Oltremare, ma non solo.Ecco, ora guardiamo insieme verso il futuro: non è difficile, visto che, come dicevo, è già cominciato.Cinque anni fa, fulmine a ciel sereno, il Pime ha aperto a s. Domingos portandosi via i due missionari che avevo  a Suzana. Sono rimasto solo, del Pime, con la incipiente compagnia del mister Parkinson che già cominciava a darmi fastidio.Ma c&#8217;era una novità: da prima di Natale 2011 il Vescovo ci aveva mandato il P. Abramo Cabral, un prete diocesano con qualche anno di Messa. E&#8217; arrivato un po&#8217; &#8220;malconcio&#8221;, ma la nostra gente lo ha rimesso in piedi. La stoffa è buona ed è partito con il piede giusto. Di progressi ne ha fatti tanti e, soprattutto, è stato capace di capire la situazione, il cammino fatto da queste comunità a cominciare da p. Marmugi. Non finisce mai di chiedermi notizie e vuole sapere il perché e il percome di tante scelte fatte. Ci siamo trovati a condividere tante scelte, tanti punti di vista, tante posizioni anche attuali nel contesto della nostra Diocesi. Devo proprio dire che si è trattato di un ottimo acquisto.La gente gli vuole bene e se lo merita. C&#8217;è una bella armonia anche con gli altri collaboratori: tra di loro c&#8217;è buon sangue e intesa, e anche con me. Ma quello che più importa è che ci sia tra di loro, perché loro sono il futuro: la Chiesa di Guinea che cammina con i suoi piedi e che assume in prima persona il lavoro missionario.Quello che mi piace non è solo l&#8217;accordo tra di loro, ma anche la dinamicità: stanno viaggiando nei villaggi per la catechesi, che per ora preparo io in Felupe. Cercano anche di trovarsi insieme per studiare, per informarsi da me, per sostenersi: ci siamo organizzati su ritmi settimanali e pare che la cosa funzioni bene.Con tutte queste premesse, cosa volete che provassi quando abbiamo fatto le consegne nella celebrazione presieduta dal Vescovo? Il giorno prima, su due piedi avevo pensato e scritto una celebrazione vigilare che è stata molto apprezzata: il tasto giusto per prepararci spiritualmente.Avevo  il mio daffare per suonare e cantare, ma non ero distratto. Mi è sembrato tutto così naturale, l&#8217;avevo desiderato da così tanto tempo che&#8230;. tutto è andato liscio e sono tranquillo.Ciliegina sulla torta: sabato prossimo vado all&#8217;ordinazione diaconale del nostro Matteo di Ejin, figlio di catechisti e nipote di due figure eccezionali Kutujenuió e Anjiroken. Diciamo una famiglia &#8220;storica&#8221; della comunità di EJIN. Ho ragione o no di dire che il futuro è cominciato</p>
<p>Suzana 20 Giugno 2017</p>
<p>Siamo andati a Bissau. La chiesa della parrocchia di Antula non è ancora finita, ma ci ha &#8220;contenuti&#8221; tutti: grande, monumentale, solida, per ora senza porte e finestre.Una Messa interminabile, per ordinare due diaconi! Immaginatevi se c&#8217;era anche qualche prete!Ma la mia attenzione e la mia preghiera si concentravano soprattutto su Matteo e sulla sua famiglia, papà Ernesto e mamma Anita. Rivedevo come degli spezzoni di film, con la sua nonna Anjiroken, il nonno Kutujenuió, lo zio António: le prime colonne portanti della comunità di Ejin. Quante cose stupende mi ha fatto vedere il Signore! E sono lì, vive davanti a noi. Anche se noi ci incurviamo col passare degli anni, lo spettacolo offerto da questi giovani che accettano di consegnare la loro vita nelle mani del Signore ti da la carica. Pochi anni e la savana dà i suoi frutti. Ancora  una volta il Vescovo ha voluto sottolineare che Suzana è un vivaio di vocazioni. Che fortuna ho avuto di capitare tra questa gente, capace di accettare e far fruttificare il Vangelo anche più di noi! C&#8217;è sempre da imparare e da ringraziare il Signore.E poi l&#8217;altra novità: ci siamo messi di buzzo buono a rifare il ponte di Boaj, 106 metri su acqua salata, in piedi da 25 anni e ormai piuttosto malconcio. Si  sta  facendo bello con un sacco di cose nuove&#8230; con mio fratello Alfonso che è venuto qui e ha dato lo spintone giusto. No, non l&#8217;ha mica abbattuto!Cosa credete, lo spintone lo ha dato ai lavori ( e un po&#8217; anche &#8230;ai lavoratori) tanto che arrischiamo di finire il tutto prima che comincino le grandi piogge. Per noi era un sogno, ma adesso sta diventando realtà.Ora mio fratello riparte soddisfatto e qui ne parleranno per un bel po&#8217;: non è frequente vedere gente che lavora a quella maniera. Noi faremo le finiture che la pioggia ci permetterà di fare, ma il ponte è di nuovo lì, ringiovanito, a far bella mostra di sè&#8230; e a ricordare alla gente che con buona volontà, intelligenza e collaborazione si possono fare tante cose belle.Auguri a tutti voi anche per le vostre ferie, se riuscite a farle. Noi qui aspettiamo il solito gruppetto di giovani e abbiamo già messo in cantiere non poco lavoro da fare insieme per dare nuovo impulso alla catechesi. Guai a chi si addormenta!&#8230;.   