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	<title>Brugherio Oltremare &#187; padre ticozzi</title>
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		<title>Vivere la nostra fede in modo più personale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 18:39:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui in Hong Kong siamo più o meno nelle vostre stesse condizioni. Si viaggia tutti con la mascherina, le scuole e le chiese sono chiuse. Gli insegnanti fanno lezioni tramite internet e con video, i sacerdoti pure provvedono liturgie e preghiere sugli stessi canali. I disagi però non sono pochi.Quest’anno il Signore ci invita a vivere il cammino quaresimale in un modo tutto speciale, senza Eucaristia e senza comunione.  Ci toglie il segno della Sua presenza sacramentale, del Suo diventare nutrimento nelle nostre difficoltà quotidiane. Ma non ci abbandona: ci invita a pregare di più da soli e in famiglia: sentire la Sua presenza dove prima non la scorgevamo, cioè nel nostro cuore e nella nostra casa. Ci invita a seguirlo verso Gerusalemme portando con Lui la nostra croce nei disagi che affrontiamo. La quaresima quest’anno può quindi diventare una buona occasione di sottolineare maggiormente il vivere la nostra fede in modo più personale e più in famiglia, facendo uso delle pratiche tradizionali delle preghiere del mattino e della sera, della recita del Rosario, della meditazione della Parola di Dio e della Via Crucis privata, ecc. Il distacco richiestoci dalla pratica in chiesa con la comunità parrocchiale non deve però farci chiudere nel nostro piccolo mondo. La presenza del Signore che sentiamo in noi e in casa deve stimolarci il senso di solidarietà verso gli altri, soprattutto verso gli anziani e i malati, in modo da approfondire il vero spirito comunitario. E questo innanzitutto con la preghiera, perché le vicende umane sono solo nelle mani del Signore. Grazie a te e a tutti gli amici di Brugherio Oltremare che ricordo con piacere e di cui apprezzo l’impegno costante per noi missionari.Fraternamente nel Signore,</p>
<p>P. Sergio</p>
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		<title>L&#8217;amore salvifico</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 18:46:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 27 ottobre, Brugherio celebra la Giornata Missionaria Mondiale, che in altre parti del mondo e qui a Hong Kong si è celebrata ieri. L’atteggiamento dei fedeli laici di Hong Kong dal punto di vista dell’evangelizzazzone è positivo e impegnato: sono loro infatti che, di solito,  conducono ogni anno i circa 3000 adulti a intraprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 27 ottobre, Brugherio celebra la Giornata Missionaria Mondiale, che in altre parti del mondo e qui a Hong Kong si è celebrata ieri. L’atteggiamento dei fedeli laici di Hong Kong dal punto di vista dell’evangelizzazzone è positivo e impegnato: sono loro infatti che, di solito,  conducono ogni anno i circa 3000 adulti a intraprendere il catecumenato e prepararsi al battesimo. Ringraziamo il Signore e cerchiamo di emularne l’esempio.Quest’anno la celebrazione della Giornata Missionaria è speciale per tutti noi cattolici perché, come sottolinea Papa Francesco nel suo Messaggio, è inserita nel contesto dell’Anno della Fede e della commemorazione del 50° Anniversario del Concilio Vaticano II. Deve essere quindi un’ocasione per rinnovare e manifestare la nostra fede davanti agli altri e nella società in cui viviamo. Questo esige un approfondimento del rapporto personale di amore che il Signore ha dato a tutti con il dono della vita stessa. La fede è un dono, ma non come un bel regalo da esporre siull’armadio di casa e da contemplare ogni tanto:  è invece il dono di un rapporto personale da vivere,  che Dio ci fa di Se Stesso e del Suo amore salvifico, ed è dato a tutti, per cui nessuno può esimersi dalla responsabilità della risposta.<em>“La fede è dono prezioso di Dio, &#8211; </em>scrive Papa Francesco nel Messaggio<em> &#8211; il quale apre la nostra mente perché lo possiamo conoscere ed amare. Egli vuole entrare in relazione con noi per farci partecipi della sua stessa vita e rendere la nostra vita più piena di significato, più buona, più bella. Dio ci ama! La fede, però, chiede di essere accolta, chiede cioè la nostra personale risposta, il coraggio di affidarci a Dio, di vivere il suo amore, grati per la sua infinita misericordia. E&#8217; un dono, poi, che non è riservato a pochi, ma che viene offerto con generosità. Tutti dovrebbero poter sperimentare la gioia di sentirsi amati da Dio, la gioia della salvezza!”</em>La fede è un dono che dobbiamo testimoniare e rendere visibile, manifestando la nostra risposta di fiducia e di confidenza nel dono di Dio stesso, in modo gioioso ed entusiasta, per cui le persone che ci circondano vengano stimolate ad apprezzarlo e a dare anche loro una risposta personale. Questo è evangelizzare. Dobbiamo avere sempre il coraggio e la gioia di proporre, con rispetto, l’incontro salvifico con Cristo, di farci portatori del suo Vangelo.Tale testimonianza di fede per la maggioranza dei cattolici, che non hanno ricevuto la vocazione specficamente missionaria di recarsi in ambienti non ancora evangelizzati, deve essere fatta nel luogo dove abitiamo e dove lavoriamo: attualmente persone non cristiane si possono trovare anche fuori della porta della propria casa. Noi dobbiamo essere presenti e testimoni di Cristo in ogni ambiente e sfera della vita umana. Questo è uno dei messaggi principali dati dal ConcilioVaticano II: la Chiesa è missionaria per natura e deve essere presente nel mondo a testimoniare l’amore di Cristo. I cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II° stimolano l&#8217;intera Chiesa ad avere una rinnovata consapevolezza della sua presenza nel mondo contemporaneo, della sua missione tra i popoli.Ogni cristiano deve portare Cristo nell’ambiente in cui vive e lavora. Ma un altro passo del Messaggio papale sottolinea <em>“&#8230; è importante non dimenticare mai un principio fondamentale per ogni evangelizzatore: non si può annunciare Cristo senza la Chiesa. Evangelizzare non è mai un atto isolato, individuale, privato, ma sempre ecclesiale”.