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PICCOLE FIGLIE DEL SACRO

PICCOLE FIGLIE DEL SACRO

La Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù nasce a Sale, Diocesi di  Tortora, provincia di Alessandria il 25 marzo 1924,ad opera del sacerdote don Amilcare Boccio e della   Signorina Guglielmina Remotti, entra di modesta origine salese. Amilcare Boccio nacque a Sale il 12 marzo 1891. La sua prima educatrice fu la mamma, donna forte di carattere e di fede. Fatto grandicello, sugli otto/dieci anni, Amilcare divenne chierichetto e serviva a un celebrante d’eccezione: colui che sarebbe   diventato   il  Beato   don   L. Orione. Terminate     le     Scuole     Elementari, Amilcare    entra    in    Seminario    per continuare gli studi. Ricorda:   “Mi   ha   condotto   la   mia mamma e c’era anche la mia nonna Delfina, che ha portato il mio baule, un baule piccolino, sulla testa II 5 luglio 1914 fu consacrato sacerdote. A Sale, dove trascorreva le vacanze estive, incontrò nella Schola Cantorum Guglielmina Remotti “anima ardente di preghiera e di lavoro, tutta dedita a  Dio e ai fratelli,assetata del Dio vivente  conquistatrice di anime “.Guglielmina era nata a Sale il 15 settembre 1881, dalla signora Giovannina Giacobone  e dal capomastro signor Giacomo Remotti. La mamma morì molto giovane,lasciandola orfana orfana con la sorellina minore, Giuseppina. Le due bambine ancora in tenera età furono affidate ai nonni materni  ,fi quando il padre si risposò con la signorina Margherita Massardo , che accolse ed amò le due sorelline più che se fossero sue.Donna di elevato sentire, Mamma Margherita fu veramente il loro angelo protettore ed esplicò le sue doti elette nel favorirne il processo di crescita anche intellettuale  e morale,valorizzandone i doni di natura, che seppe cogliere nella loro diversità, con fine senso di discernimento.Terminate le scuole elementari, Guglielmina scelse come professione il ricamo, in cui raggiunse livelli di alta professionalità. Da tempo aveva aderito alla “Pia Pratica di Unione”, di cui era diventata anche zelatrice. In parrocchia si era instaurata la devozione al Sacro Cuore e la pratica dei”Primi Venerdì” del mese. Guglielmina vi aderì con lo slancio che la distingueva. Il Sacro Cuore di Gesù divenne così “la sua religione”. Con lei, le sue amiche seguivano fedelmente la pratica dei “Primi Venerdì” che si celebravano in parrocchia e partecipavano alle adunanze di Azione Cattolica, di cui lei era Presidente. D’estate interveniva anche il giovane Don Boccio che trascorreva   le vacanze a Sale. Con Guglielmina poi, gli incontri si infittivano, per l’affinità di spirito e per l’amicizia che legava le loro due famiglie. Avvenivano fra loro conversazioni ricche, attraverso le quali il giovane Don Boccio ebbe modo di approfondire la conoscenza di lei e di apprezzarne le doti d’animo e di mente. Don Boccio vide in lei la collaboratrice ideale per realizzare il suo progetto e le fece la strabiliante proposta di essere con lui la Fondatrice di una nuova Congregazione. Ci volle tempo, molto “consiglio”, molta preghiera e riflessione, perché il progetto di Dio su di lei si facesse chiaro alla sua coscienza. Finché disse “Sì”, come Maria. Ed è proprio da quel sì che sono nate le Piccole Figlie del Sacro Cuore. Il 25 marzo 1924, giorno dell’Annunciazione del Signore, “la Piccola Opera” prese il via con una cerimonia intima e insieme solenne. Dotata di grande senso pratico, fu lei a organizzare la vita di comunità, a darle forma, a stabilire tempi e modi per l’attività e la preghiera, animando l’una e l’altra con la parola e con l’esempio. Affinché l’edificio crescesse compatto e ben compaginato, i Fondatori hanno sempre operato in unità di intenti e diversificazione di competenze.Dicono bene le testimonianze: “il Padre fu sempre per noi aiuto, luce, forza, pur lasciando a Guglielmina Remotti, Sorella Maggiore e più tardi Madre, tutta la libertà nelle funzioni direttive e organizzative”. Forse sta propri qui, in questo interscambio, la ragione che rese fecondo fin dall’inizio il loro operato. Nel 1966 sono stata destinata nel seminario di Tortona e poi nella Casa Sacro Cuore dove risiedono i sacerdoti che lavorano in Curia e alcuni sacerdoti anziani. Nella ricorrenza del mio 25° di Professione ho avuto il dono e la gioia di andare in pellegrinaggio a Fatima, con la mia mamma. Sono sempre più contenta della mia scelta e chiedo a tutte voi di aiutarmi a rendere grazie per quanto  ho  ricevuto  e pregare perché  sappia  essere  tra   i fratelli  una testimonianza di quanto il Signore ci ama


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