Ciao a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">padre Zé</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1478" title="20170620_111805" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/11/20170620_111805-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;&#8230;&#8230;. Lascio il palco e mi infilo nella buca del suggeritore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 09:40:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Brugherio 16 Marzo 2017 Carissimi, le piante in fiore annunciano la primavera ormi prossima, con la natura che si risveglia in una festa di vita e di colori dopo il grigiore dell&#8217;inverno ormai passato.Per noi cristiani poi, non si tratta solo di un fenomeno naturale pur bello e ricco di poesia con quel suo messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/04/20170201_113041.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1469" title="2" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2017/04/20170201_113041-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>Brugherio 16 Marzo 2017</p>
<p>Carissimi, le piante in fiore annunciano la primavera ormi prossima, con la natura che si risveglia in una festa di vita e di colori dopo il grigiore dell&#8217;inverno ormai passato.Per noi cristiani poi, non si tratta solo di un fenomeno naturale pur bello e ricco di poesia con quel suo messaggio di speranza che ci dice che la vita non è mai sconfitta; per noi c&#8217;è un&#8217;altra primavera, un&#8217;altra vita, una speranza ancora maggiore: la PASQUA.Da quando Gesù risorgendo ha sconfitto la morte, la speranza ha acquistato uno spessore nuovo ed è diventata certezza: la certezza di essere amati e salvati da Chi la vita l&#8217;ha creata, la conduce e la porta a una fioritura nuova, insperata, al di là di ogni e qualsiasi eventuale sofferenza, anch&#8217;essa trasfigurata dalla Croce che Lui ha portato per nostro amore.Fa gelare il cuore il vedere come nel nostro mondo occidentale la morte si fa strada imponendosi come legge inesorabile.Esorcizzata in mille modi, chiamata con mille nomi diversi, entra nel quotidiano quando ci si serve di lei per impedire che vengano alla luce esseri umani ritenuti degli “intrusi” che vengono a turbare la nostra vita, o meglio, il nostro stile di vita: e crediamo di tranquillizzare la nostra coscienza proclamando che l&#8217;aborto è un diritto, perfino riconosciuto dalla “legge”.  Una volta si diceva che i popoli che praticavano l&#8217;infanticidio erano “selvaggi” e li pensavamo dispersi in foreste o su isole lontane, dove la “civiltà” non era ancora arrivata&#8230;.Raccapricciante, eppure dilaga nei media, il discorso sull&#8217;eutanasia: a furia di parlarne usando mille pseudonimi, l&#8217;eliminazione di chi ci è di peso, anziano o malato, non fa più notizia. La faceva al tempo del Nazismo, quando se ne parlava condannando appunto quel regime “inumano”. Vien fatto di pensare che la condanna era solo una mossa politica, usata perché serviva al momento per determinati fini, mentre la realtà che si perseguiva era un&#8217;altra.</p>
<p>Chiedo scusa per l&#8217;insolito inizio di questa lettera che di solito vuole informare sull&#8217;andamento della Missione, ma vi confesso che non mi sento fuori tema. Sinceramente mi trovo un po&#8217; in imbarazzo, quando mi sento mandato ad annunciare Colui che ha detto “Sono venuto perché abbiano la vita, e l&#8217;abbiano in abbondanza” (l&#8217;avverbio greco direbbe “esageratamente”, fuori misura) e poi mi sento domandare: “Ma perché allora voi non volete bambini ed eliminate vecchi e malati che hanno bisogno di tutto?”. Voi che cosa rispondereste? Che queste sono conquiste della civiltà?  E per quanto riguarda il  “Diritto a morire con dignità”? Non posso né voglio giudicare nessuno, ci mancherebbe, ma come lo posso conciliare con quanto annuncio, cioè che niente, nessuna sofferenza e nemmeno la morte ci può separare dall&#8217;amore di Dio in Cristo Gesù Signore nostro? (cfr Rom. 8,39   ma si veda anche tutto il cap.8).Quando durante la guerra del 1998 in Guinea con la presenza di truppe senegalesi in appoggio al dittatore, il nostro vescovo, che cercava di trattare la pace, era lasciato solo dagli altri vescovi della conferenza episcopale, senegalesi appunto, io andai in Vaticano a dire che si dessero una mossa, se no   come potevo continuare a fare la catechesi sulla Chiesa dicendo che essa in Dio è una sola famiglia fin quando i fratelli non si aiutavano l&#8217;un l&#8217;altro, e mi diedero ascolto. Ora non c&#8217;è Vaticano che tenga: dipende da tutti e da ognuno di noi testimoniare l &#8216;amore alla Vita, che ha valore perché è nelle mani di Dio; tocca a noi avere la vera con-passione, condividere la sofferenza di chi vede la vita “perdere senso” e restituirle la dignità di una “missione”, e non di quelle di minor conto.Come vedete dalla data, anche questa volta vi scrivo da Brugherio, dove sono arrivato il 19 Febbraio per un ulteriore controllo al caval di s. Francesco, diciamo che sono venuto a “fare il tagliando” alla macchina. Come sempre devo ringraziare tutti coloro che ho incontrato perché è stupendo sentirsi accolto come voi sapete accogliermi: prego il Signore che vi ricompensi come solo Lui sa fare.Notizie di laggiù? Presto detto Innanzitutto, a livello di Guinea, lasciamo stare di parlare o sparlare della situazione politica: sembra che anche noi qui in Italia non abbiamo moto da insegnare.A livello di Chiesa locale, abbiamo fatto la prima sessione del primo Sinodo della storia della Diocesi di Bissau, un avvenimento appunto “storico”.La preparazione non è stata delle migliori.  