</em>Testimoniare Cristo esige, quindi, non solo vivere integralmente la nostra fede personale, ma anche viverla nella comunione ecclesiale, cioè testimoniare la Chiesa, che è il Corpo di Cristo e che non ne può essere divisa. E la testimoninza della Chiesa che si deve mostrare non deve essere ridotta  solo ad un’agenzia di assistenza, ma deve manifestarsi come comunità di persone che condividono la stessa fede.Testimoniare l’amore salvifico di Cristo non è fare proselitismo, perché non si costringe nessuno a credere. La nostra missione è di annunciare il Vangelo di Cristo: tocca al Signore convertire, toccare i cuori e attirarli a Lui. Per questo l’impegno missionario più importante per noi diventa la preghiera per la conversione dell’umanità: uniaomoci, dunque, a pregare con insistenza per la nostra continua conversione e per la conversione di tutti.</p>
<p>P. Sergio Ticozzi, PIME</p>
<p>Hong Kong, 21 ottobre 2013</p>
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		<title>Padre Sergio e i preparativi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 20:45:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2012/03/HONG_KONG_-_JOHN_TONG_HON_BISHOP.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1152" title="mons. John Tong" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2012/03/HONG_KONG_-_JOHN_TONG_HON_BISHOP-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Credo che la maggior parte di voi ha seguito sulla televisione, giorni fa, le cerimonie del recente Concistoro e della concelebrazione del Santo Padre con i nuovi cardinali. Io mi sono trovato più direttamente coinvolto in questi eventi.In Hong Kong circolava già da qualche giorno la notizia che probabilmenete il vescovo di Hong Kong, Mons. Giovanni Tong Hon, sarebbe stato creato cardinale nel quarto Concistoro di Papa Benedetto XVI programmato per il 18 febbraio 2012. L’annuncio ufficiale è  stato dato dal Santo Padre  a mezzogiorno della festa dell’Epifania. Mons. Tong ne è stato informato solo la sera prima. Era nella sua camera in seminario, dove anch’io risiedo e lavoro. Dal momento che il vescovo tiene il suo cellulare sempre spento, i primi contatti sono passati tramite il mio telefono. Da allora si sono susseguiti i preparativi, in cui sono stato richiesto di dare un aiuto. Il vescovo si dimostrava preoccupato per i vari dettagli richiesti, ma con un atteggiamento calmo e realista. Appunto per il mio coinvolgimento nei preparativi, Mons. Tong ha voluto che lo accompagnassi anche a Roma per continuare ad aiutarlo, soprattutto per i contatti locali. Così ho potuto trascorrere con lui alcuni giorni, il cui apice sono state le celebrazioni liturgiche:sabato 18 febbraio, in mattinata, la cerimonia della consegna della beretta, dell’anello e del titolo della diaconia in San Pietro,  nel pomeriggio, le visite di cortesia nell’Aula Paolo VI, mentre il giorno seguente, nella stessa basilica di San Pietro la concelebrazione dei nuovi cardinali con il Santo Padre. Sono stati giorni intensi, in cui ho partecipato alla commozione e all’entusiasmo di tante persone, attorno alle autorità supreme della Chiesa raccolte proprio nel suo centro geografico. Mi ha colpito l’unversalità  della situazione, non solo tra i cardinali ma sorpattutto nella folla dei cattolici che vi partecipavano. C’era presente in modo tangibile anche la Chiesa trionfante che gioiva per il voto finale per la canonizzazione di sette nuovi Santi, tra cui la prima Santa pellerossa, Caterina Tekakwita, e il giovane martire filippino Pedro Calunsgod. Personalmente però anche i dettagli pratici del retroscena mi richiedevano tempo e mi assorbivano l’attenzione. Consistevano nell’assistere nelle interviste a cui il nuovo Cardinale era  richiesto da agenzie di stampa, come anche nel pianificare le sue visite. In particolare, toccanti sono stati gli incontri alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in cui con  il Card. Tong siamo stati intrattenuti dal Prefetto, il nuovo cardinale Sua Em. Fernando Filoni e dal Secretario generale, l’Arcivescovo cinese Mons. Savio Hon Tat-Fai, come anche alla Chiesa della Madonna Regina degli Apsootli, alla Montagnola, di cui il Card. Tong è diventato titolare, dove siamo stati accolti molto cordialmente dai Padri della Società di S. Paolo, che l’anmministrano. In un clima più familiare e gioioso, il Card. Tong ha concelebrato l’Eucaristia nel Collegio Urbano, insieme a tanti sacerdoti e amici, e l’intero gruppo di circa cattolici cinesi che erano venuti da Hong Kong per l’occasione. E’ stata seguita da un’agape fraterna, che ha dato l’occasione di consolidare vecchie nuove amicizie.Ora, tutti siamo ritornati a Hong Kong e ripreso la vita normale nel suo ritmo quotidiano; e questo anche per il Card. Tong, che, come prima abita con noi in seminario, e ogni giorno si reca in episcopio per gli impegni diocesani, pienamente consapevole  però della nuova missione, che il Santo Padre gli ha affidato creandolo Cardinale, cioè di continuare  a fare da ponte tra la Chiesa di Hong Kong e la Chiesa in Cina con la Chiesa universale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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