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	<title>Brugherio Oltremare &#187; san lorenzo</title>
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		<title>Ben arrivata suor Mariangela</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 17:59:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/12/250px-Ec-map.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1035" title="equador" src="http://www.brugheriooltremare.org/wp-content/uploads/2011/12/250px-Ec-map-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi,</p>
<p>questa volta vi scrivo da San Lorenzo, una località sulla costa dell&#8217;Oceano Pacifico, quasi al confine con la Colombia. Sono giun­ta qui il 4 agosto, quando la popolazione era già in festa per la celebrazione del Santo patrono.La mia prima impressione è stata quella di essere arrivata nel cuore dell&#8217;Africa nera, perché il gruppo etnico predominante (l&#8217;80% della popolazione) è nera, di origine africa­na. Nel territorio del &#8220;cantòn&#8221; San Lorenzo, sono presenti anche due gruppi di indigeni, &#8220;cliachis&#8221; e &#8220;arvas&#8221;, che fanno parte del mon­do andino. Sono due delle diciassette etnie che abitano l&#8217;Ecuador, ciascuna con cultura, lingua, tradizioni diverse. Anche nella mia comunità religiosa c&#8217;è la ric­chezza della diversità: siamo quattro perso­ne di tre nazionalità: portoghese, spagnola, italiana.Il mio primo impegno è quello di aprire gli occhi e le orecchie per vedere, per ascoltare, per conoscere la cultura, mentalità, tradizione religiosa della gente, ritrovandomi a poco a poco, per quanto mi è possibile, sulla stessa lunghezza d&#8217;onda. I neri che abitano questa regione hanno alle loro spalle una storia molto sofferta. Circa quattro secoli fa furo­no strappati con violenza dalla loro terra afri­cana e trasportati a forza in un mondo nuo­vo per servire come schiavi i conquistatori europei.A loro fu tolto molto di quanto possedeva­no: libertà, valori culturali, lingua (ora par­lano tutti spagnolo), forma di organizzazio­ne sociale e politica. Solo nel secolo passato fu loro restituita ufficialmente la libertà, ma non l&#8217;identità culturale, non la dignità di un popolo, né la possibilità e i mezzi per vivere decentemente. La popolazione negra oggi in Ecuador, dimenticata dai governanti di turno, vive in una situazione di emarginazione e di esclusione.La presenza di missionari a san Lorenzo risa­le solo a quarant&#8217;anni fa e continua oggi nel­l&#8217;impegno di accompagnare questo popolo nel suo cammino di liberazione e di inculturazione del Vangelo. E’ una sfida grande, perché i neri, accettando la religione cattolica, aderiscono in parte al cristianesimo e in parte adattano la nuova religione al loro modo di vivere. In questi anni c&#8217;è stata una tendenza a rivivere alcuni valori culturali quali l&#8217;accoglienza, la condivisione, il senso religioso della vita e della morte, ma non sono mancate e non mancano oggi nuove prove, nuove difficoltà come la droga, l&#8217;influenza dei mezzi di comunicazione sociale che diffondono materialismo e violen­za, lo sfruttamento irrazionale delle fonti che minaccia l&#8217;equilibrio ecologico. Anche se i giornali in Italia non daranno mol­te notizie dell&#8217;Ecuador, uno dei paesi più pic­coli dell&#8217;America e il più povero attualmente, sono sicura che tutti voi non dimenticherete questo popolo, la nostra gente per noi che sia­mo qui, i nostri fratelli e sorelle. Forse avete già avuto la notizia che in queste ultime settimane due vulcani, Pichiucha e Tunguragua, hanno ripreso la loro attività, ob­bligando 23mila persone a lasciare le loro case, la loro terra, perdendo il raccolto frutto delle loro fatiche.Prima di terminare, mi è caro porgere a tutti i migliori auguri per un buon passaggio al ter­zo millennio. Preghiamo insieme perché Cri­sto occupi il posto che gli corrisponde nel cuo­re di ogni persona e di ogni popolo.</p>
<p><strong><em>Suor Marìangela Sardi</em></strong></p>
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