L’impegno dei partecipanti è stato lodevole. Purtroppo è mancata all’appello l’esperienza, che non ci poteva essere trattandosi della prima volta, ma forse anche una certa duttilità nel far fronte a cose che magari non si erano previste a tempo. Sono soddisfatto di come sono andate le cose? Non posso dire di si, però c’è speranza di migliorare. E’ prevista una seconda sessione a Giugno e dobbiamo lavorare perché sia meglio della prima. Forse non si farà a tempo a concludere tutti i lavori, ma niente impedisce che si possa aggiungere magari un supplemento… Chi sta nella stanza dei bottoni magari ci potrà pensare.Dalla stanza dei bottoni (si fa per dire) di Suzana sono uscito io: subentra il nuovo parroco, con tutto l’appoggio e l’affetto che si merita e il 17 Giugno avremo l’ordinazione sacerdotale del nostro don Maiuka, il diacono che già fa parte della nostra squadretta.E io? “Quiescente” poco capace di “stare quieto”. Lascio il palco e mi infilo nella buca del suggeritore. Mi sto già allenando e… mi dà parecchio da fare, visto che, grazie a Dio, chi mi succede vuole privilegiare la continuità pur nella inevitabile e provvidenziale novità.E’ un momento delicato, ma che mi dà molta speranza: vi chiedo di pregare perché il nostro servizio a queste comunità si svolga in una fraternità che guarda al futuro con i piedi ben poggiati sulle fondamenta poste dai predecessori. Le premesse, grazie a Dio, ci sono tutte: spetta a noi farle “maturare” e diventare realtà secondo uno sviluppo armonico e costante.I lavori?Abbiamo cercato di dare una mano alla preparazione al Sinodo stampando e diffondendo nelle parrocchie gli interventi che via via venivano “postati” nel blog della Diocesi: un lavoro non indifferente.Abbiamo “azzannato” il lavoro di manutenzione straordinaria del ponte di Boaj, il primo, costruito nel 1992, lungo ben 106 metri. In realtà si tratta di una “ricostruzione” al 50% con la sostituzione di tutto il materiale in ferro ormai divorato dalla salsedine, l’aggiunta d’un pilone in cemento, la nuova sistemazione delle teste dei piloni con travature in legno (avete in mente i famosi “traversini” delle ferrovie?) e altro, che sta sollecitando ancora una volta la fantasia e l’inventiva per venire a capo delle difficoltà che via via si presentano. Devo comunque dire che la nostra gente ha capito l’utilità del ponte, non può più farne a meno, per cui si impegna notevolmente nel dare una mano per i lavori necessari, che stanno continuando anche ora in mia assenza.Fronte coltivazioni. Stiamo serrando le fila e arruolando nuovi volontari per camminare verso una agricoltura più redditizia grazie al lavoro delle macchine. Interveniamo anche per conto terzi, cioè per appoggiare l’attività di ONG presenti sul territorio e impegnate nello sviluppare l’orticoltura.Ci è piovuto dal cielo un aiuto insperato: un uomo di un villaggio vicino, già in età, con una buona preparazione in orticoltura che è venuto a chiedere aiuto. Gli abbiamo fatto la proposta di gestire in proprio l’orto dentro la missione, così da aprire in seguito la strada a giovani che si convincessero della bontà dell’iniziativa. Ci si è messo d’impegno e l’orto è finalmente rifiorito. L’uomo ci sa fare, non solo, ma vuole dare una mano anche ad animare i giovani in questo senso. Un passo dopo l’altro, forse si apre una strada verso il futuro.Si diceva che chi vive sperando muore cantando e chi vive cantando morrà sorridendo. Io credo che la speranza è l’altra faccia della fede, visto che la nostra speranza non significa “speriamo che, magari…”Bensì, come dice Paolo, “so chi è Colui nel quale ho posto la mia speranza e so che non mi deluderà” (cfr.2Tim.2,12b). Mentre scrivo stiamo aspettando Papa Francesco. Se piace a Do parteciperò sia all’incontro in Duomo a Milano sia alla Messa nel Parco di Monza. Porterò nel cuore la Chiesa di Guinea, le nostre comunità e tutti voi: che il Signore c confermi nella fede e nell’amore e faccia di noi seminatori di speranza, quella che Lui ha portato risorgendo dai morti.Buona Santa Pasqua a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Zé</p>
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		<title>Brutte notizie</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 07:50:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Brugherio 10 Giugno 2016</p>
