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……la bloggermania di padre Zè

Carissimi, mentre vi scrivo voi state finendo un ponte lungo così mentre io … ancora non ho cominciato i lavori per ristrutturare il ponte di Boaj, in piedi dal 1992 e ormai fuori tempo massimo per la manutenzione.Intanto abbiamo riaperto la strada (chiamiamola così!), abbiamo ripulito il cantiere e bruciato quei fastidiosissimi fagiolini che i felupes chiamano “emokai” e in criolo si chiamano “gnágnima”): basta che ne tocchi uno e ti infila nella pelle milioni di piccolissimi aghi che ti danno un prurito che lévati!. Con il conteiner è arrivata pure la pompa freni del nostro Lazzaro, il Leoncino OM militare resuscitato (Lazzaro, appunto) che ci servirà, insieme con il trattore, per trasportare tutto quel po’po’ di materiale da qui al fiume.C’è da dire, di positivo, che appena abbiamo chiesto di pulire la strada dalla vegetazione, subito dai villaggi oltre il fiume si sono mossi: si vede che hanno interesse a che il ponte venga rimesso a nuovo, hanno capito che gli serve. Si tratterà di organizzarli in modo da agevolare la loro partecipazione ai lavori.Chi si muove comunque sono soprattutto gli adulti. I giovani? Generalmente assenti, apatici, amorfi, a-tutto.  Piange il cuore al vederli, quando li vedi, perché stanno alla larga da chi sanno che gli proporrebbe dei lavori: a meno che siano profumatamente pagati e… possibilmente in anticipo. Capito dov’è lo sviluppo? Intanto i motocoltivatori e pilariso giacciono inerti. Chi aveva imparato un po’ a lavorarci, se l’è squagliata col denaro (poco) raggranellato e chi non ha ancora imparato…  probabilmente… aspetta tempi migliori.Abbiamo avuto l’altra settimana, a livello PIME,  un interessantissimo corso di aggiornamento tenuto dal dottor Raffaela Lavazzo, psichiatra e psicoterapeuta che in gioventù era stato alunno del PIME.Abbiamo chiesto anche a lui un aiuto per capire cosa stia succedendo a questi giovani e, soprattutto se ci sono appigli, rampini o simili per riuscire a smuoverli.Ricordo che parlandone dicevo: “Li guardi negli occhi, quando ci riesci e… vedi fuori dall’altra parte! Sono buchi, non c’è dentro niente!”.E’ terribile come situazione, non vedono niente per cui “valga la pena di…”.Il peggio è che… ci sono dentro anche molti giovani cristiani, che dovrebbero aver incontrato quel Qualcuno per cui vale davvero la pena di rimboccarsi le maniche!. O forse siamo proprio noi che invece di essere dei “Giovanni Battista” che si tirano da parte perché vada avanti Lui, magari restiamo lì impalati come allocchi nell’illusione che la gente venga dietro a noi?…Qui nella nostra diocesi siamo in clima di Sinodo e uno dei grossi argomenti della Nuova Evangelizzazione dovrà essere proprio questo.A proposito di Sinodo… Cose turche!  Si è voluto cercare di aprire un dibattito … via blog! Qui in Guinea? Quanti hanno accesso a un computer? E  anche se ce l’hanno ‘sto benedetto computer, quanti hanno accesso alla corrente?Allora mi sono “rimpinzato”  di buona volontà e mi sono offerto di stampare tutti i contributi alla discussione che fossero apparsi nel blog della diocesi, facendone arrivare quattro copie a ognuna delle trenta parrocchie della diocesi, gratis naturalmente.  Primo invio. Risposte? Niente. Allora ho cominciato ad inviare articoli, riflessioni, provocazioni, chiedendo pareri e punti di vista differenti, per avviare qualcosa in vista della prima sessione che sarà in Febbraio. Non è stato un lavoro di piccola mole, anche perché, in via di incoraggiamento, ho voluto far conoscere profili di cristiani “riusciti”, che ci garantiscono che lo Spirito Santo è al lavoro e come!Così ho scritto di Demba e Maddalena, di Kutujenuió e Anjiroken e di altri, mi mancano ancora Pitrikó e Ambona… Risultato? Zero, tutto tace. Ah, no, recentemente c’è stato un intervento: uno sconosciuto spagnolo che chiede di inviargli una lettera per posta normale perché fa la raccolta di francobolli e non ne ha nemmeno uno della Guinea!  Ha trovato che per questo valeva la pena di scomodarsi!!!Ma non siamo pessimisti! C’è del buono di cui parlare e ringraziare il Signore.Intanto subito dopo Natale abbiamo il ringraziamento per il dono che il Signore ci ha fatto mandandoci un evangelizzatore del calibro di padre Spartaco MARMUGI. Rivivremo il suo ricordo e la sua presenza attraverso testimonianze, conferenze, teatro e…  il sacramento della cresima chiedendo al Signore che qualche altro cresimato di questa nostra chiesa diventi testimone e apostolo come lui.E poi, giusto domani comincio a predicare un corso di esercizi in preparazione al diaconato del nostro Maiuka che sarà ordinato sabato prossimo 17 dicembre qui a Suzana. E’ destinato a questa parrocchia dove resterà anche da prete e saranno due con padre Abramo: io il terzo della cordata fin che avrò fiato.Siamo comunque in attesa delle date di ordinazione di altri due diaconi, tutti e due della nostra parrocchia: frate Luca figlio di Albert di Katon e don Matteo figlio di Ernesto di Ejin. E dite poco?Ma c’è dell’altro. Facendo scuola di Felupe a Maiuka e a suor Herika (ottimi alunni), ho fatto altre scoperte “linguistiche” che hanno aperto grossi e inattesi spiragli sulla cultura felupe, sulle loro concezioni filosofiche (proprio così, non scherzo) che fanno da supporto all’annuncio della Parola di Dio, per esempio per i primi due capitoli del libro del Genesi. Per ora ho solo materiale che ho scritto in Portoghese. Appena avrò un po’ di tempo preparerò una traduzione in Italiano da mettere nel Sito (accidenti, hanno attaccato anche a me la bloggomania!?!?!).Quando si dice che non si finisce mai di imparare e ci vorrebbe un più di tempo e di pazienza per pensare!Il tempo è grazia, è “Kairós” ed è nel tempo che il Figlio di Dio ha voluto venire per incontrarci, per mettersi davanti a noi e invitarci a seguirLo, a mettere la nostra vita nelle Sue mani perché realizzi in noi il Suo disegno di salvezza: è qui che poggia la nostra speranza, incrollabile perché proviene da una certezza che ci viene da Lui, cioè che Lui ci vuole bene e Gli stiamo a cuore, tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non lo sanno e che , quando li guardi negli occhi, vedi fuori dall’altra parte e non ci trovi nemmeno un briciolo di speranza….

Buon Natale e buon anno a tutti voi da tutti noi, nella gioia del Signore

 

padre  Zé


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