X
!

Ciao a tutti e benvenuti su Brugherio Oltremare. A causa delle norme di sicurezza previsti per l'Emergenza COVID-19 i sevizi di sgombero sono sospesi fino a data da destinarsi. Per questo motivo, temporaneamente, anche compilando il form non verrete ricontattati!

GIUBILEO A SUZANA

Suzana 5 Marzo 2016

Carissimi, sentivo la schiena rotta, ero “in riserva”, ma proprio al lumicino, sono andata a buttarmi sul letto prima di schiantare… ma sentivo ancora l’intensità dell’applauso dei circa 500 fedeli  che nella nostra chiesa di Suzana esprimevano la loro gioia e la loro riconoscenza a Papa Francesco che quest’anno ha voluto farci dono del Giubileo della Misericordia.Una gioia intensa, esplosiva, ma che veniva da dentro, lo si leggeva sulle loro facce. Ce lo hanno ricordato poi per telefono, appena arrivati alle loro parrocchie, chi a trentacinque, chi a ottanta chi a cento e più chilometri, pressoché digiuni fino a tarda mattinata, con un misero spuntino penitenziale consumato la sera prima, la sera di venerdì lungo la prima parte della celebrazione.Erano arrivati impolverati dagli ultimi 35 chilometri in terra battuta, alcuni sono arrivati la notte, per guasti meccanici; i nostri, quelli delle nostre comunità hanno macinato in media una decina di chilometri a piedi sotto un sole torrido. Si era anche dormito poco e piuttosto male.Anche se qualcuno più attrezzato, si era portato la tenda a due posti da piazzare in cortile, la maggior parte ha dormito su stuoie o sui materassi di gommapiuma che abbiamo steso a terra nelle nostre sale di catechesi. E non erano tutti giovani! C’era parecchia gente avanti negli anni ma, da buoni Africani avvezzi a fare a meno di tante cose che a noi sembrano essenziali, hanno saputo cogliere il messaggio profondo del Giubileo della Misericordia e ne hanno assaporato la gioia.Ce l’avevamo messa tutta per prepararci: tanta catechesi, preghiera, opuscoli, volantini, libretto di canti bilingue con tanto di inno del Giubileo tradotto in Felupe e Creolo… E poi, a pochi giorni dalla data marcata per la celebrazione, si era dovuto rimandare il tutto per una specie di  infezione alimentare che si è portata via due ragazzini due fratellini e ha messi KO una ventina di altre persone sparse per tutti gli angoli del villaggio. Allarme rosso, scuole chiuse, isolamento e… vigilanza. In tre giorni la fase acuta è rientrata, ma intanto non era prudente concentrare persone proprio qui, nel focolaio dell’infezione.Calmate le acque abbiamo programmato la celebrazione una settimana dopo, esattamente ieri e oggi. Si è riusciti a fare spazio negli impegni delle quattro parrocchie e in quelli del pime che aveva l’assemblea di tre giorni  a Bissau  fissata proprio  per la  vigilia: facevo comunque in tempo a tornare a Suzana. Ma non è stato lo stesso nel caso del nostro Vescovo né del Vescovo Ausiliare. E qui la Provvidenza si è divertita, facendoci arrivare il Vescovo di  Bafatá, Mons. Zilli, che per noi è sempre il Padre Pedro che è stato mio coadiutore qui durante cinque anni. Noi contentissimi di rivederlo qui con noi e lui altrettanto contento di rituffarsi in questa esperienza che ricorda tanto volentieri.Nel pomeriggio di Venerdì siamo partiti tutti dalle rispettive basi per ritrovarci qui a Suzana. La comunità si è divisa in tre grossi scaglioni che sono andai ad accogliere quelli che venivano dalle altre comunità della parrocchia, per un pellegrinaggio orante alla luce della Misericordia. Poi tutti insieme sulla strada di S. Domingos,, l’unica, e chiamatela strada!, dalla quale provenivano le altre parrocchie del decanato.Pregando  e cantando abbiamo attraversato Suzana  siamo entrati alla missione, poi, dopo una pausa per l’assestamento e un breve spuntino, abbiamo dato inizio alla celebrazione, con calma, mentre aspettavamo quelli di Ingorè attardati da noie meccaniche al loro camion.La missione era illuminata a giorno. Richiamo degli elementi essenziali della celebrazione, preparazione alla Confessione e poi Vescovo e noi cinque preti ci siamo disposti per le confessioni. Siamo andati avanti  fino a dopo mezzanotte. Se pensiamo a come gli Africani quando si trovano sanno mettere in piedi casini, pur simpatico ma sempre casini, era roba da non crederci: un raccoglimento che si toccava con mano, davvero da rimanere meravigliati.Qualche ora di sonno, poi via, in piedi, prima dell’alba, per la seconda parte della celebrazione.Adesso sappiamo che la nostra chiesa di Suzana accoglie 500 persone comodamente sedute…. ma ben attive e dinamiche. Tutto a puntino, preghiera intensa, gioia che sprizzava dai volti aperti e sereni e una profonda gratitudine che ti veniva su dal cuore per il Signore che si rivela ai piccoli ed è capace di raggiungerti attraverso di loro e di dirti “Va’ avanti! dacci dentro con tutto il fiato che ti  rimane: vedi che io la mia parte la faccio?”.Chiaro il messaggio no? Nonostante la schiena che senti come se fosse rotta, nonostante il fiato che non viene più dal tanto cantare… non fermarti, continua a seminare fino a quando anche tu, come un seme, scivolerai sotto questa terra d’Africa, capace di essere fertile anche quando tutto sembra far pensare il contrario.Don Pedro a un certo punto ha ricordato gli evangelizzatori di Suzana che già il Signore misericordioso ha chiamato a Se: P. Marmugi, P. Andreoletti, fratel Renato, suor Maria, suor Rosa, che sono solo i principali… e sentivi la gente vibrare ad ogni nome, anche quelli che non li hanno mai conosciuti ma ne hanno solo sentito parlare. E ti vien fatto di pensare alla Comunione dei Santi, che la maggior parte dei cristiani non sa spiegare cos’è, ma che è una realtà davvero consolante. E che si tocca con mano.Ora devo finire di registrare il commento in creolo al Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, che viene diffuso, con gli opportuni collegamenti, su scala nazionale dalla nostra radio cattolica, la Radio Sol Mansi. Oltre che proporre un messaggio a chi non è ancora cristiano, sto tentando di svegliare anche i cristiani addormentati,  in vista del primo Sinodo Diocesano che è già alle porte. Dite una preghiera anche voi per darci una mano: l’anno prossimo saranno quarant’anni che questa diocesi sta “camminando”. Io sono di quelli che l’hanno vista nascere: mi piacerebbe vederla … imbroccare con più decisione la via giusta,  passare il Giordano e portare alla terra promessa tutta questa nostra gente.Noi, sempre scettici quanto a passare un fiume all’asciutto, anche se  per via di un miracolo, abbiamo iniziato i lavori per il rifacimento del nostro primo ponte, quello di Boaj, del 1992. Non vi mando nessuna foto sua, perché … il lavoro ancora non si vede, ma vi prometto qualcosa per la prossima lettera.Intanto prepariamoci alla celebrazione della Pasqua del Giubileo, grati al Signore per la sua misericordia e decisi a darci da fare con le opere di misericordia, non solo corporale, ma anche spirituale: ve le ricordate?  Auguri! E grazie per ogni cosa!

 

padre Zè e tutto il resto.


Post Tags: , , , , , , , , ,



Leave a Reply