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<p style="text-align: left;">Carissimi,ancora una volta inizio a scrivere questa letterina a partire dal paesello natio. I controlli medici si sono fatti frequenti, anche se non ci sono motivi di allarme. Anzi vi posso dire che il neurologo che monitora il morbo di Parkinson ci ha trovati bene, sia me sia il mio ospite mister parkinson, che cerco di tenere buono buono perché non si arrabbi e non si metta a fare le bizze. Questa volta il soggiorno in Italia sarà un po&#8217; più lungo: due mesi. Me l&#8217;ha detto il mio Superiore, aggiungendo che devo anche riposare un po&#8217;, magari in montagna. Ai superiori noi abbiamo promesso obbedienza, per cui&#8230;.  alle volte ci riusciamo anche a dire di si. Poi c&#8217;è anche il detto secondo cui al medico bisogna proprio obbedire, se no sono guai. Il guaio vero è che il mio superiore è anche medico, per cui&#8230; non si scappa. Come diceva il poeta latino: cade in Scilla chi vuol evitare Cariddi.Ho dovuto interrompere la lettera e la riprendo solo dopo alcuni giorni, purtroppo con una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno: due delle suore adoratrici del sangue di Cristo, suor Romana Sacchetti e suor Esperia Sulis sono morte in un incidente stradale, a Bula, lontane dalla loro missione. La suora che guidava, suor Chantal, nativa del Benin, è rimasta gravemente ferita, come pure ferite sono rimaste, chi più chi meno, le ragazze che viaggiavano dietro.Andavano all&#8217;ordinazione di un sacerdote guineano del loro Istituto: macchina stracarica, asfalto sbrecciato sui margini tutti rotti e con dislivello notevole col resto del terreno, autista con poca pratica: la macchina, che non correva forte, deve aver messo una ruota giù dall&#8217;asfalto e si è inclinata, la suora deve aver perso il controllo, nel panico probabilmente ha pigiato il pedale sbagliato, cioè l&#8217;acceleratore invece del freno, e la macchina è schizzata:ha capottato più volte, suor Romana è morta sul colpo, suor Esperia appena giunta all&#8217;ospedale, cosciente, sapendo di morire.Suor Romana, dopo una esperienza di missione in Tanzania, era giunta in Guinea nel  1981 a dar man forte alle prime quattro consorelle arrivate l&#8217;anno prima. Infermiera instancabile nel girare in un&#8217;infinità di villaggi per assistere mamme e bambini: un&#8217;autentica istituzione! Suor Esperia era maestra, catechista con una preparazione considerevole, affinata poi dall&#8217;esperienza di catechista itinerante del Movimento Neocatecumenale. E&#8217; arrivata in Guinea nel 1984 e si è dedicata subito alla catechesi nella nuova parrocchia di Ingorè, che proprio allora nasceva con territorio scorporato dalla missione di Suzana. Abbiamo collaborato non poco ed ho potuto apprezzarne la competenza e la dedizione appassionata con cui accompagnava la formazione dei catecumeni.Umanamente parlando si tratta di una grossa perdita, calcolando le poche forze che abbiamo, di fronte a una mole di lavoro che grazie a Dio va aumentando, Sappiamo però che gli &#8220;operai della messe&#8221; li conta LUI, il Padrone della messe. A noi compete pregare perché dia alle due suore il &#8220;soldo&#8221; che lui ha promesso e perché chiami altri operai per la messe; ricordandogli pure che sostenga noi che siamo rimasti a lavorare, soprattutto le consorelle, le persone che stavano assistendo o accompagnando, le loro comunità; e i famigliari che da lontano sono rimasti colpiti dalla loro scomparsa.La fede ci fa guardare avanti, decifrando i segni del suo amore che Lui moltiplica sul nostro cammino, segni che ci confermano nella volontà di seguirLo sempre, annunciando Lui, ragione della speranza nostra e di ogni persona che gli fa spazio nella sua vita.Alcuni di questi segni li abbiamo visti anche nelle nostre comunità, che hanno espresso nuovi &#8220;operai della messe&#8221;.La domenica 10 Aprile festa in borgo. Tutte le comunità riunite per la Messa di ringraziamento per l&#8217;Ordinazione sacerdotale di un nuovo Felupe doc, padre Massimo Kapina o.f.m. avvenuta il sabato dentro l&#8217;Ottava di Pasqua: freschissima dunque.Papà e mamma del novello prete, frate francescano, sono Felupes nati e cresciuti a Suzana; il papà battezzato il 5 giugno &#8217;69, col secondo gruppo, la mamma nel &#8217;70. Sposati nel &#8217;71, uno dei primissimi matrimoni tra giovani cristiani. Dopo l&#8217;indipendenza, nel 1974, non vedendo ancora figli, si trasferirono a Cumura, presso Bissau, inserendosi nella comunità cristiana di quella parrocchia come membri attivi, soprattutto nella pastorale delle famiglie.Macellata la rituale mucca, che sempre fa le spese delle feste di una certa portata, abbiamo pure rivissuto momenti dell&#8217;esperienza di vita con Padre Spartaco Marmugi, ricordando raccomandazioni tipicamente sue, che poi, quel giorno stesso ho avuto la gioia di vedere assimilate da elementi delle nostre comunità, dal p. Massimo stesso e da altri collaboratori, che le hanno espresse in modo vivo ed ineccepibile. Ho visto questa chiesa camminare coi suoi piedi, lavorare con le sue braccia e parlare in prima persona con chiarezza e convinzione. Sia ringraziato il Signore.Il 26 Maggio, dopo il mio rientro in Italia per i soliti controlli, nella comunità di Katon, prima professione di una nuova suora marianita: suor Noemi Ampajau, figlia di Simone e Mari venuta a mancare nel 2007.Noemi fu battezzata da me a Katon bambina di sei anni, insieme coi genitori nel &#8217;92 ed è la prima suora di quella comunità, anche se, nel computo delle suore felupes, si trova all&#8217;ottavo posto.Davvero il seme gettato da p. Marmugi sta fruttificando! Noi ci spendiamo volentieri perché nulla vada perso, anzi perché possa fruttificare il cento per uno, tanto è stato irrorato di sofferenza, specie nelle persecuzioni che agli inizi della comunità di Katon infuriarono con apice nel &#8217;73, ultimo anno di vita di p. Spartaco.Quest&#8217;anno ricorre il centenario della nascita di p. Spartaco Marmugi, nato a Sovigliana di Vinci (FI) appunto nel 1916. Abbiamo intenzione di illustrarne la sua figura anche ai più giovani, che non l&#8217;hanno conosciuto, perché si rendano conto di quale dono il Signore ha fatto alla loro gente.E a me. Stiamo vedendo come farne partecipi anche tutti voi. Forse ci riusciremo, un pochino.Il mio rientro a Suzana è previsto per il 19 Luglio pv.A Suzana finora non sta piovendo. Vi chiedo di pregare il Signore perché ci pensi!GRAZIE. Buone ferie: Auguri a tutti voi da tutti noi.</p>
<p> <a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/07/le-due-suore-decedute-nellincidente.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1450" title="le due suore decedute nell'incidente" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2016/07/le-due-suore-decedute-nellincidente-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p align="center">p. Zé  (p. Giuseppe Fumagalli)</p>
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		<title>Arrivano i rinforzi!!!!!!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 11:29:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2015/07/motocult-1rid.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1399" title="motocult 1rid" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2015/07/motocult-1rid-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Suzana 4 Luglio 2015</p>
<p>Carissimi, non c&#8217;entra niente la data con il quattro luglio degli Americani:  qui siamo in Guinea Bissau dove il quattro luglio è un giorno come gli altri.  Con una novità: è successo qualcosa che ci fa sperare di essere entrati in una nuova fase della storia di questo piccolo pezzetto di mondo dimenticato da troppa gente.Sono arrivati motocoltivatori che abbiamo comperato in fretta e furia, confidando nel flusso di offerte del progetto K503 &#8220;Dieci motocoltivatori per Suzana&#8221;. Ne abbiamo uno piccoletto nuovo e tre grossi, usati due di 18cv e uno di 14.Lunedì 29 scorso prima presentazione ai volontari che vogliono imparare a manovrarli.Dovevate vederli! Uno spettacolo!  Come le vespe mi avevano preso in mezzo e mi ronzavano attorno mentre io cercavo di spiegare la macchina, motore, fresa, assolcatore, comandi vari, ecc.  Poi la prova: a un primo momento di perplessità  succede un silenzio denso di osservazione e considerazioni, poi le domande e poi finalmente quello che aspettavo: &#8220;Voglio provare anch&#8217;io!&#8221;. E allora fatevi sotto!  Entusiasmo&#8230;. , ma eravamo a tempo scaduto. Siamo stati a Bissau quattro giorni, p. Abramo e io, quindi tutto fermo.  Siamo tornati giovedì sera. Venerdì mattina sono tutti lì. Breve riassunto delle istruzioni, controllo dei livelli,  e poi: &#8220;Prendete in mano le macchine e fate le prove nel terreno della missione&#8221;. Hanno afferrato le macchine e sono sciamati, chi più chi meno velocemente, hanno scelto ognuno un pezzo di terreno e via.Un po&#8217; di intoppi, è vero. Questo innesta la marcia indietro con la fresa che gira: &#8220;FERMO! che ti puoi macinare un piede!&#8221;. L&#8217;altro non riesce a curvare come si deve: &#8220;Cerca la leva del bloccaggio differenziale&#8230;. Eccola&#8221;. Sbloccato, la macchina   è diventata docile come un agnellino e l&#8217;operatore va a mille; poi c&#8217;è chi misura la profondità della fresatura e constata che corrisponde a quella raggiunta da loro con la vanga tradizionale, che rispetta la profondità limite dello humus&#8230; e annuisce soddisfatto.A farla breve: in meno di due ore, il terreno della missione è per metà preparato per la semina del riso: mi dicono che è proprio come lo fanno loro. Qualcuno applica l&#8217;assolcatore  e tenta una specie di aratura: risultato ottimo.A questo punto arrivano delle donne. Guardano, vedono le macchine che ronzano avanti e indietro, sono visibilmente soddisfatte. Domando: &#8220;Va bene se lavoriamo così ?&#8221; E qui si sbilanciano in pieno, entusiaste. Se abbiamo l&#8217;approvazione delle donne, che sono poi quelle che seminano e trapiantano, abbiamo le spalle al muro, siamo sicuri che tutto andrà bene.     Anche le chiuse realizzate nelle quattro risaie raggiunte quest&#8217;anno sono completate e già hanno cominciato il loro lavoro con le prime spruzzate di pioggia.La quale è appunto quella che si fa desiderare. Stiamo chiedendola al Padreterno e speriamo che tenga conto anche della nostra buona volontà di ascoltare quanto Papa Francesco ci dice nella sua enciclica &#8220;Laudato si&#8217;&#8221;&#8230;Appena piove, i motocoltivatori vanno a destinazione e vengono assegnati a delle microaziende agricole in formazione. Ecco, adesso siamo al punto in cui ci vuole qualcuno che segua da vicino e faccia muovere i primi passi per la costituzione appunto di microaziende agricole collegate in una rete che garantisca anche un aiuto reciproco nel risolvere i problemi che si presentano, oltre che nell&#8217;amministrare e mantenere le macchine stesse.Pure ha preso forma la squadretta che gestisce le macchine epilariso. Abbiamo dovuto risolvere qualche problema di approccio alle macchine, ma ora pare tutto a posto.Qualcuno, incaricato di raccogliere nomi di volontari che volessero apprendere a usare i macchinari, mi domanda: &#8220;Posso raccogliere nomi anche di non cristiani?&#8221; &#8220;Se puoi? DEVI raccoglierli. Che domande sono? Noi andiamo avanti ad aprire la strada, ma poi la strada è aperta per tutti. Ben vengano, che insieme riusciamo a cambiare la faccia al nostro paese!&#8221;Ci mancherebbe altro!  Comunque, la mia attenzione è che non si tratti solo di macchine, anche se bisogna acquistare la competenza necessaria per usarle, ma che anche queste &#8220;cantino&#8221; il Vangelo, che siano segno della carità operosa, che si dà da fare, che inventa sempre nuovi &#8220;linguaggi&#8221; e costruisce nuovi &#8220;ponti&#8221; perché il messaggio di Gesù arrivi ovunque. A proposito di ponti, anche quello di Ehlalab siamo riusciti a ricostruirlo: è finito l&#8217;altro ieri.Stiamo cercando di ingranare una reazione a catena positiva. Abbiamo avuto problemi notevoli, anche grossi, ma la Provvidenza c&#8217;è e andiamo avanti con fiducia. Il mondo dei giovani di qui è come un muro, specialmente in Suzana: più che un lavoro, vogliono un &#8220;posto&#8221; che gli garantisca uno stipendio a fine mese; quindi uno stipendio dalla missione, perché è l&#8217;unica che paga regolarmente. Di avventurarsi in iniziative a loro rischio non ne vogliono sapere. Sono giovani &#8220;invecchiati&#8221; anzitempo. Il nostro sforzo è di smuoverli anzitutto su questo piano umano, di atteggiamento: attraverso qualche giovane dei nostri e di giovani degli altri villaggi, meno contagiati da questa pigrizia istituzionale.Già lo diceva Appio Claudio il cieco che ognuno è artefice della sua fortuna (<em>quisque faber fortunae suae</em>), ma pare che abbia avuto pochi discepoli, almeno da queste parti: cerchiamo di dargli una mano. La &#8220;casa comune&#8221; come dice Papa Francesco nella sua ultima enciclica, ha posto per tutti e a tutti offre, se rispettata, modo di vivere. Tocca a noi rimboccarci le maniche.Ad ogni modo, ora siete in procinto di prendervi anche un po&#8217; di riposo con  le ferie annuali: cerchiamo un posto, magari a buon mercato, lontano da città e strutture; guardiamoci intorno e cerchiamo di apprezzare quanto il Signore ha disposto per noi, ringraziamolo come si merita e&#8230; se guardandoci attorno abbiamo visto qualcuno che necessita del nostro aiuto, diamogli una mano, ché il Signore non rimarrà indietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao a tutti.</p>
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		<title>&#8230;&#8230;.Aspettando suggerimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 10:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltremare</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="right">Bissau, 8.10.2014</p>
<p>Carissimi, questo pomeriggio mi sono messo a scrivervi. Non sapevo da che parte cominciare. Sapete cos’ho fatto? Sono andato a rapporto dal Capo, in chiesa, e gli ho detto: “Io ora prego l‘Ufficio con i salmi di oggi. Tu intanto pensa cosa mi devi suggerire poi cominciamo”.“Ma come, con tutte le cose belle che hai visto in questi giorni, non sai da che parte cominciare?” Ma quali cose belle: c’è in giro un’epidemia ammazzagente da fare spavento, l’Ebola e è proprio qui a due passi da noi. Come se non bastasse c’è chi si diverte a mozzare il capo ai cristiani e nessuo dice niente! C’è una guerra non dichiarata ma proclamata e attuata con un fanatismo che fa rabbrividire e&#8230; “ci sono tante cose belle?” Ma andrebbero fatti fuoi tutti i musulmani, così sento dire, con prospettive che fanno rabbrividire.Intanto quelli che mozzano il capo ai cristiani non sono “i musulmani”,  ma alcuni diloro, disapprovati dalla maggioranza, tant’è  vero che, quando gli gira mozzano il capo anche a loro. Non è che questo possa consolare, anche se  il pericolo che vien da gente così non è nuovo per l’Italia, specialmente per le popolazoni rivierasche: basta guardare quanti paesi in Liguria hanno la loro torre di guardia per scrutare in mare l’arrivo dei “pirati saraceni” ed avere il tempo di mettersi in fuga… Erano altri tempi, altre condizioni, altri giochi anche politici. Va bene, ma le 836 teste mozzate in un  sol giorno a Otranto?  Non siamo tanto fiscali: con la tanto decantata Rivoluzione francese, senza nemmeno l’ombra di un mussulmano, fu necessario inventare una macchina, tanto si tagliavano teste in quantità industriale! Per carità!Piuttosto c’è una cosa che tutti o quasi dimentichiamo. Tutti pensiamo: come faremo a scamparla? Difesa? Sì, ma come? Fuga?  Sì, ma dove?E ci dimentichiamo che “la miglior difesa è l’attacco” come recita il vecchio adagio.Se è per questo abbiamo una coalizione di vent’otto paesi che sono d’accordo per bombardare….Non facciamo scherzi, non è di questo genere di attacco che sto parlando!&#8230;.Qualcuno pensa che è questo genere di violenza che disintegrerà l’Europa?  Sempre si è visto che la violenza genera violenza e che tali fenomeni tendono a elidersi a vicenda, basta leggere la storia anche solo del Novecento.C’è ben altro che ci può disintegrare!  Posso proporvi una mia lettura? Sapete, mi trovo nella condizione del pittore che fa tre passi indietro per vedere ciò che sta dipingendo ed averne una prospettiva un po’ più “globale”: tre passi, da lì a qui, in Africa dove mi trovo. Poi della mia lettura fatene quel che volete, tanto…..Non è che qui si stia meglio o che qui non si stiano perdendo valori fondamentali che pure avevano resistito all’assalto della “Occidentalizzazione”. E’ che qui è rimasta ancora una piccola capacità di essere contenti con poco, di assaporare qualcosa che lì in Europa si è inquinato in maniera paurosa: la gioia, assaporare la gioia semplice, per cose semplici, naturali, non artefatte, non inquinate. La capacità di far festa con poco, festa che ti rigenera, ti dà la carica. Non parlo di certe “feste” interminabili che ora stanno prendendo il sopravvento, feste di giovani “occidentalizzati” o “globalizzati”: dico quelle tradizionali, da oggi a domani, genuine, anche magari con una sbornia di quelle che la mattina dopo sono un ricordo.E feste anche senza sbornia, con valori magari “importati”, ma universali, che vengono proposti da chi  “sa come le cose funzionano” perché le ha create Lui.L’abbiamo fatta anche noi una festa, una di queste, in occasione del mio 50° di Ordinazione. Volevo che fosse una festa di Chiesa, di gente contenta di essere amata e prescelta dal Signore, e da Lui “incaricata” di vivere e diffondere questa gioia: la gioia di sentire che Qualcuno ti vuol bene, e “ti vuole un bene da Dio”.L’abbiamo fatta, la festa, in occasione, o meglio, come parte del conferimento della Cresima a un gruppo di giovani e ragazze diciottenni. Abbiamo voluto stendere davanti a loro deipercorsi di vita che Gesù ci propone, anche con la presenza della croce, ma in cui c’è da trovare la vera “gioia”: autentiche “vocazioni” “chiamate” ad assaporare la gioia che viene da Lui.Gli sposati hanno testimoniato la loro gioia di essere “sposati nel Signore”, con il loro amore ben vivo nel Suo anche dopo più di 50 anni di matrimonio “cristiano”, e così via via anche gli altri, dopo i cinque anni. Poi è stata la volta di chi si è consacrato a Dio, due religiosi e ben sei suore, ragazzi e ragazze cresciuti nelle nostre comunità di Suzana, contenti di essere stati scelti da Lui, contenti che Lui gli vuol bene. Poi è stata la volta dei preti: quattro, l’ultimo dei quali è già stato chiamato a ricevere il premio, la gioia infinita; il primo con già 20 anni di sacerdozio e sempre entusiasta… e il veterano, il sottoscritto, contento di essere prete come e più di cinquant’anni fa. E poi una decina di seminaristi e quasi altrettanti in preparazione. Gliel’abbiamo detto chiaro: Noi siamo poveri diavoli, non sempre siamo stati fedeli, ma Lui sì, è sempre fedele nel suo amore e ci dà la grazia, col perdono, di ricominciare sempre nella gioia; non solo, ma ci fa anche capaci  di donare la gioia del perdono a chi è stato infedele verso di noi.Ripeto: è la gioia di sentire che qualcuno ti vuole bene: ti mette le ali ai piedi. Quando poi questo qualcuno è Lui, allora non ti fermi più, lo vai a dire a tutti.  … e la gioia diventa la cifra dell’annuncio, come ci ricorda papa Francesco nel Messaggio della Giornata Missionaria Mondiale di  questo Ottobre, dopo avercelo ricordato nella sua “Lettera”  “La gioia del Vangelo”. Lo percorre tutto il Vangelo, la gioia, da Betlemme alla Resurrezione, per poi continuare negli Atti degli Apostoli dove Luca ci dice più volte che le comunità che si convertivano a Cristo “erano piene di gioia”, e questo nonostante le persecuzioni.Siamo debitori di questa gioia anche noi, che abbiamo conosciuto l’amore dei nostri genitori, magari mica tutti santi da altare, ma capaci di amarsi seriamente, capaci di perdonarsi. .. e a noi bambini ne derivava una sicurezza: i nostri genitori sono capaci di volersi e di volerci bene: lo si respirava in casa questo amore solido.Che tristezza ora sapere di certe coppie che, quando si sposano, mettono giù anche le clausole dell’eventuale divorzio! Assurdo! Abbiamo messo l’etichetta della scadenza non solo ai vasetti di marmellata e ai dadi per brodo, ma anche al matrimonio e a quello che chiamiamo “amore”: senza dire che alle volte lo confondiamo con qualcosa di passeggero o addirittura con la vera e propria libidine, e invochiamo addirittura delle leggi nuove per legittimare che ” io faccio quello che mi pare e tutti zitti!”  Ma i bambini che popoleranno l’Europa di domani e dopodomani quando potranno invocare leggi che gli garantiscano che i loro genitori (papà e mamma signori miei!), sanno volersi bene senza cartellini di scadenza e quindi sanno voler bene anche a loro? Ci vorranno delle leggi che gli dicano di sentirsi amati? E la gioia di vivere dove andrà a finire?C’è in corso un Sinodo,  noi a Bissau ne stiamo cominciando un altro: mettiamoci in ascolto della Parola di Dio, insieme; lasciamo da parte le letture distorte e interessate a intorbidare le acque e… riscopriamo la gioia di sentire che Lui ci vuole “un bene da Dio”!!Auguri sinceri a tutti voi da tutti noi!</p>
<p>Padre Zé</p>
<p>PS. Le foto le trovate nel sito  <a href="http://www.suzana.it/">www.suzana.it</a>  . sono tante e così belle che…. Non riesco a scegliere|PS. Fatti di cronaca. Come tutti gli anni, in Agosto  abbiamo avuto con noi un gruppo di “Giovani e Missione” Tra le altre cose con loro abbiamo rieditato il Vangelo di  Marco e gli Atti degli Apostoli.Visita anche di mio fratello Alfonso. Risultato: due chiese hanno cambiato fisionomia, con banchi da chiesa  prodotti in loco dalla “premiata falegnameria Fumagalli”…. e soci locali.</p>
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		<title>Notizie e ringraziamenti di suor Teresina</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 19:03:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor.-Teresina-Generoso0001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1334" title="lettera suor. Teresina Generoso" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor.-Teresina-Generoso0001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>09/01/2014</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Carissimi di Brugherio Oltremare,con questa mia vengo a ringraziarVi per l’offerta generosa che mi avete mandato e quest’anno va per un progetto di Riabilitazioni che abbiamo appena iniziato.In questa zona dove sono e lavoro attualmente ci sono andicappati a causa di malattie ossee o incidenti come bruciature o morsicate di asini (ad un ragazzino di sei anni che è stato morso alla gamba hanno dovuto amputarla) e tante altre cose.Così li portiamo ad  Addis in centri appositi per operazioni e arti artificiali, poi c’è tutta la parte di recupero che è più lunga e importante.Ne abbiamo in lista sette e altri sono già in fase di recupero.Grazie per tanto della vostra offerta,il lavoro che fate li da gioia a tante persone che possono riprendere una vita quasi normale.Il signore benedica voi i vostri sforzi e le vostre famiglie.</p>
<p>Con affetto e simpatia  suor Teresina Generoso</p>
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		<title>San Lorenzo Ecuador  Febbraio 2014</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 19:02:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariangela-sardi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1337" title="suor mariangela sardi" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariangela-sardi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi amici/che di Brugherio Oltremare, una mia consorella eritrea è in partenza per l’aeroporto di Quinto diretta a Roma.È a lei che consegno questo mio scritto nella speranza che giunga presto a Brugherio.Sono qui per ringraziarvi fraternamente e cordialmente per l’offerta di 5.000 euro che mi avete mandato il 07/01/2014 a favore dei disabili di san Lorenzo.Grazie per la vostra fedeltà verso la Missione, verso noi missionari/e che siamo partiti/e dalla nostra Parrocchia, dove siamo cresciuti nella Fede e dove abbiamo maturato la nostra vocazione religiosa e missionaria.Grazie perché nonostante la crisi il vostro impegno a favore della Missione.E questo…con la fedeltà al vostro lavoro fato di fraterna collaborazione, di unione di intenti, di sacrifici vissuti con generosità e amore.Grazie a tutti voi, giovani e anziani!!!A tutti/e assicuro una preghiera per voi e le vostre famiglie. ll Signore vi benedica e ricompensi come Lui sa fare.</p>
<p>Con affetto suor Mariangela Sardi</p>
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		<title>Notizie di suor Mariarosa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 18:59:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariarosa-biraghi0001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1343" title="suor mariarosa biraghi" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2014/04/suor-mariarosa-biraghi0001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi e sempre ricordati amici di Brugherio Oltremare.Prima di ripartire per l’Ecuador ringrazio ancora una volta la vostra generosità e ammiro il vostro sacrificio di lavoro per le missioni.Noi possiamo aiutare attraverso le vostre mani e il vostro tempo donato agli altri.Prego Iddio per voi e perché vi ricompensi con tante grazie e benedizioni.Userò quei soldi per dare il cibo hai poveri, per aiutare i bambini che vadano a scuola, tutto è utile e prezioso.Saluto tutti e chiedo anche per le vostre Famiglie ogni bene. Dall’Ecuador ci sentiremo presto.Con stima suor Mariarosa Biraghi</p>
<p>Missionaria comboniana</p>
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